Stellantis: CEO Peugeot archivia i PureTech, futuro sono i FireFly Euro 7
Alan Favey, CEO di Peugeot, fa mea culpa sui problemi del motore PureTech e annuncia un cambio di approccio. Ma il discusso propulsore non ha futuro
Alan Favey, CEO di Peugeot, fa mea culpa sui problemi del motore PureTech e annuncia un cambio di approccio. Ma il discusso propulsore non ha futuro
Alan Favey, CEO del marchio Peugeot (gruppo Stellantis) da poco più di un anno, sta lavorando duramente per ripulire l’immagine del brand dopo il pasticcio del motore PureTech, riconoscendo in un’intervista a Le Parisien che la risposta dell’azienda ai gravi problemi tecnici del propulsore e la comunicazione con i clienti non sono state adeguate. Favey ha comunque assicurato che oggi la situazione è sotto controllo e che il problema del PureTech non riguarda più i modelli venduti attualmente. Tuttavia il propulsore sviluppato da PSA prima della nascita di Stellantis sembrerebbe non avere futuro, visto che il Gruppo, su spinta del CEO italiano Antonio Filosa, prevede di sostituirlo gradualmente con i più recenti motori FireFly che saranno presto aggiornati alla normativa europea Euro 7.
IL PROBLEMA DEL MOTORE PURETECH DI PSA (POI STELLANTIS)
Il problema principale del motore 1.2 PureTech (serie EB2), utilizzato su molte auto Peugeot, Citroen, DS, Opel e Jeep a partire dal 2012, riguarda la scelta progettuale della cinghia di distribuzione “a bagno d’olio”. Invece di lavorare a secco, la cinghia è immersa nel lubrificante per ridurre attriti e consumi. Tuttavia, a causa di una degradazione chimica (spesso accelerata da frequenti partenze a freddo e contaminazione dell’olio con la benzina), la gomma della cinghia tende a sfaldarsi prematuramente.
I detriti gommosi finiscono nel circuito di lubrificazione, causando due conseguenze critiche:
- ostruzione del pescante: i residui intasano la succhiarola della pompa dell’olio, provocando cali di pressione che possono portare alla rottura totale del motore.
- danni alla pompa del vuoto: i detriti compromettono il sistema frenante, rendendo improvvisamente il pedale del freno duro e difficile da azionare.
PSA, inglobata dal 2021 in Stellantis dopo la fusione con FCA, ha risposto nel tempo modificando il piano di manutenzione (riducendo gli intervalli da 10 anni a 6 anni o 100.000 km) e introducendo oli specifici. Nelle versioni più recenti, prodotte dal 2023 (soprattutto le varianti ibride), il gruppo è passato alla distribuzione a catena, eliminando alla radice il difetto della cinghia.
Per rispondere al malcontento e ai problemi tecnici del motore PureTech, Stellantis ha messo in campo diverse misure correttive e di tutela per i clienti, tra cui una garanzia estesa fino a 10 anni o 180.000 km e una piattaforma di rimborso per chi aveva già pagato di tasca propria riparazioni legate a questi difetti.
Ricordiamo che nell’ambito del suo 5° Aftermarket Report “Tech & Fintech, ricambi sostenibili e ricambio generazionale”, SICURAUTO.IT ha intervistato gli ideatori olandesi del kit Pro Chain che si è rivelata una soluzione definitiva alle rogne della cinghia a bagno d’olio.
DIFETTI MOTORE PURETECH: CEO DI PEUGEOT FA MEA CULPA
Fatta questa necessaria premessa, torniamo alle dichiarazioni del CEO di Peugeot rilasciate a Le Parisien e riportate in Italia da Milano Finanza. Come anticipato, Alain Favey ha ammesso che la risposta di PSA/Stellantis ai gravi problemi tecnici e la comunicazione con i clienti non sono state all’altezza, alimentando polemiche che durano da mesi, e che molti automobilisti hanno avuto la sensazione di essere stati lasciati soli quando sono emersi i difetti dei propulsori: “Abbiamo colpevolmente dato l’impressione di giocare sul tempo o addirittura di negare le difficoltà invece di affrontarle direttamente“, ha dichiarato il manager al quotidiano francese.
Detto che il problema PureTech non riguarda più i modelli venduti attualmente e che la piattaforma di compensazione ha già ricevuto “diverse migliaia di richieste di rimborso” (ma in Francia continuano a esserci motivi di insoddisfazione, senza contare che è ancora in ballo una class action), Favey ha promesso infine un cambio di approccio in caso di problemi industriali simili in futuro, spiegando che l’azienda interverrà più rapidamente “alla fonte”, anche attraverso campagne di richiamo, per evitare il deterioramento del rapporto di fiducia con i clienti.

PURETECH ADDIO, STELLANTIS ADOTTERÀ IL FIREFLY EURO 7
Nel frattempo, la strategia di Stellantis sui motori termici di piccola cilindrata prevede di sostituire gradualmente i propulsori PureTech nei modelli di grande diffusione con i più recenti motori della famiglia FireFly (Gse), sviluppati in Italia a Termoli e destinati a essere aggiornati con sistemi mild hybrid a 48 volt per rispettare la futura normativa europea Euro 7. Le unità FireFly, considerate molto più affidabili dei PureTech, comprendono versioni tre cilindri da 1 litro e quattro cilindri da 1,5 litri con potenze tra circa 70 e oltre 160 cavalli e sono già utilizzate su diversi modelli Fiat e Jeep.