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Blocco diesel Euro 5: Piemonte vara misure compensative
Il blocco diesel Euro 5 è rinviato al 2026 in Piemonte ma la Regione varerà misure alternative per scongiurare definitivamente il divieto. Ecco quali
Il blocco diesel Euro 5 è rinviato al 2026 in Piemonte ma la Regione varerà misure alternative per scongiurare definitivamente il divieto. Ecco quali
Grazie all’intervento del Governo, il Piemonte e le altre regioni del Bacino Padano hanno evitato per quest’anno di applicare il blocco dei diesel Euro 5, rimandando la questione al 2026 e solo nelle città con più di 100.000 abitanti. Tuttavia, secondo la norma, anche l’anno prossimo sarà possibile evitare il blocco mettendo in campo misure alternative che consentano di raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria senza fermare i veicoli. Ed è quello che ha deciso di fare la Regione Piemonte, avviando da subito le procedure per la revisione del Piano per la qualità dell’aria attraverso un task force formata da tecnici, esperti e rappresentanti istituzionali, con il contributo scientifico di Arpa Piemonte.
ALTERNATIVE AL BLOCCO DIESEL EURO 5: LE MISURE ALLO STUDIO
In base ai dati forniti dalla Regione, i veicoli diesel Euro 5 circolanti in Piemonte, includendo le auto private e gli autocarri leggeri e pesanti, erano 307.636 nel 2024. La provincia con il numero più alto era ovviamente Torino, che da sola concentrava 134.197 veicoli, di cui 46.729 soltanto all’interno del capoluogo. Seguivano Cuneo con 59.915 mezzi, Alessandria con 34.865, Novara con 25.306, Asti con 14.746, Biella con 13.627, Vercelli con 12.985 e il Verbano-Cusio-Ossola con 11.995.
Era chiaro che limitare la circolazione di oltre 300.000 veicoli avrebbe duramente penalizzato famiglie e imprese piemontesi, e visto che il problema potrebbe ripresentarsi il prossimo anno, seppur coinvolgendo meno vetture, la task force regionale è chiamata a definire le misure alternative al blocco alla circolazione dei diesel Euro 5 per ridurre gli inquinanti nell’aria. In particolare, si punta a una diminuzione degli ossidi di azoto di almeno 500-700 tonnellate e delle polveri sottili di 40-70 tonnellate, secondo le simulazioni di Arpa Piemonte.
BIOCARBURANTI E INCENTIVI ALL’USO DEL TRASPORTO PUBBLICO
Per raggiungere questi risultati la Regione Piemonte intende potenziare alcune misure già previste dall’attuale Piano per la qualità dell’aria, a partire dall’implementazione dell’uso dei biocarburanti, ovvero combustibili alternativi al diesel classico, che in alcuni casi possono arrivare a tagliare le emissioni fino al 30%, senza modificare i motori esistenti. Una significativa riduzione delle emissioni atmosferiche è già in atto anche grazie alla progressiva diminuzione dell’attività delle centrali turbogas e all’aumento del contributo delle fonti rinnovabili, come il fotovoltaico ed il biogas riconvertito alla produzione di biometano. Con l’intelligenza artificiale, poi, si può migliorare la gestione del traffico e dei flussi semaforici nelle aree urbane per evitare ingorghi e migliorare la qualità dell’aria.
Del pacchetto fanno parte anche le misure di incentivo all’uso del trasporto pubblico come la Tessera dello studente, appena lanciata dalla Regione Piemonte e finanziata con oltre 37 milioni di euro, che consentirà a 107.000 universitari under 26 di viaggiare gratis a bordo dei mezzi pubblici (autobus, tram, treni e metropolitana) nelle città capoluogo in cui studiano.
Quest’anno la Regione ha poi potenziato il Bonus TPL, che dà diritto allo sconto sull’acquisto dell’abbonamento annuale, che passa da 100 euro a 150 euro, estendendo la platea dei beneficiari dai possessori di un’auto diesel Euro 3, 4 e 5, anche ai possessori di un’auto diesel Euro 6. Il bonus si può usare come sconto nelle biglietterie o come rimborso.
PIEMONTE: ALTRI SISTEMI ALLO STUDIO NELLE AREE AD ALTA CONCENTRAZIONE DI TRAFFICO
Allo studio della task force c’è anche l’implementazione, l’ottimizzazione e l’adattamento al territorio piemontese di misure innovative come:
- filtrazione dell’aria esterna, con cubi filtranti modulari, alimentati da fonti rinnovabili, in grado di abbattere polveri e ossidi di azoto in aree ad alta concentrazione di traffico o presso luoghi sensibili come scuole e ospedali. Questa tecnologia è già stata applicata in molte città tedesche tra cui Stoccarda e Monaco, con finanziamento del Ministero per l’ambiente della Baviera, a Rotterdam in Olanda, a Seul in Corea del Sud, oltreché in Brasile, Cina ed India;
- sistemi di nebulizzazione d’acqua che catturino particolato e favoriscano l’assorbimento di gas inquinanti (anche in questo caso, la strategia della nebulizzazione ad acqua è già stata adottata in numerose città asiatiche tra cui Pechino, Dehli, Seul e Tokyo);
- uso di materiali fotocatalitici, integrati in superfici edilizie e stradali, in grado di degradare ossidi di azoto e composti organici sfruttando la luce solare e realizzazione di autostrade intelligenti che, grazie all’analisi in tempo reale del traffico e alla modulazione dinamica dei limiti di velocità, migliorino la fluidità dei flussi, riducendo emissioni e incidenti. Esperienze in tal senso sono già attive nel Regno Unito, Germania, Canada e Stati Uniti, oltreché sulla tangenziale di Napoli.
Infine, allo studio anche pratiche di ibridazione dei motori diesel, tramite kit di riconversione tecnologica, per ridurre consumi ed emissioni senza sostituire i veicoli, con potenziale applicazione su auto diesel Euro 4 e 5, veicoli commerciali diesel e flotte pubbliche.
