ChatGPT e Gemini sulle auto: a cosa servono davvero?

ChatGPT e Gemini sulle auto: a cosa servono davvero?

Si sente spesso parlare dell'implementazione di ChatGPT e Gemini sulle auto: ma servono davvero? Facciamo il punto della situazione sull'AI nelle vetture

 

Si sente spesso parlare dell'implementazione di ChatGPT e Gemini sulle auto: ma servono davvero? Facciamo il punto della situazione sull'AI nelle vetture

4 Dicembre 2025 - 14:40

Negli ultimi anni, l’automobile ha subito una trasformazione radicale, passando da semplice mezzo di trasporto meccanico a vero e proprio dispositivo connesso, un ‘computer su ruote’. L’ultima frontiera di questa evoluzione è l’integrazione dell’Intelligenza Artificiale Generativa all’interno dell’abitacolo. Quando parliamo di ChatGPT, di Gemini o di altri modelli linguistici avanzati (LLM) a bordo delle vetture, non stiamo più discutendo di fantascienza, ma di funzionalità che case automobilistiche come Volkswagen, Mercedes-Benz, DS Automobiles e Volvo stanno già implementando o testando. Tuttavia, per l’automobilista medio, sorge spontanea una domanda: al di là del marketing e dell’effetto novità, questa tecnologia porta vantaggi concreti alla guida e alla sicurezza, o è semplicemente un ‘di più’ costoso e superfluo? Per rispondere, dobbiamo analizzare come questi sistemi differiscono dai vecchi assistenti vocali e quali problemi reali promettono di risolvere.

L’EVOLUZIONE DELL’INTERAZIONE VOCALE: DAL COMANDO ALLA CONVERSAZIONE

Fino a poco tempo fa, interagire con l’auto richiedeva l’uso di comandi rigidi e preimpostati. Frasi come “Chiama mamma” o “Portami a casa” funzionavano abbastanza bene, ma qualsiasi richiesta leggermente più complessa (“Ho freddo, alza un po’ la temperatura e portami in un ristorante aperto che faccia sushi“) spesso mandava in crisi il sistema, restituendo il classico messaggio di errore: “Non ho capito“.

L’integrazione di software come ChatGPT o Gemini (tramite Android Automotive) cambia questo paradigma. Grazie alla capacità di comprendere il linguaggio naturale (Natural Language Processing), l’auto non ha più bisogno di parole chiave specifiche. L’utente può parlare come farebbe con un passeggero umano.

Un esempio concreto di vantaggio è la riduzione del carico cognitivo. Se l’autista dice: “Mi sento un po’ stanco“, un sistema basato su LLM può interpretare l’intento e proporre proattivamente di cercare l’area di sosta più vicina, attivare il massaggio al sedile (se disponibile) o cambiare l’illuminazione interna su tonalità più stimolanti, senza che il guidatore debba navigare attraverso complessi menu sul touchscreen distogliendo lo sguardo dalla strada.

COME L’AI MIGLIORA L’ESPERIENZA DI VIAGGIO

Uno degli ambiti in cui l’AI generativa mostra un’utilità tangibile è l’arricchimento dell’esperienza di viaggio. I vecchi navigatori ci portano dal punto A al punto B. Un’auto dotata di intelligenza artificiale avanzata può fungere da guida turistica in tempo reale.

Immaginiamo di guidare attraverso la Val d’Orcia o nel centro di Roma. Con l’integrazione di questi software, è possibile chiedere: “Qual è quel castello che vedo sulla destra?” oppure “Raccontami la storia del monumento che stiamo superando“. L’AI, collegata ai dati di geolocalizzazione e a vasti database di conoscenza (come quelli su cui è addestrato ChatGPT o l’accesso al web di Google per Gemini), può fornire descrizioni dettagliate, storiche e culturali.

Inoltre, la ricerca dei punti di interesse diventa conversazionale e molto più specifica. Invece di cercare genericamente “Ristorante“, si può chiedere: “Trovami un posto dove mangiare che abbia opzioni senza glutine, sia valutato almeno 4 stelle su TripAdvisor e abbia una colonnina di ricarica elettrica nel parcheggio“. L’AI filtra le informazioni complesse in pochi secondi, un’operazione che fatta manualmente sullo smartphone richiederebbe vari minuti e la sosta del veicolo.

ChatGPT in auto

AI IN AUTO: DIAGNOSTICA E MANUALE D’USO INTERATTIVO

Un’applicazione estremamente pragmatica, e forse la più utile per chi non è troppo esperto di motori, riguarda la gestione della manutenzione e delle emergenze.

Il manuale d’uso dell’auto è un documento che raramente viene consultato, spesso dimenticato nel cruscotto. Ma con l’AI generativa, il manuale viene digitalizzato e reso interrogabile. Se si accende una spia gialla sconosciuta sul cruscotto, l’utente non deve fermarsi e sfogliare il libretto. Può semplicemente chiedere: “Si è accesa una spia gialla a forma di motore, cosa significa? Posso continuare a guidare?“.

