Stima risarcimento danni auto
Polizze auto: il 53% include almeno una garanzia accessoria. Ecco le più diffuse
Scopri l'andamento del mercato delle polizze auto in Italia con il bollettino IVASS che contiene anche un focus sulle garanzie accessorie CVT
Scopri l'andamento del mercato delle polizze auto in Italia con il bollettino IVASS che contiene anche un focus sulle garanzie accessorie CVT
Il bollettino statistico “L’attività assicurativa nel comparto auto” pubblicato nei giorni scorsi dall’IVASS analizza l’andamento dei rami RC auto e corpi di veicoli terrestri nel 2024 e nel primo semestre del 2025, permettendo di scoprire tante curiosità sul mercato delle polizze auto in Italia, a cominciare dalla diffusione delle garanzie accessorie CVT. Che, un po’ a sorpresa, sono presenti in più della metà (53%) dei contratti RCA stipulati dagli italiani.
PANORAMICA SUL RAMO RC AUTO IN ITALIA NEL 2024
Nel 2024 il ramo RC auto ha registrato una crescita sostenuta, con 37 imprese italiane e rappresentanze extra-SEE che hanno raccolto premi per 13 miliardi di euro (+6,5%), pari al 31,7% della raccolta danni. Tuttavia nel primo semestre 2025 la crescita è rallentata, fermandosi al +3,8% con premi pari a 6,7 miliardi.
La frequenza dei sinistri è rimasta stabile al 5%, mentre il costo medio è aumentato a 5.422 euro (+6,8%), determinando un premio puro, cioè al netto delle tasse, di 270 euro (+5,6%). L’expense ratio si è attestato al 20,3%, con spese inferiori per le imprese a prevalente canale diretto (18,7%).
Il ramo è rimasto in utile grazie al contributo della gestione finanziaria, con un peggioramento del risultato tecnico, pari a 362 milioni a fronte dei 581 milioni del 2023, correlato al peggioramento del loss ratio dal 78,7% al 79,9%. Il risultato per polizza è sceso da 15 a 9 euro. Il mercato ha registrato un calo degli operatori attivi (-14% dal 2014). L’ingresso di nuovi operatori con rilevante quota di mercato ha prodotto una concentrazione decrescente: l’HHI è passato da 1.042 a 822 (-21,1%).
GARANZIE ACCESSORIE PIÙ DIFFUSE IN ITALIA
Sempre nel 2024 i premi del ramo CVT raccolti da 412 imprese vigilate IVASS hanno registrato una crescita del 14% (contro il +12,1% del 2023) e raggiunto i 4,5 miliardi di euro, pari all’11,1% della raccolta danni. Le rappresentanze SEE operanti in Italia hanno incrementato la raccolta a 0,6 miliardi, raggiungendo l’11,2% del ramo (era 9,9% nel 2023). Ha continuato a ridursi la quota delle imprese dirette, al 6,6%. Anche nel primo semestre 2025 è proseguita la crescita della raccolta premi delle imprese vigilate (+11,1%) e delle imprese SEE (+14,4%).
La frequenza sinistri (6,1%) e il relativo onere (2,6 miliardi) sono risultati in calo rispetto all’anno precedente. Questo andamento, insieme al minore numero e gravità degli eventi naturali eccezionali che avevano caratterizzato il 2023, ha determinato un forte miglioramento del loss ratio, sceso al 59,9% dall’82,6% del 2023. L’expense ratio è rimasto stabile al 31,7%, ma resta elevato per le imprese dirette (43,1%).
La redditività del ramo è tornata positiva, registrando un utile di 221 milioni di euro, a fronte della perdita di 34 milioni nel 2023, con un risultato medio per polizza pari a 9,9 euro.
Come detto all’inizio, circa il 53% delle polizze RC auto presentava nel 2024 almeno una garanzia CVT attiva. Ricordiamo che le garanzie offerte nel ramo CVT si riferiscono principalmente a furto e incendio del veicolo, danni da
collisione (cosiddetta kasko parziale e/o totale), rottura dei cristalli, danni dovuti a eventi atmosferici, atti vandalici e geopolitici.
Le coperture più frequenti sono state incendio (31,4%), cristalli (29%) e furto (27,2%), mentre la copertura kasko è rimasta marginale con un tasso di diffusione pari all’1,7%. Nelle compagnie dirette predominio dell’incendio (66,6%) e del furto (67,1%).
La distribuzione territoriale delle garanzie accessorie CVT non è però uniforme, con una maggiore diffusione nel nord Italia, dove si è concentrato il 63,5% della distribuzione. E in alcune province settentrionali, come Pavia, la percentuale di contratti con almeno una copertura CVT ha raggiunto addirittura il 77,2%.
Viceversa nel sud Italia e nelle isole maggiori la maggior parte delle province ha presentato valori inferiori alla media nazionale (49,9%), con livelli particolarmente modesti in alcune aree tra cui Agrigento (27,6%). Tali differenze territoriali riflettono una combinazione di fattori legati alle caratteristiche del parco veicoli, al reddito disponibile e alle abitudini assicurative locali.


