Produzione Stellantis Italia: 213.706 auto nel 2025, come 70 anni fa
Nel 2025 la produzione italiana di automobili ha fatto un salto all'indietro di 70 anni: dalle fabbriche Stellantis sono uscite appena 213.706 autovetture, meno che nel 1955
Nel 2025 la produzione italiana di automobili ha fatto un salto all'indietro di 70 anni: dalle fabbriche Stellantis sono uscite appena 213.706 autovetture, meno che nel 1955
Pensavamo che la produzione di Stellantis in Italia avesse toccato il fondo con le 283.090 unità del 2024, 475.090 considerando anche i veicoli commerciali. E invece nel 2025 è riuscita a fare persino peggio, concludendo l’anno con 213.706 auto assemblate nei cinque stabilimenti italiani (-24,5%) e 379.706 includendo tutti i veicoli (-20,1%). Per trovare un dato peggiore occorre prendere la DeLorean di Ritorno al Futuro e tornare al 1954, in pieno dopoguerra, quando tutti i produttori operativi in Italia, non solo la Fiat, fecero uscire dalle fabbriche 180.718 autovetture e un totale di 216.700 veicoli (già l’anno dopo le automobili salirono a 230.988, facendo quindi meglio del 2025). Non si tratta comunque di un fulmine a ciel sereno perché le previsioni erano esattamente queste: il 2025 era considerato dalla stessa Stellantis un anno di transizione in attesa di nuovi modelli potenzialmente molto popolari, come Fiat 500 ibrida e Jeep Compass, che in effetti hanno già iniziato a produrre i primi effetti positivi. E infatti le stime prevedono un 2026 in crescita con l’obiettivo di tornare ai volumi (discreti) del 2023.
PRODUZIONE STELLANTIS ITALIA: RESOCONTO E STIME 2026
Il report annuale realizzato dal sindacato FIM-CISL indica che sul fronte degli stabilimenti solo Torino-Mirafiori (+16,5%) ha registrato un dato positivo rispetto al 2024, mentre tutti gli altri impianti hanno avuto perdite a doppia cifra, comprese tra il -13,5% di Atessa e il -47,2% di Melfi. In meno di due anni, le produzioni si sono dimezzate rispetto al 2023 quando si attestarono a 751.384 veicoli, un dato che all’epoca venne considerato negativo (l’obiettivo ministeriale era di 1 milione di unità) ma che oggi sarebbe oro colato.
Come detto, nel 2026 si attende un’inversione di tendenza, potendo beneficiare della produzione per l’intero anno della 500 ibrida, della DS8 e della nuova Jeep Compass. Nel corso dell’anno si affiancheranno anche le nuove produzioni di DS7 e Lancia Gamma. Tali volumi dovranno compensare l’uscita di produzione, avvenuta nel corso del 2025, di Renegade e 500X, che complessivamente avevano inciso per poco più di 15.000 vetture.
È quindi molto probabile che nel 2026 avremo un livello produttivo superiore a quello del 2024 e del 2025, ma l’avvicinamento ai volumi del 2023 dipenderà in larga misura dalla tenuta degli stabilimenti di Pomigliano e Cassino, quest’ultimo in forte difficoltà a seguito del rinvio sine die della produzione delle nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, inizialmente prevista per il 2025.
I NUMERI DELLA PRODUZIONE AUTO 2025 NEGLI STABILIMENTI ITALIANI STELLANTIS
Per quanto riguarda i numeri della produzione auto nei diversi stabilimenti italiani, l’anno scorso dal Polo Produttivo di Torino-Mirafiori sono uscite 30.202 unità rispetto alle 25.920 rilevate nel 2024, con una crescita del +16,5%, unico stabilimento Stellantis che ha chiuso il 2025 con un dato positivo grazie all’avvio della produzione della 500 ibrida, della quale in poco più di un mese ne sono state prodotte 4.580 unità. Questo ha consentito di invertire il trend negativo registrato fino al terzo trimestre del 2025 rispetto al 2024. L’obiettivo produttivo indicato dall’azienda per il 2026 è di circa 100.000 vetture. Inoltre, nel 2027 è previsto l’arrivo di una nuova 500 elettrica equipaggiata con batterie Stellantis, mentre nel 2030 debutterà la nuova generazione della 500e, anch’essa destinata a essere prodotta a Mirafiori.
Nel Plant Maserati di Modena nel 2025 sono state prodotte circa 200 unità, con una flessione del -23,1% rispetto all’anno precedente. A partire dall’ultimo trimestre del 2025, l’assemblaggio delle GranTurismo e GranCabrio è rientrato nello stabilimento modenese, tuttavia non vi sono ancora certezze in merito alla completa saturazione produttiva del sito. Stellantis ha comunque annunciato per Modena il ‘progetto Alta Gamma’ con il coinvolgimento della Motor Valley, finalizzato alla produzione di vetture di lusso ad alto contenuto tecnologico e artigianale.
