Urso lancia l’allarme: “Crisi Volkswagen può travolgere intera filiera europea” Tavolo automotive 14 luglio 2026

Urso lancia l’allarme: “Crisi Volkswagen può travolgere intera filiera europea”

Il ministro Urso al Tavolo automotive: "Non solo Volkswagen, crisi rischia di travolgere intera filiera. 2026 deve essere anno delle riforme europee"

 

Il ministro Urso al Tavolo automotive: "Non solo Volkswagen, crisi rischia di travolgere intera filiera. 2026 deve essere anno delle riforme europee"

14 Luglio 2026 - 17:15

Aprendo il Tavolo automotive del 14 luglio 2026 che si è svolto al ministero delle Imprese e del Made in Italy – cui hanno partecipato i vertici di Stellantis e le altre imprese del settore, le Regioni ove hanno sede gli impianti produttivi e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle associazioni datoriali – il ministro Adolfo Urso ha lanciato un nuovo allarme sull’impasse dell’automotive europeo, esortando Bruxelles a mettere urgentemente in atto tutte le riforme necessarie, senza attendere oltre. Il titolare di Palazzo Piacentini ha inoltre espresso seria preoccupazione per la situazione di Volkswagen, avvisando che la crisi del colosso tedesco potrebbe travolgere l’intera filiera del continente.

IL RISCHIO PER L’INTERA FILIERA AUTOMOTIVE

“Non c’è più tempo da perdere: il 2026 deve essere l’anno delle riforme europee. Se non interveniamo subito, la transizione si trasformerà in deindustrializzazione“, ha dichiarato infatti Urso al Tavolo automotive. “L’epicentro della crisi è a Bruxelles nelle follie del Green Deal, che ha messo in ginocchio l’industria automobilistica europea, favorendo la tecnologia e la produzione cinese. Oggi i fatti dimostrano che avevano ragione. Non è soltanto Volkswagen in grave difficoltà: la crisi sta investendo i principali costruttori europei e rischia di travolgere l’intera filiera industriale del continente“.

URSO: “ANTICIPARE L’INDUSTRIAL ACCELERATOR ACT”

Durante il confronto, Urso ha poi ribadito che “il Governo italiano è stato il primo a promuovere il cantiere delle riforme europee“, ricordando il non paper sul settore presentato insieme alla Repubblica Ceca che ha ottenuto il rinvio delle super multe e di anticipare la revisione del regolamento sulla CO2. Ma tutto questo ancora non basta: “Occorre da subito che sia pienamente riconosciuto il principio di neutralità tecnologica e anticipare l’attuazione dell’Industrial Accelerator Act: non si può attendere il 2029 per introdurre i requisiti Made in Europe e Low Carbon“. In questo contesto l’Italia sta lavorando affinché il perimetro geografico dell’IAA sia efficace e tuteli le produzioni europee.

Urso Tavolo automotive 14 luglio 2026

NUOVO PIANO STELLANTIS DA MONITORARE

Riguardo al nuovo DPCM automotive 2026 – 2030, che prevede 1,35 miliardi per il settore, il ministro ha ribadito che il Governo “ha impresso una svolta netta rispetto al passato“, destinando il 70% delle risorse a sostegno della filiera attraverso gli Accordi per l’innovazione e i mini Contratti di sviluppo, con soglia di accesso più adatta alle PMI. Sul fronte della domanda, il provvedimento prevede invece gli interventi di ampio respiro per i veicoli commerciali e per veicoli di categoria L (moto e quadricicli), il retrofit Gpl e metano e il bonus per le infrastrutture di ricarica, introducendo anche il noleggio sociale a lungo termine per le famiglie meno abbienti.

Infine, riguardo a Stellantis, Urso ha sottolineato che il Governo continuerà a monitorare con la massima attenzione l’attuazione del nuovo Piano Italia, verificando il rispetto degli impegni assunti. “5 miliardi di euro in nuove tecnologie, piattaforme e modelli più in sintonia con il mercato, insieme a 7 miliardi di contratti ogni anno per la filiera della componentistica, indicano la strada per salvaguardare tutti gli stabilimenti, l’occupazione e rilanciare la produzione. Un risultato ancora più significativo se confrontato con quanto sta accadendo altrove, a cominciare dalla Germania“, ha concluso il ministro.

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