Risarcimento diretto RCA “highlander”: DDL Concorrenza gli fa il solletico
Il sistema di risarcimento diretto fa discutere da anni: sebbene i risultati in termini di prezzi RCA siano deludenti, sopravvive a tutte le riforme del settore
Il sistema di risarcimento diretto fa discutere da anni: sebbene i risultati in termini di prezzi RCA siano deludenti, sopravvive a tutte le riforme del settore
Il risarcimento diretto RCA era, è e sarà protagonista del settore assicurativo auto italiano. Dalla sua nascita nel 2007, si attendono i risultati promessi dal legislatore (meno costi a carico delle compagnie e riduzione dei prezzi delle polizze), ma senza successo. Di tanto in tanto, qualche politico lascia intendere che il sistema possa essere rottamato, organizzando tavole rotonde sulla materia: tuttavia, quando arriva il momento di dare un colpo di spugna, tutto resta così com’è. Pareva che il disegno legge Concorrenza fosse la volta buona per una riforma profonda del comparto, però anche questa illusione è morta all’alba.
Di qui, la nostra definizione di risarcimento diretto: “highlander”. L’immortale. Un meccanismo eterno (qui come funziona) che passa attraverso i cambi dei Governi, dei ministri dello Sviluppo Economico (oggi delle Imprese), dei CEO dei colossi assicurativi, e pure delle assemblee dell’Ania (assicurazioni) e dell’Ivass (l’authority di vigilanza sulle compagnie).
RISARCIMENTO DIRETTO RCA: QUAL ERA L’OBIETTIVO
Consentendo all’automobilista danneggiato in un incidente di ottenere l’indennizzo dalla propria compagnia, anziché da quella del colpevole del sinistro, si puntava a ridurre gli esborsi a carico delle compagnie e quindi le tariffe RCA.
Il secondo traguardo? Eliminare le truffe, ossia i risarcimenti per sinistri mai avvenuti e i rimborsi gonfiati.
DISEGNO LEGGE: “ARIA FRITTA”
Considerando il fallimento dell’indennizzo diretto, col DDL, attacca Assoutenti, l’Esecutivo vorrebbe puntellare il sistema “con ulteriori stampelle e alchimie finanziarie sui forfait. Nessuna misura della delega affronta i veri nodi: i diritti degli assicurati, la trasparenza dei rimborsi, la concorrenza reale tra imprese. Così si consolida di fatto un oligopolio assicurativo che pesa sulle tasche degli automobilisti“. Insomma, “aria fritta“.

QUALE SOLUZIONE
Secondo Stefano Mannacio, responsabile assicurazioni dell’associazione dei consumatori che denuncia il problema, il DDL “parla di bonus/malus evoluti e antifrode per blindare l’esistente“.
Invece, “occorre tornare a un principio di responsabilità civile: chi rompe paga”.
Sul fronte dei premi, bisogna “imporre una polizza con franchigia a carico del colpevole, che responsabilizza chi causa i sinistri invece di scaricarne i costi su tutti“.
Serve infine un “disboscamento delle clausole vessatorie che impediscono ai danneggiati di riparare l’auto dove vogliono, come la legge già garantisce“. Le compagnie opererebbero una canalizzazione forzata dei danneggiati verso i carrozzieri convenzionati, a discapito dei carrozzieri indipendenti, con ricadute negative per concorrenza e prezzi.
PARADOSSO BOOMERANG: SÌ AI VEICOLI SINISTROSI, NO AI GUIDATORI VIRTUOSI
Da parte sua, Davide Galli, presidente di Federcarrozzieri, evidenzia come il risarcimento diretto va reso facoltativo anche in sede stragiudiziale.
“Il risarcimento diretto è irrazionale. Pone a carico dell’assicuratore del danneggiato il relativo risarcimento, con rimborso esclusivamente di un forfait. Risultato: è preferibile assicurare veicoli sinistrosi piuttosto che conducenti virtuosi“. Proprio quegli automobilisti che il ministro delle Imprese Adolfo Urso vorrebbe premiare.
MA ALLA FINE, IL DDL COSA DICE? FORMULE UN PO’ OSCURE
Il Governo è delegato ad adottare, entro 9 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, uno o più decreti legislativi per la riforma della disciplina dell’assicurazione RCA. Ecco i punti chiave, un po’ oscuri a dire il vero.
- Revisione del sistema bonus/malus, basandolo su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale, stimolando ulteriormente la competitività fra le imprese a vantaggio degli assicurati.
- Perfezionamento ed efficientamento della procedura di risarcimento diretto, anche mediante la rivisitazione della metodologia di calcolo dei valori dei forfait a beneficio di una maggiore trasparenza e concorrenza, senza pregiudizio per la stabilità dei premi assicurativi;
- Rafforzamento delle misure antifrode valorizzando, in fase liquidativa, e con le necessarie cautele per evitare elusioni dell’obbligo a contrarre, anche in fase assuntiva, elementi oggettivi e dati sistematici che possano evidenziare eventuali profili di rischio connessi a comportamenti fraudolenti.
- Prevenzione dell’evasione dell’obbligo assicurativo anche mediante un sistema integrato di controllo e scambio informativo dei dati relativi ai veicoli.
Morale: micro normative di natura burocratica (soggette a mille interpretazioni) che fanno il solletico al risarcimento diretto, destinato a vivere ancora a lungo.