Noleggio auto: settore in espansione ma minacciato da fiscalità e obblighi europei

Noleggio auto: settore in espansione ma minacciato da fiscalità e obblighi europei

Il noleggio auto sempre più decisivo nel mercato delle auto. Ma due criticità mettono a rischio il futuro del comparto

 

Il noleggio auto sempre più decisivo nel mercato delle auto. Ma due criticità mettono a rischio il futuro del comparto

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6 Maggio 2026 - 13:10

Non è certo una novità: il mercato dell’auto si trova in una condizione stagnante da qualche anno. In controtendenza, invece, il settore del noleggio, che passa dal 28% delle vetture immatricolate nel 2024 a superare il terzo del totale, realizzando il 34% delle immatricolazioni nazionali nel 2025. Con 526.500 nuove immatricolazioni, l’11% in più rispetto al 2024, il totale dei veicoli in flotta cresce da 1,4 a 1,5 milioni, rafforzando quel ruolo, di anno in anno sempre più evidente, che vede il comparto del noleggio quale autentico motore di innovazione e rinnovo del parco circolante. È quanto emerge dal 25° rapporto ANIASA, l’associazione che all’interno di Confindustria rappresenta il settore dei servizi di mobilità, alla cui presentazione del 5 maggio a Milano ha partecipato anche SICURAUTO.it.
Ma se il trend del comparto manifesta la costante crescita, ANIASA esprime forte preoccupazione per due aspetti che, se non verranno rapidamente normati in modo differente, rischiano di ottenere l’effetto contrario. Le due criticità riguardano: il contesto normativo e fiscale a carico delle aziende e le quote europee obbligatorie di vetture elettriche per le flotte aziendali e le società di noleggio. L’associazione le ritiene misure troppo rigide che rischiano, da un lato, di rallentare gli investimenti e, dall’altro, di frenare ulteriormente il ricambio del sempre più vetusto parco auto circolante, ottenendo così effetti opposti agli obiettivi della transizione ecologica.

Nel corso della presentazione il Presidente ANASIA Italo Folonari ha sottolineato il duplice beneficio che il settore del noleggio porta sulle strade italiane: da un lato la massiccia iniezione di vetture nuove nel parco circolante e dall’altro la crescente offerta di auto usate, non più anziane di quattro anni, molto più vicine come prezzo alla reale disponibilità di spesa che il mercato è oggi in grado di sostenere.

Ma vediamo un po’ più in dettaglio i singoli comparti.

NOLEGGIO A BREVE TERMINE

Sono principalmente gli aeroporti a spingere la crescita, pur se discontinua, del noleggio a breve termine. Aumentati fatturato e immatricolazioni, rispettivamente di 1,6 miliardi (+6,4%) e +8,4% con quasi 5 milioni di contratti di noleggio. Stabile, invece, il totale dei giorni, 38 milioni, mentre si sono ridotte durata media dei noleggi (-3%) e flotta (-2%). Il canale aeroportuale, cresciuto dell’11%, è il traino del settore avendo generato il 60% del business. Aumentano però anche i clienti diretti che raggiungono il 34%, mentre resta fondamentale a sostenere i volumi l’apporto dei broker, attestati al 31%.

NOLEGGIO A LUNGO TERMINE

Lo scorso anno il comparto del noleggio a lungo termine ha confermato la strutturale espansione raggiungendo numeri da record, con il fatturato che supera i 13 miliardi di euro, 1,3 milioni di veicoli in flotta, 411 mila immatricolazioni (+10% vs 2024) raggiungendo così il 24% sul totale nazionale. Significativa la crescita del 4%, con 185 mila unità, dei clienti privati che indica la tendenza al passaggio dalla visione dell’auto come un bene da possedere a quella di un servizio complessivo di cui fruire all’interno del quale c’è l’automobile.

Analizzando le motorizzazioni spicca la crescita delle elettrificate, BEV e PHEV, che raggiungono il 20% a fronte di un calo del 28% delle auto a gasolio, ma cambia anche la durata dei contratti con il 78% che supera la soglia dei 36 mesi.

CAR SHARING

Continua la fase critica del car sharing. Pesano lo scarso supporto degli enti locali, l’assenza di regole nazionali uniformi e di un adeguato impianto normativo, con l’aggravante del costante aumento dei costi operativi dovuti a furti, usi impropri o sanzioni, a cui si somma la fiscalità sfavorevole con l’IVA al 22%, anziché al 10%. Il calo progressivo negli anni registra il passaggio dagli oltre 13 milioni del 2019 a meno dei 4 milioni attuali, con la flotta ridotta di oltre il 70% rispetto al periodo pre-pandemia. Senza precisi interventi, quel comparto che doveva essere un tassello strategico nella mobilità urbana è destinato a diventare sempre più marginale.

I DATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2026

Anche nel primo quarto dell’anno ANIASA registra la crescita, meno marcata però, del noleggio a lungo termine, mentre resta sempre altalenante quello breve in cui crescono fatturato (+3,6%) e noleggi (+1,5%) con un incremento importante delle immatricolazioni (+51%), ma calano i giorni di noleggio (-3%) e il totale complessivo della flotta (-2,5%).