A Cassino la produzione nel 2025 si è fermata a 19.364 unità, determinando una flessione negativa del -27,9% rispetto al 2024, la peggiore nella storia dello stabilimento. A titolo di confronto, nel 2017 si raggiunsero 135.263 unità. Al sito laziale è stata assegnata la nuova piattaforma STLA Large BEV, sulla quale dovranno essere prodotte le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia, anche in versione ibrida, come previsto dagli impegni assunti dall’azienda. Tuttavia, Cassino è l’unica realtà in cui il piano annunciato nel dicembre 2024 non è stato attuato: il lancio delle nuove Stelvio e Giulia inizialmente previsto per la fine del 2025 è stato rinviato e, ad oggi, non è stata comunicata una nuova data.
Pur producendo 131.180 unità, in gran parte coperte dalla Fiat Panda, lo stabilimento Stellantis di Pomigliano d’Arco ha riscontrato una flessione negativa del -21,9%, sebbene abbia registrato una ripresa dei volumi nel quarto trimestre rispetto al trimestre precedente, determinata dall’introduzione della nuova Pandina, che è stata confermata fino al 2030. Secondo il sindacato, è necessario che i due nuovi modelli compatti, previsti dal 2028 sulla piattaforma STLA Small, vengano anticipati nel prossimo piano industriale, al fine di garantire continuità produttiva e occupazionale.
Pessimi numeri anche a Melfi, con il dato produttivo del 2025 rispetto all’anno precedente fortemente negativo sia in termini percentuali (-47,2%) che in termini di volumi (mancano all’appello quasi 30 mila unità). È lo stabilimento che ha perso la maggiore quantità di auto. Delle 32.760 auto prodotte, la stragrande maggioranza ha riguardato tre modelli oggi fuori produzione: Jeep Compass (vecchia generazione), Jeep Renegade e Fiat 500X. Lo stabilimento, infatti, si trova nel pieno della transizione verso i nuovi modelli basati sulla piattaforma STLA Medium, con il cronoprogramma che ha visto già quest’anno la partenza della produzione della DS8 elettrica e della nuova Jeep Compass nelle versioni full electric e ibrida. A seguire, nel primo semestre 2026 sarà avviata la produzione della DS7 e successivamente, nel secondo semestre, ci sarà il lancio della Lancia Gamma, entrambe nelle versioni elettrica e ibrida.
Infine ad Atessa la produzione di veicoli commerciali nel 2025 ha raggiunto la quota di 166.000 unità, con un risultato negativo rispetto al 2024 del -13,5%. Si registrano tuttavia segnali di una possibile ripresa produttiva, in particolare a partire dai cabinati, che, se confermati, potrebbero consentire allo stabilimento, nei primi mesi dell’anno, un incremento della produzione giornaliera di circa 180 veicoli.
La seguente tabella riassume i risultati ottenuti negli ultimi anni dagli stabilimenti Stellantis in Italia:
CRISI STELLANTIS E PROSPETTIVE DELL’AUTOMOTIVE EUROPEO
Proprio di recente, la Commissione UE ha rivisto il regolamento sulle emissioni, consentendo alle case automobilistiche di ridurre dal 2035 le emissioni di CO₂ allo scarico del 90% rispetto ai livelli del 2021, e non più del 100% come previsto dalla normativa vigente. Questa revisione apre il mercato post-2035 anche alla commercializzazione di veicoli con motori termici, ibridi plug-in e con range extender, e non esclusivamente a veicoli elettrici o a idrogeno. Il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso meccanismi di ‘crediti’, che le aziende potranno accumulare, ad esempio, mediante l’impiego di acciaio a basse emissioni made in Europe nella produzione dei veicoli oppure attraverso l’utilizzo di carburanti sostenibili, come e-fuel e biofuel avanzati.
Si tratta di un segnale positivo, ma ancora insufficiente rispetto all’obiettivo della neutralità tecnologica, che il settore continua a rivendicare come condizione essenziale rilanciarsi. Allo stesso tempo, la crisi dell’automotive non può essere affrontata solo con interventi regolatori: è necessario un piano industriale europeo espansivo, sostenuto da debito comune e da un nuovo Fondo europeo con risorse paragonabili al Next Generation EU, capace di accompagnare la transizione garantendo una sostenibilità non solo ambientale, ma anche sociale e occupazionale. In quest’ambito anche il Governo italiano dovrebbe fare la propria parte, individuando risorse adeguate per sostenere e rilanciare il settore automotive e l’intera filiera dell’indotto.
