Produzione Stellantis Italia: +27% nel I semestre 2026, ma numeri ancora bassi

Produzione Stellantis Italia: +27% nel I semestre 2026, ma numeri ancora bassi

Stellantis: produzione Italia primo semestre 2026 a 252.223 veicoli (+13,7%), volumi in ripresa rispetto al 2025, auto a +27,7%. Ma l'obiettivo di 1 milione all'anno resta un miraggio

 

Stellantis: produzione Italia primo semestre 2026 a 252.223 veicoli (+13,7%), volumi in ripresa rispetto al 2025, auto a +27,7%. Ma l'obiettivo di 1 milione all'anno resta un miraggio

7 Luglio 2026 - 13:30

La produzione di automobili in Italia torna a dare segni di vita nel I semestre 2026 dopo i numeri horror del 2025 che avevano riportato il Paese a 70 anni fa, ma l’ambizioso obiettivo di 1 milione di veicoli resta ancora un’utopia, visto che le stime parlano di 500 mila unità a fine anno di cui poco più di 300 mila autovetture. In attesa di tempi migliori accogliamo comunque con favore l’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni negativi, durante i quali le produzioni negli stabilimenti Stellantis si erano quasi dimezzate rispetto al 2023. Ma si può (e si deve) fare molto di più.

PRODUZIONE STELLANTIS ITALIA: RESOCONTO E STIME I SEMESTRE 2026

Il report annuale realizzato dal sindacato FIM-CISL riporta che nei primi 6 mesi del 2026 la produzione di veicoli è aumentata del +13,7% rispetto all’anno scorso. Nel dettaglio, nel I semestre sono state prodotte 252.223 unità tra autovetture e veicoli commerciali, rispetto alle 221.885 unità dello stesso periodo del 2025. La produzione di autovetture ha registrato un aumento del +27,7%, raggiungendo 158.193 unità, compensando la leggera flessione dei veicoli commerciali (-4%, 94.030 unità). Tutti gli stabilimenti auto Stellantis sono migliorati tranne quello di Cassino, che invece ha accumulato un’ulteriore perdita del 36,2%.

A determinare la crescita produttiva sono state soprattutto le nuove produzioni di Jeep Compass a Melfi e della 500 ibrida a Mirafiori, recuperando le perdite registrate nel 2025 senza tuttavia tornare ai volumi degli anni precedenti, né a quelli del 2024.

Le crescite più significative hanno riguardato gli stabilimenti di assemblaggio auto di Mirafiori (+135,4%) e Melfi (+88,4%). L’impianto di Pomigliano d’Arco ha di fatto mantenuto gli stessi volumi del 2025, mentre Cassino ha perso 1/3 della produzione già molto bassa del 2025. Lo stabilimento di veicoli commerciali di Atessa, pur rimanendo quello con i maggiori volumi produttivi (circa 94.020 unità, pari al 37,3% della produzione italiana), ha registrato una flessione del -4% rispetto al primo semestre del 2025, ma è segnalato in recupero.

Come già anticipato, è prevedibile che il livello produttivo del 2026 sarà superiore a quello del 2025, attestandosi intorno ai 500 mila veicoli complessivi con le auto sopra le 300 mila. Tuttavia, precisa la FIM-CISL, un eventuale avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta dei modelli già presenti negli stabilimenti e dal riscontro dei nuovi modelli sul mercato.

I NUMERI DELLA PRODUZIONE AUTO 2026 NEGLI STABILIMENTI ITALIANI STELLANTIS

Per quanto riguarda i numeri della produzione auto nei diversi stabilimenti italiani, nel primo semestre di quest’anno dal Polo Produttivo di Torino-Mirafiori sono uscite 36.048 unità (+135,4%), rispetto alle 15.315 unità rilevate nel 2025. La totalità dei volumi dello stabilimento torinese, sono rappresentati dalle due versioni della nuova Fiat 500: full-electric e la ibrida. Resta tuttavia da monitorare il target di Stellantis per il 2026, fissato a circa 100.000 vetture: analizzando l’attuale produzione semestrale è difficile che venga raggiunto ed è più probabile che si attesti intorno alle 80.000 unità. In base al piano Italia di Stellantis, nel 2027 è previsto l’arrivo di una nuova 500 elettrica equipaggiata con batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e.

Nello stabilimento di Modena, l’impennata produttiva del I semestre con 475 unità prodotte rispetto alle 45 del 2025, è stata determinata dal trasferimento dell’assemblaggio delle Maserati GranTurismo e GranCabrio, che rappresentano circa l’88% della produzione complessiva. Il Gruppo ha annunciato per Modena il “Progetto Alta Gamma”, con il coinvolgimento della Motor Valley, finalizzato alla produzione di vetture di lusso ad alto contenuto tecnologico e artigianale. Ma per ora non ci sono ulteriori dettagli.

