Assicurazione RCA monopattini a più di 500 € per veicolo: lo sfogo di Drivio

Assicurazione RCA monopattini a più di 500 € per veicolo: lo sfogo di Drivio

L'imprenditore Renato Maione denuncia il blocco del servizio di noleggio monopattini, causato dall'impossibilità di stipulare polizze assicurative sostenibili dopo le recenti norme

 

L'imprenditore Renato Maione denuncia il blocco del servizio di noleggio monopattini, causato dall'impossibilità di stipulare polizze assicurative sostenibili dopo le recenti norme

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17 Luglio 2026 - 15:42

Esplode anche nei social la polemica sull’assicurazione RC monopattini elettrici, obbligatoria da poche ore per volontà del ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Renato Maione, titolare di Drivio, un’azienda di noleggio monopattini (sharing urbano, come le auto in condivisione), ha pubblicato su LinkedIn una lettera aperta al vicepremier, esprimendo una forte protesta contro le nuove disposizioni introdotte dal Codice della Strada.

Il problema è dato dai preventivi delle compagnie ai proprietari dei monopattini: privati o società di noleggio. Si arriva a prezzi stellari, sfondando la quota siderale di 500 euro l’anno per la RC: Responsabilità Civile. Identica a quella delle auto, copre solo i danni causati dalle tavolette a terzi.

I PICCOLI PERDONO, I GIGANTI VINCONO: EFFETTO ASSICURAZIONI MONOPATTINI

“Io ho fatto tutto quello che la sua legge chiedeva. Quattro anni di attività, zero sinistri, meccanici full-time, targhe applicate regolarmente su tutta la flotta, broker incaricato settimane prima. E stamattina ho spento centinaia di mezzi targati e in regola. Gli stipendi dei miei dipendenti continuo a pagarli io, a flotta ferma, finché qualcuno non mi dà un prezzo“, attacca Maione.

“Il ministro delle Infrastrutture ha prodotto: meno trasporti, meno lavoro, meno impresa. E il mercato apparecchiato per le multinazionali straniere, le uniche che possono pagare qualunque cifra pur di restare in strada“. Qui sta il cuore delle parole dell’imprenditore: solo società super strutturate possono permettersi prezzi RC così alti. Anche perché hanno un potere diverso nelle trattative con le compagnie, potendo spuntare tariffe migliori.

E L’ITALIA?

“Quando tornerà a dire ‘prima gli italiani‘ – l’aggiunta di Maione rivolto a Salvini –, si ricordi dove eravamo noi italiani il 16 luglio 2026: in un deposito, in regola, spenti per decreto. Con la sua firma sotto“. Quindi, il gigante straniero paga, ha le spalle coperte dal punto di vista finanziario e continua a fare profitti; invece la piccola realtà italiana soccombe.

“Chiedo che chi impone un obbligo garantisca che sia possibile rispettarlo. Fino ad allora, ogni giorno di fermo, ogni stipendio pagato a mezzi spenti, ogni cliente perso ha un responsabile politico“, la chiosa polemica con esplicito riferimento a Salvini.

IL GUAIO DEI PREZZI RC PER TUTTI I VEICOLI

Maione, proprietario della flotta di monopattini, sconta un vecchio guaio del mercato RC in Italia, presente da sempre, anche nel settore auto. Le compagnie sono libere di imporre i prezzi che vogliono. Sulla scorta del rischio sinistro: maggiori le probabilità di incidente e di risarcimento, superiore il costo della polizza.

Siccome il monopattino viene associato alla moto in termini di sinistrosità, e siccome le probabilità di incidente delle due ruote a motore sono elevatissime, con rimborsi pesanti, ecco spiegata la tariffa boom. Se poi il mezzo circola a Napoli, il listino diviene astronomico, in virtù di un numero di sinistri spaventoso.

È una pratica lecita? Sì. Allora, cosa non va? Lo dicono i fatti: c’è poca concorrenza fra compagnie, secondo noi, sia per la micromobilità sia per le vetture. Con una perenne canalizzazione forzata del danneggiato verso carrozzerie convenzionate.

Se invece le imprese fossero costrette a farsi la guerra delle tariffe, ci sarebbe una corsa al ribasso. Per capirci, è quanto accade in Cina coi prezzi delle auto elettriche e ibride plug-in: qui, si assiste a una battaglia a chi vende la macchina al listino inferiore.

AMPIO DIBATTITO

Il post ha generato un ampio dibattito. Viene riconosciuta la difficoltà operativa vissuta dagli imprenditori, mentre alcuni utenti mettono in discussione la sostenibilità del modello di business precedente, spesso caratterizzato da una deregulation che ha generato conflitti nell’uso dello spazio urbano.

Resta il nodo critico di come conciliare le esigenze di decoro urbano e sicurezza, promosse dal dicastero delle Infrastrutture, con la sopravvivenza economica di un settore che, in attesa di soluzioni, si trova bloccato in un deposito.

DESTRA O SINISTRA, LA LEGNATA RIMANE

Tanto per essere chiari, i prezzi RC auto decollavano anche quando al governo c’era la sinistra: il risarcimento diretto, introdotto nel 2007 dall’Esecutivo Prodi, ha causato ogni male nel comparto. Adesso, con una maggioranza di destra, le polizze rimangono carissime, e quella procedura di indennizzo sopravvive, pure col DDL Concorrenza. L’impressione è che nessuno abbia voglia di risolvere il rebus. Né per le vetture né per i monopattini elettrici.

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