Divieto di sorpasso
Codice della Strada 2028: sorpassi, rotatorie e retromarcia, tutte le novità
Il nuovo Codice della Strada che vedrà forse la luce nel 2028 introduce novità su sorpassi alle bici, rotatorie e retromarcia ai caselli
Il nuovo Codice della Strada che vedrà forse la luce nel 2028 introduce novità su sorpassi alle bici, rotatorie e retromarcia ai caselli
Insieme alle (tante) altre novità annunciate, il nuovo Codice della Strada si prepara a intervenire su alcune situazioni frequenti nella guida quotidiana, dai sorpassi delle biciclette alla precedenza nelle rotatorie, fino alla possibilità di effettuare la retromarcia ai caselli autostradali in circostanze specifiche. L’obiettivo è uniformare la disciplina di manovre che possono presentare criticità per la sicurezza stradale. Come noto, le modifiche sono contenute in uno schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri, che deve ancora completare un lungo iter prima di poter entrare in vigore. Non si tratta, quindi, di regole già operative: il testo è ancora suscettibile di modifiche durante il procedimento di approvazione e soltanto la versione definitiva stabilirà quali disposizioni saranno effettivamente introdotte e da quando (per il momento l’orizzonte temporale è il 2028).
SORPASSI: DISTANZA DI UN METRO E MEZZO E VELOCITÀ ADEGUATA
Una delle modifiche riguarda il sorpasso delle biciclette, comprese quelle a pedalata assistita che rientrano nella definizione di velocipede prevista dalla normativa, e degli altri mezzi espressamente contemplati dal testo. Lo schema di decreto legislativo interviene sulla distanza laterale da mantenere durante la manovra, richiamando il riferimento di almeno un metro e mezzo, ove le condizioni della strada lo consentano. La disposizione mira a rendere più esplicita la necessità di lasciare uno spazio adeguato tra il veicolo che sorpassa e quello più vulnerabile, riducendo il rischio di urti o di perdita di equilibrio.
È importante precisare che il riferimento al metro e mezzo non nasce dal nulla con la riforma. Anche la disciplina vigente richiede già una distanza laterale adeguata quando si sorpassano i velocipedi, da valutare in relazione alla velocità, alle dimensioni del veicolo e alle condizioni della strada. La novità proposta consiste nel rendere più esplicito il criterio della distanza minima indicativa, subordinandolo alla possibilità materiale di rispettarla. La formulazione definitiva dovrà tuttavia chiarire l’ambito esatto di applicazione della disposizione e il coordinamento con le altre norme che regolano il sorpasso.
Quando la carreggiata non permette di mantenere il distanziamento previsto, il conducente dovrà adeguare la velocità a quella del mezzo sorpassato, secondo quanto indicato nello schema. Questo non significa che sia sempre consentito superare un ciclista anche in uno spazio ristretto: restano centrali la visibilità, la disponibilità di spazio sufficiente per completare la manovra e l’assenza di pericoli per chi proviene dalla direzione opposta. Se non è possibile sorpassare in sicurezza, occorre attendere.
ROTATORIE: PRECEDENZA A CHI È GIÀ NELL’ANELLO
La riforma interviene anche sulla disciplina delle rotatorie, con l’intenzione di uniformare il criterio di precedenza. Lo schema prevede che, salvo diversa segnalazione, i conducenti che percorrono l’anello abbiano la precedenza rispetto a quelli che si immettono dai bracci laterali. In questo modo, la regola generale verrebbe ricondotta al modello comunemente definito “alla francese”, nel quale chi arriva all’ingresso deve dare precedenza ai veicoli già presenti nella rotatoria.
La distinzione è rilevante perché, nella disciplina attuale, la precedenza non dipende semplicemente dalla forma circolare dell’intersezione, ma dalla segnaletica e dalle regole generali applicabili agli incroci. Nelle rotatorie dotate di segnale di dare precedenza all’ingresso, chi entra deve già attendere il passaggio dei veicoli che percorrono l’anello. In assenza di un segnale stradale che modifichi la regola generale, invece, trova applicazione il principio della precedenza a destra, che può attribuire la priorità a chi si immette. Lo schema di riforma mira a superare questa differenza, stabilendo un criterio uniforme per le rotatorie, fatte salve le indicazioni specifiche della segnaletica.
Se la modifica verrà confermata nel testo definitivo, gli automobilisti dovranno quindi considerare come regola generale la precedenza dei veicoli già in circolazione nell’anello, salvo diversa indicazione. L’intervento potrebbe rendere più prevedibili le manovre agli ingressi e ridurre le incertezze nei punti in cui le rotatorie sono organizzate in modo differente.

RETROMARCIA AI CASELLI AUTOSTRADALI: UNA DEROGA LIMITATA
Tra le novità previste dallo schema figura anche una modifica relativa alle manovre negli spazi di esazione autostradale. La proposta contempla una deroga circoscritta al divieto di retromarcia, pensata per affrontare situazioni nelle quali un automobilista si trovi davanti a un varco non funzionante o a un problema delle apparecchiature di pagamento. In circostanze definite dalla disposizione, potrebbe essere consentito arretrare per raggiungere un’altra corsia utilizzabile, evitando di lasciare il conducente senza una soluzione pratica per proseguire.
Il punto essenziale è che non si tratterebbe di una liberalizzazione generale della retromarcia in autostrada. Le manovre in retromarcia e le inversioni di marcia resterebbero vietate nei casi previsti dalla normativa, per il pericolo che comportano in un contesto nel quale i veicoli procedono a velocità elevate. L’eventuale eccezione riguarderebbe esclusivamente la situazione particolare disciplinata dal testo, nell’area delle corsie di esazione e alle condizioni stabilite dalla norma. Non sarebbe quindi corretto interpretare la proposta come un’autorizzazione ad arretrare liberamente quando si sbaglia corsia, si manca un’uscita o si incontra una coda. La finalità dell’intervento è offrire una soluzione a un problema pratico senza compromettere la sicurezza della circolazione.