Cloud Google in tilt in Europa: possibili guai per chi ha un’auto

Cloud Google in tilt in Europa: possibili guai per chi ha un’auto

Il disservizio di Google Cloud potrebbe anche impattare le auto connesse, bloccando app remote. Possibili rischi sui pagamenti di carburante, ricariche e parcheggi

 

Il disservizio di Google Cloud potrebbe anche impattare le auto connesse, bloccando app remote. Possibili rischi sui pagamenti di carburante, ricariche e parcheggi

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20 Ottobre 2026 - 16:28

Un blackout dei server di Google Cloud in Europa, come riferisce la Reuters, ha evidenziato la vulnerabilità dei servizi digitali, con ripercussioni che hanno interessato anche il settore bancario e fintech, oltre a sollevare interrogativi sull’affidabilità delle infrastrutture tecnologiche alla base della mobilità connessa delle auto. Per ora le ripercussioni sulle vetture sono soltanto potenziali. Tra i servizi coinvolti nei disagi figura anche Revolut (che precisa: “I fondi e i dati di tutti i nostri clienti sono al sicuro“), a dimostrazione di quanto le piattaforme finanziarie moderne possano risentire dei problemi che colpiscono i propri fornitori. L’evento ha riportato l’attenzione sulla dipendenza delle applicazioni online dai data center da remoto. Quando si verificano interruzioni di questo tipo, possono diventare temporaneamente inaccessibili alcune funzionalità, dalle operazioni di conto ai sistemi di gestione a distanza utilizzati in diversi àmbiti della vita quotidiana.

CLOUD GOOGLE KO E AUTO: CHE ACCADE

Pure il settore automobilistico è particolarmente esposto a queste criticità: le moderne vetture connesse si affidano sempre più a servizi remoti per offrire funzionalità avanzate attraverso le applicazioni ufficiali dei costruttori.

In caso di problemi alle piattaforme online, alcune operazioni, come il controllo a distanza delle portiere, l’attivazione della climatizzazione e la consultazione dello stato di carica della batteria o del livello di carburante, potrebbero subire interruzioni, qualora dipendano dai sistemi interessati dal guasto.

C’è poi un rischio: che navigazione connessa e aggiornamenti sul traffico in tempo reale risentano di eventuali indisponibilità dei servizi remoti.

COME PAGARE PIENO O RICARICA SE IL SISTEMA È COLLASSATO?

In situazioni di disservizio, gli automobilisti potrebbero incontrare difficoltà nel pagare il carburante presso le stazioni self-service, effettuare ricariche alle colonnine pubbliche o saldare la sosta attraverso applicazioni di terze parti, qualora le piattaforme di pagamento utilizzate risultassero indisponibili. L’entità dei disagi varia in base al gestore, al metodo di pagamento e alla possibilità di utilizzare alternative, come carte fisiche, contanti o altri sistemi di pagamento.

L’episodio sottolinea quindi una questione sempre più centrale: la resilienza delle infrastrutture digitali che sostengono servizi ormai essenziali. La crescente integrazione tra cloud computing, sistemi bancari, pagamenti elettronici e automobili connesse offre vantaggi significativi in termini di comodità ed efficienza, ma crea anche nuove dipendenze tecnologiche.

Cloud Google in tilt in Europa, possibili guai per chi ha l'auto

LE SOLUZIONI SONO NOTE

La vicenda di Google Cloud e i disagi segnalati da servizi come Revolut rappresentano un’occasione per riflettere su quanto sia importante progettare un ecosistema digitale non soltanto innovativo, ma anche affidabile e resiliente.

Per ridurre i rischi, diventa fondamentale investire in infrastrutture ridondanti, sistemi di emergenza e modalità operative alternative, così da garantire la continuità dei servizi anche in caso di interruzioni delle piattaforme principali.

Nel settore automotive e fintech, la transizione digitale non può prescindere da una solida strategia di gestione del rischio. I costruttori di automobili e i fornitori di servizi finanziari devono superare la logica del cloud centralizzato, adottando architetture distribuite o sistemi ibridi capaci di reindirizzare i flussi operativi in tempo reale durante i guasti improvvisi.

La vera sfida per il futuro della mobilità connessa risiede nella capacità di bilanciare la spinta verso l’innovazione con la resilienza sistemica. Soltanto progettando ecosistemi digitali protetti da solide ridondanze sarà possibile blindare i servizi essenziali, offrendo agli automobilisti la certezza di una mobilità sempre sicura, efficiente e protetta da qualsiasi blackout.

MA ADUSBEF PENSA A RIMBORSI

“I clienti italiani Revolut stanno subendo oggi pesanti disagi a causa dell’impossibilità di compiere una moltitudine di operazioni come pagamenti, bonifici, prelievi agli sportelli e operazioni online – dice il presidente di Adusbef, Antonio Tanza -. Un disservizio grave che arreca un enorme danno ai cittadini, i quali non riescono a effettuare operazioni basilari come acquisti, invio di denaro o prelievi di denaro contante. Per questo chiediamo alla banca di prevedere un indennizzo automatico in favore di tutti i clienti italiani coinvolti nel disservizio“.

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