Incentivi: UE studia sussidi per le E-Car ma esclude i quadricicli

Incentivi: UE studia sussidi per le E-Car ma esclude i quadricicli

L'Unione Europea accelera sugli incentivi per le nuove E-Car, ma esclude dal sistema dei crediti verdi i quadricicli L7e (microcar elettriche)

 

L'Unione Europea accelera sugli incentivi per le nuove E-Car, ma esclude dal sistema dei crediti verdi i quadricicli L7e (microcar elettriche)

26 Febbraio 2026 - 20:00

L’Unione Europea sta accelerando sulle E-Car, la nuova categoria di vetture piccole ed economiche che dovrebbe favorire lo sviluppo della mobilità elettrica, ma cadendo un po’ in contraddizione ha pensato di escludere dai futuri incentivi i quadricicli pesanti elettrici della categoria L7e, che già adesso rappresentano una valida alternativa per la città a costi contenuti e a emissioni zero. Lo denuncia Microlino Italia, uno degli operatori del settore, che magari parlerà ‘pro domo sua’ ma che forse non ha tutti i torti.

ARRIVANO LE E-CAR MA I QUADRICICLI L7E NON NE FANNO PARTE

In pratica l’orientamento emerso in sede europea sul nuovo sistema dei crediti verdi include le city car sotto i 4,20 metri, introducendo una nuova classe M1e (le cosiddette E-Car) con ‘supercrediti‘ nel calcolo delle emissioni di flotta, ma continua a escludere la categoria L7e, alla quale appartengono le microcar elettriche, come la stessa Microlino. Sembrerebbe in effetti una contraddizione: da una parte, si dichiara di voler incentivare le auto elettriche economiche e urbane, dall’altra parte si lasciano fuori proprio i veicoli elettrici più leggeri oggi disponibili sul mercato europeo.

IL MECCANISMO DEI “CREDITI VERDI”

Il meccanismo dei crediti verdi consente ai costruttori con emissioni di CO₂ elevate di acquistare quote da produttori 100% elettrici, come già avviene tra grandi gruppi internazionali. Si tratta quindi di uno strumento pensato per accelerare la transizione premiando chi produce esclusivamente veicoli a zero emissioni. Tuttavia, se la categoria L rimane esclusa, i produttori di microcar non potranno beneficiare né dei ‘supercrediti‘ né del fleet pooling, il sistema attraverso cui i costruttori elettrici vendono certificati CO₂ ai gruppi ancora esposti ai motori a combustione. In altre parole, resta ai margini del sistema proprio chi realizza veicoli integralmente elettrici e progettati per ridurre peso, consumo energetico e utilizzo di materiali.

Incentivi UE quadricicli

RISCHIO DI PENALIZZARE I PRODUTTORI DI QUADRICICLI

Il paradosso sembra evidente anche sul piano competitivo. Con l’introduzione della nuova classe M1e, i costruttori potranno contare su coefficienti premiali e incentivi diretti all’acquisto in diversi Paesi europei, mentre le microcar L7e resteranno escluse (in Italia, però, potranno presto contare sugli incentivi moto 2026). Questo creerebbe una distorsione strutturale e non in linea con l’obiettivo della sostenibilità ambientale, oltre a indebolire la competitività industriale della regione penalizzando le produzioni Made in Europe, come i quadricicli. Vedremo se a Bruxelles sapranno valutare bene questi aspetti che in effetti appaiono contraddittori.

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