Stellantis, VW e Renault uniscono le forze: regole chiare per il Made in Europe Parlamento UE

Stellantis, VW e Renault uniscono le forze: regole chiare per il Made in Europe

Stellantis con Volkswagen e Renault: impegno comune sul Made in Europe per chiedere regole chiare e forti incentivi

 

Stellantis con Volkswagen e Renault: impegno comune sul Made in Europe per chiedere regole chiare e forti incentivi

12 Giugno 2026 - 17:35

Stellantis, Volkswagen e Renault hanno sottoscritto un documento condiviso sul Made in Europe e l’hanno inviato ai membri del Parlamento Europeo per chiedere un quadro normativo chiaro, semplice e realistico sul fronte della produzione nell’UE. I tre principali gruppi automobilistici europei, che insieme rappresentano circa il 60% della produzione di veicoli nel Vecchio Continente, hanno deciso di fare fronte comune per tutelare la competitività industriale della regione dinanzi alla crescente pressione dei concorrenti asiatici e americani.

IL PRINCIPIO DEL 70:70 PER DIFENDERE L’UNIONE

La proposta avanzata dai tre colossi dell’auto punta a modificare i meccanismi di localizzazione attualmente discussi a Bruxelles nell’ambito delle nuove normative sui requisiti regionali. Stellantis, Volkswagen e Renault propongono l’adozione di una formula definita “70:70 nell’Ue27“. Questo modello prevede che il 70% dei veicoli venduti complessivamente da ciascun costruttore in Europa debba essere effettivamente prodotto all’interno dei 27 Paesi membri dell’Unione, e che questi stessi veicoli integrino almeno il 70% di valore e componentistica regionale, dalla progettazione iniziale fino alle fasi di assemblaggio avanzato. L’obiettivo è sostituire approcci normativi giudicati troppo complessi e rigidi con un parametro di riferimento che sia al contempo trasparente, misurabile e raggiungibile per le aziende della filiera.

REGOLE SEMPLICI CONTRO LA BUROCRAZIA

La seconda richiesta chiave si concentra sulla necessità di contrastare la frammentazione legislativa e l’eccessiva burocrazia a livello comunitario. Secondo le case automobilistiche, un marchio “Made in Europe” può funzionare come reale acceleratore economico solo se supportato da regole chiare, stabili nel tempo e applicate in modo omogeneo in tutta l’Unione Europea. La certezza del diritto e la linearità dei requisiti sono indicate come condizioni essenziali per permettere all’industria di pianificare gli ingenti investimenti a lungo termine richiesti dalla transizione tecnologica, evitando che i costi amministrativi vadano ad appesantire ulteriormente le strutture aziendali.

Stellantis VW Renault

INCENTIVI MIRATI PER RESHORING E BATTERIE

Il documento evidenzia infine come le tutele normative debbano essere necessariamente affiancate da una politica di forte sostegno economico e strategico. I tre costruttori chiedono alle istituzioni di introdurre incentivi mirati che vadano oltre la semplice compensazione dei costi. L’attenzione è rivolta allo sviluppo e al consolidamento di una catena di approvvigionamento europea resiliente, con particolare enfasi sulla produzione locale di batterie e sulla flessibilità per le vetture di piccole dimensioni. Per mantenere l’Europa come potenza automobilistica globale, viene ritenuto indispensabile attuare misure che favoriscano la localizzazione e il reshoring (il rientro delle produzioni precedentemente delocalizzate), rendendo al contempo i veicoli elettrici economicamente più accessibili per i consumatori finali.

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