L’AI, interfacciandosi con la telemetria del veicolo, può spiegare il problema in termini semplici (“È un avviso sul filtro antiparticolato“), valutare la gravità della situazione e consigliare se recarsi subito in officina o se è possibile terminare il viaggio. In questo caso, l’AI funge da ponte tra la complessità tecnica della macchina e l’utente, riducendo l’ansia e prevenendo danni maggiori al veicolo.

L’AI PER PORTARSI L’UFFICIO IN MACCHINA (MA SENZA ESAGERARE)

Per chi passa molte ore in auto per lavoro, la vettura diventa un’estensione dell’ufficio. Qui la competizione tra Microsoft (che finanzia OpenAI/ChatGPT) e Google (Gemini) si fa accesa. L’integrazione di questi strumenti permette infatti di gestire flussi di lavoro complessi solo con la voce.

Non si tratta solo di dettare un SMS. È possibile chiedere all’auto di:

  • riassumere le email ricevute nell’ultima ora;
  • controllare l’agenda e spostare appuntamenti in caso di traffico imprevisto, inviando automaticamente notifiche ai partecipanti;
  • fare brainstorming su un argomento e farsi leggere gli appunti generati.

In questo contesto, l’utilità è oggettiva: si recupera tempo produttivo in sicurezza, mantenendo sempre le mani sul volante. Tuttavia, questo scenario apre anche dibattiti sulla necessità di essere sempre connessi e sul rischio di sovraccarico mentale anche se non visivo.

INTRATTENIMENTO PER I PASSEGGERI, SPECIALMENTE I PIÙ PICCOLI

Un aspetto meno tecnico ma molto apprezzato dalle famiglie riguarda l’intrattenimento, o “infotainment”. Durante i lunghi viaggi, specialmente con bambini, la noia è il nemico numero uno.

Sfruttando la creatività degli LLM, è possibile chiedere all’auto di inventare giochi o storie personalizzate. Ad esempio: “Raccontaci una favola che ha come protagonisti i miei figli, Marco e Giulia, e un drago che vive nel bagagliaio di questa macchina“. L’AI genererà una storia originale in tempo reale, recitandola tramite l’impianto audio. Oppure si possono organizzare quiz di cultura generale basati sulla geografia del luogo che si sta attraversando.

Questo utilizzo trasforma l’AI da strumento di assistenza alla guida a compagno di viaggio, migliorando la qualità del tempo trascorso a bordo.

Uso di ChatGPT

E GLI ALTRI? IL POTENZIALE DI PERPLEXITY E GROK

Sebbene ChatGPT e Gemini siano i nomi più citati, il settore è aperto anche ad altri player.

Perplexity AI: il suo punto di forza è la capacità di fornire risposte precise citando le fonti in tempo reale. In auto, questo potrebbe tradursi in una maggiore affidabilità per notizie di attualità o verifica di fatti (“È vero che c’è sciopero dei caselli oggi?“).

Grok (di xAI/Elon Musk): considerata la proprietà comune con Tesla, è probabile che vedremo versioni di Grok integrate nelle vetture di Musk. Grok ha uno stile più “irriverente” e accesso ai dati di X (ex Twitter) in tempo reale, il che potrebbe offrire aggiornamenti sul traffico o eventi basati sul crowdsourcing sociale, differenziandosi per una personalità più marcata rispetto alla neutralità di ChatGPT o Google.

CASE AUTO E MODELLI CON SISTEMI DI AI GENERATIVA

Occorre dire che al momento non tutte le auto connesse hanno l’AI generativa. Molte hanno ancora i vecchi assistenti vocali. Vediamo pertanto chi ha fatto il grande passo, distinguendo tra chi usa ChatGPT e chi si affida all’ecosistema Google/Android Automotive.

  • GRUPPO VOLKSWAGEN: L’INTEGRAZIONE PIÙ MASSICCIA

Volkswagen è stata una delle prime case generaliste ad annunciare, durante il CES di Las Vegas 2024, l’integrazione di ChatGPT nel suo assistente vocale IDA. La tecnologia è fornita dal partner Cerence Chat Pro.

Come funziona: non serve un account OpenAI. Se l’assistente vocale VW non sa rispondere a una domanda (p.es. sui dati tecnici dell’auto), passa la richiesta automaticamente a ChatGPT in modo anonimo.

Modelli coinvolti: l’aggiornamento è disponibile sui nuovi modelli della famiglia elettrica e sulle nuove versioni termiche/ibride. In particolare, ID.7, ID.5, ID.4, ID.3 (con software aggiornato), nuova Golf (Restyling 8.5), nuova Tiguan, nuova Passat.

Altri marchi del gruppo: anche Cupra (sulla Tavascan e sulla Formentor restyling) e Škoda su Octavia, Superb e Kodiaq) stanno implementando la stessa tecnologia.

  • STELLANTIS: I PIONIERI CON DS E PEUGEOT

Il gruppo Stellantis ha scelto un approccio progressivo, iniziando dal marchio premium DS per poi allargarsi a Peugeot. Anche qui il motore è ChatGPT, integrato nel SoundHound AI del sistema di infotainment.