La riduzione del trend di crescita del noleggio a lungo termine, che comunque registra la crescita del giro d’affari (+5,6%) e della flotta, che ha raggiunto 1.337.000 veicoli (+3,2%), si deve al calo delle immatricolazioni (-4,3%). Molti fleet manager stanno rinviando il rinnovo delle flotte per evitare di incorrere nelle nuove penalizzanti regole sul fringe benefit. Parallelamente si registra la crescita dei marchi cinesi che raggiungono il 12,4% delle immatricolazioni, in particolare nel breve termine dove una vettura su cinque proviene dalla Cina.

Noleggio auto presentazione rapporto ANIASA

LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE ANIASA

Durante la presentazione del rapporto annuale Italo Folonari, Presidente ANIASA ha voluto sottolineare che “il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende clienti del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti. Auspichiamo che nel 2026 si intervenga finalmente sulla fiscalità dell’auto aziendale: l’appuntamento è l’attuazione della Legge Delega per la riforma tributaria che prevede proprio la revisione dei costi parzialmente deducibili per le imprese. Auspichiamo parallelamente che nell’attuazione della riforma possa essere adottata l’aliquota IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine con finalità turistiche e per i servizi di car sharing”.

“Contestualmente”, ha poi proseguito, “sul settore grava oggi il possibile recepimento della proposta UE su quote obbligatorie di elettrico per le flotte aziendali e le società di noleggio: 45% delle immatricolazioni al 2030 e 80% al 2035%. Un obbligo stringente, lontano dalle reali dinamiche di mercato, che potrebbe costringere gli operatori, soprattutto nel breve termine, a ridurre o rinviare ulteriormente il rinnovo delle flotte per via dei costi più elevati e delle difficoltà operative legate all’infrastruttura di ricarica. Il risultato sarebbe paradossale: meno ricambio del parco auto, aumento dell’anzianità dei veicoli in flotta, forti criticità per il turismo nei centri minori che necessita del noleggio a breve termine, un pericoloso ritorno al rimborso chilometrico con veicoli datati e possibili forme di evasione fiscale. Di fatto, un rallentamento concreto del percorso di decarbonizzazione”.

Gianluca Di Loreto evento Aniasa

IL FUTURO SBAGLIATO DELLA MOBILITÀ

Particolarmente illuminante l’intervento di Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company e responsabile italiano automotive, nonché tra i relatori del 5° Aftermarket Report di SICURAUTO.it, che ha illustrato la ricerca condotta da ANIASA e Bain & Company dal titolo: “Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada”. Purtroppo l’auto privata svolge ancora un ruolo predominante in Italia, dove le nuove forme di mobilità condivisa restano ai margini e l’elettrico cresce in modo diseguale, guidato da incentivi temporanei e campagne commerciali aggressive più che da una domanda realmente matura.

Il potere d’acquisto sempre predominante

Tra gli elementi rilevati dalla ricerca resta preponderante il tema della sostenibilità economica dell’auto. in Italia dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle auto nuove è cresciuto di oltre il 50%, mentre il reddito familiare netto è aumentato solo del 29%, allargando il divario tra capacità di spesa e costo d’acquisto. Così sempre più famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova o ripiegano sull’usato, mentre anche l’accesso ai modelli elettrici, ancora più costosi, si concentra nelle aree e nelle fasce di reddito più alte. Il rapporto tra PIL pro capite e quota di auto elettrificate in Europa supera l’80%, evidenziando la stretta correlazione tra la possibilità di spesa e la scelta dell’elettrico. In Italia uguale relazione si registra tra PIL regionale e diffusione di auto BEV e PHEV.

Rimettere il cliente al centro

Nel corso della presentazione della ricerca, Gianluca Di Loreto ha sottolineato che “il messaggio che arriva dai dati è inequivocabile: per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere il cliente al volante. Significa ripensare prodotti, prezzi, canali e politiche industriali a partire da come le persone si muovono davvero, da quanto guadagnano e da che cosa si aspettano dall’esperienza d’acquisto. Solo con un’attenzione radicale all’accessibilità economica e a una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica, l’Europa potrà evitare l’uscita di strada e costruire un sistema di mobilità davvero sostenibile, per l’ambiente e per i consumatori”.

Noleggio come risposta concreta ed efficace

In chiusura, il Presidente ANIASA Italo Folonari ha commentato che “lo studio mostra con chiarezza che la transizione verso la nuova mobilità è molto meno lineare e molto più complessa di quanto previsto. In questo scenario, il noleggio veicoli rappresenta già oggi una risposta concreta ed efficace: consente ai cittadini e alle imprese di accedere a soluzioni di mobilità aggiornate, senza dover sostenere i maggiori costi e rischi legati alla proprietà. È uno strumento che aumenta l’accessibilità, accelera il ricambio del parco circolante e accompagna in modo pragmatico la transizione energetica, mettendo davvero il cliente al centro”.

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