Tariffe RC auto: +3,2% nel primo trimestre 2026, ma la crescita rallenta
I rincari delle assicurazioni RC auto non conoscono tregua, anche se gli aumenti sono appena inferiori rispetto al passato
I rincari delle assicurazioni RC auto non conoscono tregua, anche se gli aumenti sono appena inferiori rispetto al passato
Cattive notizie per gli automobilisti italiani: tariffe RC auto in aumento del 3,2% nel primo trimestre 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 (dati Ivass). Si sborsa in media 423,4 euro l’anno. Se proprio ci si volesse sforzare a trovare qualche aspetto meno negativo del solito, registriamo che il rialzo è inferiore rispetto al passato. Infatti, da gennaio a marzo 2024 e negli analoghi tre mesi 2025 l’impennata era rispettivamente del 7,2% e del 4,1%. Fra chi ha un’auto, l’87,1% degli assicurati è in prima classe di merito: meglio di così non può fare. Ha solo modo di peggiorare, causando un incidente e schizzando su di due classi in un botto solo, con una maggiorazione di prezzo RCA spaventosa. Ecco perché oggi provocare un sinistro diventa una sciagura per il portafogli.
PREZZI RC AUTO IN AUMENTO DA QUATTRO ANNI
Come balza all’occhio osservando il grafico in alto, dal 2022 le batoste sono puntuali come la grandine per i connazionali che si coprono con la polizza obbligatoria. La causa numero uno è l’inflazione, con aumento dei costi dei risarcimenti a beneficio dei danneggiati. A catena, in un effetto domino, arriva la stangata per chi guida, nessuno escluso: pagano tutti, anche i virtuosi in classi di merito non penalizzanti come la numero uno, pure in assenza di sinistri causati.
MILLE ELEMENTI IN GIOCO
L’indagine rileva dal 2013 i prezzi effettivi della garanzia RCA e in particolare gli importi effettivamente versati dagli assicurati rilevati su un campione di contratti di durata annuale. Sono inclusi i principali componenti che concorrono alla determinazione del prezzo finale, ovvero la fiscalità, gli sconti sul prezzo di listino e le provvigioni corrisposte agli intermediari e le principali clausole contrattuali.

RESTA UNA NOTEVOLE DIFFERENZA FRA NAPOLI E AOSTA
Parliamo di tariffe medie, formate anche da estremi, da picchi. In particolare, in zone come Napoli e Caserta, dove gli incidenti sono statisticamente più probabili, le tariffe RCA raggiungono vette astronomiche: si veda il grafico su col testacoda fra il capoluogo campano e Aosta. Il differenziale è pari a 257 euro, in riduzione rispetto al primo trimestre 2025 (262 euro).
Proprio per questo, ormai da anni, si discute di un’eventuale riforma del settore: dopo mille tavole rotonde di vari ministeri, siamo ancora al nulla. C’è solo un disegno legge Concorrenza, tuttora in alto mare, e dagli esiti comunque controversi.

SCATOLA NERA, FUTURO INCERTO
Le compagnie sono obbligate a rilasciare il preventivo della RCA normale, standard. Volendo, possono proporre la polizza con scatola nera, che fa risparmiare i guidatori virtuosi (quelli a zero sinistri). Ma la formula con black box piace?
Qualcosa non quadra. La diffusione della scatola nera è in lieve calo: nel primo trimestre 2026, il 16% dei contratti include la scatola nera, rispetto al 17% di un anno prima. Siamo tuttora su numeri molti bassi, e il pronosticato boom delle RCA telematiche non ha avuto riscontro nella realtà.
Chissà: forse gli sconti non soddisfano gli automobilisti. Si rammenti infatti che le imprese assicuratrici sono libere di formulare sia le tariffe standard sia quelle con black box, senza obblighi di riduzioni di prezzo. E altrimenti non potrebbe essere: la normativa UE impone la massima e totale libertà.
Non è una coincidenza che, a Caserta e Napoli, ci sia un tasso di penetrazione pari rispettivamente al 54,6% e al 44% delle RCA con black box: gli automobilisti virtuosi cercano soluzioni anti caro polizze.

RIDUZIONI DI PREZZO: LA SITUAZIONE
Il 90,7% dei contratti prevede l’applicazione di uno sconto: la riduzione media è di 209 euro, corrispondente al 38,4% del premio di tariffa. Nell’ultimo anno, la percentuale di sconto applicata è diminuita di 2 punti.
Le variazioni nominali annue RCA per le singole imprese variano tra -6% e +15%. Queste dinamiche riflettono strategie commerciali differenziate, anche in base alle caratteristiche della clientela.
ASSICURARE LE DUE RUOTE: SONO DOLORI
Se chi ha l’auto piange, chi ha la moto non ride. Il prezzo medio è di 335 euro per i motocicli e 220 euro per i ciclomotori, con incrementi annui rispettivamente del 7,8 e 7,1%. Eppure, i virtuosi sono tantissimi: il 72,8% degli assicurati con ciclomotori e il 75% dei motocicli è assegnato alla prima classe. Come si evince, il settore resta caldissimo, in eterna attesa di una risposta politica davvero incisiva.