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Diesel Euro 5: Piemonte evita il blocco dal 1° ottobre 2026
In Piemonte viene evitato il blocco dei diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026 con nuove misure antismog. Scopriamo i dettagli
In Piemonte viene evitato il blocco dei diesel Euro 5 dal 1° ottobre 2026 con nuove misure antismog. Scopriamo i dettagli
Dopo il rinvio quasi in extremis dello scorso anno, dal 1° ottobre 2026 dovrebbe scattare il blocco dei diesel Euro 5 in tutte le regioni del Bacino Padano, nelle sole città con più di 100.000 abitanti. Ma se Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna non hanno ancora adottato alcun provvedimento sul tema, confermando per adesso le restrizioni, la Regione Piemonte si è mossa in netto anticipo annunciando di aver cancellato il blocco strutturale che avrebbe riguardato da ottobre ad aprile 160.000 auto diesel Euro 5 nell’area metropolitana di Torino e Novara. Ci è riuscita mettendo in campo misure alternative che consentiranno di raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria senza fermare i veicoli.
EVITATO IL BLOCCO DIESEL EURO 5 IN PIEMONTE
L’approvazione dell’aggiornamento del Piano regionale di qualità dell’aria comprende infatti nuove misure antismog e interventi innovativi che permettono di raggiungere l’equilibrio emissivo chiesto dall’Unione Europea: incentivi per i biocarburanti e le nuove stufe, risorse per gli arredi urbani e le coltivazioni che abbattono gli inquinanti, bandi per il car sharing, nuove postazioni per le biciclette. In questo modo viene evitata l’attuazione del decreto approvato dal Governo nel luglio 2025, che per le quattro regioni del Bacino Padano prevedeva l’entrata in vigore da ottobre 2026 del blocco per i veicoli diesel Euro 5 nei centri urbani con più di 100.000 abitanti (Torino e Novara) in assenza di misure compensative che la Regione Piemonte ha invece individuato.
LE MISURE ADOTTATE
Dal prossimo inverno il Piemonte incentiva, con una misura da 14 milioni di euro, l’uso dei biocarburanti diesel di origine rinnovabile sui mezzi del trasporto pubblico e sulle auto private diesel Euro 5 e 6 (oltre 300.000 veicoli potenziali in tutta la regione, di cui 270.000 auto private) prevedendo un incentivo annuo tra i 50 e i 100 euro sul prezzo del carburante grazie all’uso di carte bio. Un accordo con le compagnie petrolifere farà salire la quota di biocarburante disponibile nei prossimi anni fino al 150%, passando dalle attuali 80-90 a circa 130-140 milioni di tonnellate l’anno.
Questa misura punta a tagliare da subito le emissioni di CO2, NOx e polveri sottili senza attendere i tempi lunghi del rinnovo dei parchi veicolari, in quanto il nuovo carburante può già essere utilizzato nei motori diesel in circolazione.
Altri 44 milioni di euro sono destinati a diversi bandi che hanno il comune obiettivo di rendere le città più pulite e più sostenibili. Si tratta in particolare di 14 milioni assegnati alla Regione dal Ministero dell’Ambiente e di 30 milioni di fondi Fesr, che in linea con un utilizzo innovativo e trasversale delle risorse europee avviato dall’amministrazione regionale, vengono destinati a misure a favore per la qualità dell’aria. In particolare sono previste misure di promozione del car sharing, incentivi per l’uso della bicicletta o dei mezzi pubblici nei tragitti casa-lavoro e per la realizzazione di velostazioni, sicure e protette dagli agenti atmosferici.
Nello stesso ambito sono all’avvio attività sperimentali, approfondite con Università di Torino e del Piemonte orientale, come la pulizia dell’aria con cubi filtranti modulari alimentati da fonti rinnovabili, in grado di abbattere polveri e ossidi di azoto in aree ad alta concentrazione di traffico o nei luoghi sensibili, come ad esempio scuole e ospedali. Si tratta di tecniche già adottate in alcune città europee e mondiali. In campo anche sistemi di nebulizzazione d’acqua che catturano particolato e favoriscono l’assorbimento di gas inquinanti, come avviene in numerose città asiatiche particolarmente inquinate come Pechino, Dehli, Seul e Tokyo.
È poi prevista la sperimentazione di materiali innovativi, come le vernici e i rivestimenti fotocatalitici per strutture stradali, come ad esempio gli elementi di arredo urbano, le barriere antirumore e i new jersey, che diventano così in grado di catturare gli inquinanti nell’aria e polverizzarli portandoli al suolo, da cui possono poi essere lavati.
Grazie al Bando Città rigenerative sono potenziati gli interventi di pedonalizzazione delle aree urbane, l’avvio di nuove Zone 30 e gli interventi di forestazione urbana.
A questo si aggiungono 11,5 milioni di euro per l’applicazione dell’intelligenza artificiale ai sistemi di infomobilità, per la gestione del traffico in tempo reale e la modulazione dinamica dei limiti di velocità per migliorare la fluidità dei flussi, riducendo emissioni e incidenti. Le sperimentazioni partiranno nell’area urbana di Torino in autunno.
Per quanto riguarda l’agricoltura, l’aggiornamento del Piano prevede sostegni, finanziati con 10 milioni di euro, per la diffusione di colture di copertura autunno‑vernine in grado di aumentare la capacità del suolo e della vegetazione di assorbire l’ammoniaca e gli inquinanti nell’aria.
Con altri 14,4 milioni sono infine potenziate le misure per la riduzione delle emissioni dei sistemi di riscaldamento con incentivi per la manutenzione degli impianti più vecchi e inquinanti e per l’acquisto e installazione di nuovi sistemi a biomassa.
DA DOVE ARRIVANO I SOLDI
Concorrono agli obiettivi del Piano numerosi interventi già in corso: tra i principali si evidenziano i bandi Fesr per la riqualificazione energetica per 207 milioni di euro, il sostegno ad interventi per la riduzione delle emissioni ammoniacali in atmosfera (ulteriori 13 milioni), gli incentivi per l’acquisto di mezzi commerciali green per 10,36 milioni, la tessera Piemove, che consente agli studenti universitari under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblici, finanziata con 37,3 milioni, il bando Ambiti urbani 2022-2025 da 8,3 milioni di euro, i 9,5 milioni di incentivi per la sostituzione dei generatori di calore a biomassa legnosa.