Crisi dell’auto: per il CEO di Citroen mancano i modelli sotto 15.000 euro
Scopri le cause della crisi dell'auto. Prezzi elevati e mancanza di modelli economici paralizzano il mercato, conferma l'AD di Citroën
Scopri le cause della crisi dell'auto. Prezzi elevati e mancanza di modelli economici paralizzano il mercato, conferma l'AD di Citroën
La crisi dell’auto? È principalmente colpa dei prezzi troppo alti che non permettono l’acquisto di modelli economici: lo dimostra il fatto che attualmente sul mercato non ci sono vetture che costano meno di 15.000 euro (in realtà ci sarebbe la Sandero che parte da 14.800 euro, però siamo lì). È questo il punto di vista non di uno qualunque ma di Xavier Chardon, amministratore delegato di Citroën, secondo cui la mancanza di citycar economiche spinge moltissime famiglie europee a non cambiare auto o al massimo a rifugiarsi nel mercato dell’usato. Il risultato: parchi auto sempre più vecchi che significa auto in circolazione sempre meno sicure e più inquinanti. È il classico “effetto Havana“.
CRISI DELL’AUTO COLPA DEI PREZZI ALTI?
In una recente intervista, il manager francese ha osservato amaramente che il mercato europeo è l’unico a non essersi ancora ripreso dal Covid: “Gli Stati Uniti si sono ripresi, la Cina si è ripresa, persino il Sudamerica si è ripreso. In Europa, invece, abbiamo perso tre milioni di clienti. Tre milioni di persone che ogni anno non acquistano più auto nuove. E direi che il 60% di questo è dovuto al semplice fatto che non ci sono quasi più auto disponibili a meno di 15.000 euro o 15.000 sterline“.
Quello che dice Chardon è vero: come abbiamo visto, limitandoci al mercato italiano (ma altrove è lo stesso), solo la Dacia Sandero, modello base, viene proposta leggermente sotto la soglia psicologica dei 15.000 euro, probabilmente ancora per qualche mese. Tutte le altre utilitarie, anche le più basic, costano di più. Eppure basta tornare indietro soltanto di qualche anno, appunto nel 2019, appena prima del Covid, per trovare diversi modelli dal prezzo nettamente inferiore: la stessa Sandero Streetway veniva offerta a un prezzo d’attacco incredibile di 7.450 euro, in pratica la metà rispetto a oggi. La Suzuki Celerio costava 8.990 euro, la DR Zero 8.480 euro, la Fiat Panda 11.300 euro (ma con i finanziamenti Fiat si poteva scendere tranquillamente a 7.500/9.000 euro), le ‘gemelle’ francesi Citroën C1 e Peugeot 108 circa 10.000 euro, la KIA Picanto circa 11.000 euro.
PREZZI DELLE AUTO AUMENTATI DEL 50% IN DIECI ANNI
Questo fenomeno è stato analizzato dalla recentissima indagine ANIASA – Bain, di cui vi abbiamo parlato pochi giorni fa, che ha dimostrato come dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia sia cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito familiare netto è aumentato molto meno (+29%), ampliando in modo significativo il divario tra capacità di spesa e costo d’acquisto. Col risultato che sempre più famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova o ripiegano sull’usato, mentre l’accesso ai modelli elettrici, tipicamente più costosi, si concentra nelle aree e nelle fasce di reddito più alte.
Occorre dire che la questione è nota anche a Bruxelles, e infatti tra le misure per rilanciare il comparto auto c’è l’incentivo a produrre E-Car economiche, dal prezzo di listino che dovrebbe attestarsi attorno ai 10.000 euro (questa è l’idea, poi siamo davvero curiosi di scoprire se sarà davvero possibile metterla in pratica). Lo stesso Luca de Meo, ex CEO del gruppo Renault, diceva che la medicina contro la crisi dell’auto in Europa era tornare a produrre citycar economiche.

“INCENTIVARE LE PERSONE AD ACQUISTARE AUTO NUOVE”
Tornando a Xavier Chardon, il CEO di Citroën ha sottolineato la tristezza nel constatare che l’età media delle auto europee sia aumentata di oltre due anni negli ultimi cinque anni: “In Europa siamo ormai oltre i 12 anni di media, troppi. Per questo è necessario incentivare le persone ad acquistare auto nuove e a renderle accessibili“.
Più precisamente, in base alle più recenti statistiche, l’età media delle vetture in Europa si attesta intorno ai 12,7 anni, mentre in Italia è di circa 13 anni. Ma quasi tutti i Paesi, inclusi Francia, Germania e Spagna, hanno un’età media superiore ai 10 anni. Solo Irlanda, Danimarca, Lussemburgo e Austria hanno un’età media dei veicoli circolanti inferiore a 10 anni.
Nel nostro Paese il problema principale non riguarda neppure l’età media quanto il fatto che oltre 1 vettura su 4 (circa il 24%) ha più di 19 anni, con punte perfino maggiori nel Meridione. Insomma, siamo davvero vicini al già citato “effetto Havana“, che si verifica quando il parco auto di una nazione smette di rinnovarsi, portando i cittadini a riparare e mantenere in vita i propri veicoli vecchi a tempo indeterminato. Esattamente come accade da decenni nella capitale cubana.