DS Automobiles: è stato il marchio pilota in Europa. Il servizio Iris System integra l’AI per arricchire l’esperienza di viaggio. Disponibile su DS 3, DS 4, DS 7 e DS 9.

Peugeot: dopo il successo del test su DS, ChatGPT è stato esteso al famoso i-Cockpit. Modelli chiave: nuova E-3008, E-5008, nuova 208, 308 e 408. NB: spesso è necessario attivare il pacchetto Connect Plus o un abbonamento specifico per sbloccare questa funzione.

  • MERCEDES-BENZ: IL BETA PROGRAM CON MICROSOFT

Mercedes ha un approccio leggermente diverso. Ha lanciato un vasto programma beta negli Stati Uniti (e in espansione in Europa) integrando ChatGPT tramite il servizio Azure OpenAI di Microsoft direttamente nel sistema MBUX (Mercedes-Benz User Experience). L’obiettivo è rendere l’assistente Hey Mercedes meno robotico e capace di sostenere conversazioni lunghe.

Modelli: potenzialmente tutte le auto dotate di sistema MBUX di seconda generazione (serie EQE, EQS, Nuova Classe E, Classe C, GLC, ecc.). L’aggiornamento avviene spesso Over-the-Air (OTA), senza dover andare in concessionaria.

  • L’ECOSISTEMA GOOGLE (ANDROID AUTOMOTIVE)

Qui non parliamo di ChatGPT, ma di auto che hanno Google integrato nativamente nel cruscotto (non serve collegare il telefono con Android Auto). Queste auto usano Google Assistant che, secondo gli annunci di Mountain View, verrà gradualmente potenziato con la tecnologia di Gemini. Le marche già predisposte perché ricevono aggiornamenti diretti da Google sono:

Volvo & Polestar: praticamente tutta la gamma attuale (XC40, XC60, XC90, EX30, EX90 e Polestar 2, 3, 4) basa il suo sistema operativo su Google.

Renault: la casa francese ha stretto una partnership fortissima con Google. Modelli interessati: Megane E-Tech, Austral, Rafale, Espace, 5 E-Tech. Su quest’ultima ha debuttato “Reno“, un avatar virtuale basato su AI che risponde alle domande e gestisce l’auto, sviluppato con tecnologia ChatGPT unita ai servizi Google.

Ford: i nuovi modelli come l’Explorer elettrico usano sistemi basati su Android.

  • TESLA: UN CASO A PARTE

Tesla non usa né ChatGPT né Gemini. Elon Musk sta sviluppando la propria AI proprietaria. Le Tesla (Model 3, Y, S, X) hanno un sistema di comandi vocali molto avanzato ma focalizzato sulle funzioni dell’auto. Tuttavia, con l’avvento di Grok (l’AI di xAI, azienda di Musk), è previsto un futuro aggiornamento software che porterà l’assistente intelligente a bordo delle Tesla.

LIMITI E CRITICITÀ DELL’AI IN AUTO: NON È TUTTO ORO

Arrivati a questo punto, dopo aver esaltato i vantaggi (reali e potenziali) di avere ChatGPT e Gemini nelle auto, per mantenere un approccio obiettivo, bisogna evidenziare che l’implementazione attuale non è esente da difetti. Ecco le principali criticità emerse finora:

Le cosiddette ‘Allucinazioni‘: gli attuali modelli di AI possono inventare informazioni spacciandole per vere. Se l’auto consiglia un ristorante che in realtà ha chiuso due anni fa, o dà un’informazione errata sul Codice della Strada di un paese estero, il vantaggio si trasforma in un disagio.

La Connettività: la maggior parte di questi sistemi richiede una connessione internet costante e veloce. In zone d’ombra (gallerie, montagne, aree rurali), l’intelligenza ‘svanisce’, lasciando l’utente con un sistema muto o molto limitato.

La Privacy: conversare costantemente con l’auto significa inviare dati vocali e personali ai server di grandi aziende tecnologiche. Sebbene i dati vengano anonimizzati, la preoccupazione su come queste conversazioni vengano utilizzate per profilare gli utenti rimane un tema molto caldo.

BILANCIO FINALE: VANTAGGIO REALE O GADGET?

In conclusione, allo stato attuale l’AI generativa sulle auto si posiziona a metà strada tra un gadget sofisticato e una rivoluzione utile. Per l’uso base del veicolo (andare dal punto A al punto B e poco altro), non è indispensabile: i sistemi tradizionali bastano e avanzano. Tuttavia, il vantaggio concreto emerge nella gestione degli imprevisti e della complessità. Quando l’utente ha bisogno di informazioni che non conosce, quando deve gestire un problema tecnico o quando vuole ottimizzare tempi morti, l’AI offre una flessibilità che nessun vecchio assistente vocale può garantire.

Non è (ancora) una funzionalità per cui si sceglie di comprare un’auto piuttosto che un’altra, ma sta rapidamente diventando uno standard che renderà l’esperienza di guida meno stressante e più interattiva. Se riusciranno a risolvere il problema dell’affidabilità delle informazioni, questi sistemi diventeranno probabilmente indispensabili quanto lo è diventato il navigatore satellitare negli ultimi vent’anni.

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