A Cassino nel primo semestre 2026 la produzione è crollata ulteriormente a 6.700 unità, segnando un pesante -36,2% rispetto al 2025. Nel dettaglio, sono state prodotte 4.125 unità tra Alfa Romeo Giulia e Stelvio, mentre la Maserati Grecale ha raggiunto le 2.575 unità. Il 2025 si era chiuso con meno di 20.000 vetture prodotte e le stime per il 2026 indicano un ulteriore calo, fino a circa 13.000 unità. Per il futuro, il Gruppo ha confermato la produzione di una serie speciale degli attuali modelli Stelvio e Giulia che resteranno in produzione per tutto il 2027, mentre sempre dallo stesso anno verrà prodotta la nuova Grecale. Non si hanno invece conferme sulle due future Maserati annunciate (segmento E) e per il progetto su future Alfa Romeo (segmento D).

Come noto, la metà della produzione di autovetture del gruppo Stellantis passa da Pomigliano, che nel confronto con il primo semestre dell’anno precedente ha registrato una produzione di 79.050 unità, in linea con quella del 2025. La Panda, con 70.820 unità prodotte nel primo semestre 2026 è in crescita del +5% rispetto al 2025, mentre la produzione del SUV Alfa Romeo Tonale, pari a 8.230 unità ha segnato una flessione del -18,6% rispetto alle 10.115 unità dell’anno prima. Risulta invece ferma da un anno la produzione del SUV Dodge Hornet destinato al mercato nordamericano. Sul fronte del piano Stellantis, è stata confermata la produzione della Pandina fino al 2030, insieme all’introduzione della nuova versione con la possibilità di andare anche oltre. Ma la vera novità per Pomigliano è rappresentata dalla piattaforma e-car che verrà portata entro il 2028, dove verrà avviata la produzione di almeno due modelli e sicuramente potrebbe esserci un terzo.

A Melfi, con i nuovi modelli lanciati nel 2025 i volumi produttivi sono cresciuti, in particolare la nuova Jeep Compass ha determinato un significativo miglioramento del dato produttivo nel primo semestre rispetto all’anno precedente (+88,4%). In termini assoluti, la produzione si è attestata a 35.920 unità, contro le 19.070 del 2025. Siamo comunque lontani dai livelli produttivi del 2019, quando si superavano le 152.767 unità nel semestre. Nel secondo semestre 2026, con l’avvio della produzione della DS7 e successivamente il lancio della Lancia Gamma, entrambe multi-energy, cresceranno ulteriormente i volumi. Il piano Stellantis prevede l’arrivo di un nuovo modello Alfa Romeo entro il 2028, che dovrebbe avere ricadute occupazionali positive.

Infine ad Atessa la produzione di veicoli commerciali ha raggiunto quota 94.030 unità (-4%) nel primo semestre del 2026, rispetto alle 97.980 unità registrate nel 2025. La flessione è riconducibile alla nuova situazione strutturale determinata dagli investimenti nel reparto di verniciatura. Lo stabilimento di Atessa è il principale polo produttivo del nostro Paese, rappresentando più di un terzo delle unità prodotte dal gruppo Stellantis in Italia. Nello stabilimento abruzzese vengono realizzati i veicoli commerciali del Gruppo, tra cui Fiat Ducato, Peugeot Boxer, Citroën Jumper, Opel Movano/Vauxhall Movano e Toyota Proace Max. Nel piano industriale è previsto che Stellantis porti ad Atessa la prossima generazione di veicoli commerciali di grandi dimensioni, anche nelle versioni full electric.

La seguente tabella riassume i volumi produttivi raggiunti dagli stabilimenti Stellantis in Italia nel primo semestre dal 2019 al 2026:

Produzione Stellantis Italia I semestre 2026

CRISI STELLANTIS E PROSPETTIVE DELL’AUTOMOTIVE EUROPEO

Nei mesi scorsi la Commissione UE ha rivisto il regolamento sulle emissioni, consentendo alle case automobilistiche di ridurre dal 2035 le emissioni di CO₂ allo scarico del 90% rispetto ai livelli del 2021, e non più del 100% come previsto dalla normativa vigente. Questa revisione apre il mercato post-2035 anche alla commercializzazione di veicoli con motori termici, ibridi plug-in e con range extender, e non esclusivamente a veicoli elettrici o a idrogeno. Il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso meccanismi di ‘crediti’, che le aziende potranno accumulare, ad esempio, mediante l’impiego di acciaio a basse emissioni made in Europe nella produzione dei veicoli oppure attraverso l’utilizzo di carburanti sostenibili, come e-fuel e biofuel avanzati.

Si tratta di un segnale positivo, ma ancora insufficiente rispetto all’obiettivo della neutralità tecnologica, che il settore continua a rivendicare come condizione essenziale rilanciarsi. Allo stesso tempo, la crisi dell’automotive non può essere affrontata solo con interventi regolatori: è necessario un piano industriale europeo espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse paragonabili al Next Generation EU, capace di accompagnare la transizione garantendo una sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale e occupazionale. In quest’ambito anche il Governo italiano dovrebbe fare la propria parte, individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare il settore automotive e l’intera filiera dell’indotto, come ha già fatto in parte con il Fondo Automotive 2026-2030.

Commenta con la tua opinione

X