Diritto alla riparazione: il fronte mondiale dell’aftermarket indipendente si compatta a Francoforte R2R Global Meeting

Diritto alla riparazione: il fronte mondiale dell’aftermarket indipendente si compatta a Francoforte

Il diritto alla riparazione è al centro del dibattito automobilistico mondiale. Scopri cosa è emerso dall'incontro di Francoforte

 

Il diritto alla riparazione è al centro del dibattito automobilistico mondiale. Scopri cosa è emerso dall'incontro di Francoforte

21 Settembre 2026 - 12:20

Officine indipendenti, distributori di ricambi e associazioni di consumatori di cinque continenti si sono dati appuntamento ad Automechanika Frankfurt per fare il punto sul Right to Repair, il diritto alla riparazione. Al centro del confronto, tenutosi mercoledì 9 settembre 2026, la difesa della libertà di scelta dell’automobilista e l’accesso ai dati generati dalle auto connesse, che si sta rivelando il vero terreno di scontro dei prossimi anni.

UN FORUM INTERNAZIONALE PER LA RIPARAZIONE INDIPENDENTE

L’incontro, organizzato congiuntamente da FIGIEFA e dall’americana Auto Care Association, ha riunito le associazioni dell’aftermarket automobilistico provenienti da Europa, Nord e Sud America, Africa, Asia e Oceania. L’obiettivo dichiarato è ribadire l’impegno comune nella tutela della libertà di scelta dei consumatori, nella promozione di una concorrenza leale e nella salvaguardia del futuro dell’aftermarket indipendente, cioè di tutta quella filiera di ricambi e servizi di assistenza che opera al di fuori delle reti ufficiali delle case costruttrici.

Negli anni il Right to Repair Global Meeting, di cui SICURAUTO.it aveva parlato per la prima volta nel 2023 in occasione del 3° Aftermarket Report, è diventato un punto di riferimento internazionale per le organizzazioni che rappresentano riparatori indipendenti, distributori di ricambi, fornitori, provider di dati tecnici e consumatori. È l’occasione in cui soggetti di aree geografiche molto diverse mettono a confronto l’evoluzione normativa dei rispettivi mercati, condividono le migliori pratiche e rafforzano la cooperazione a sostegno della riparazione e della manutenzione indipendente dei veicoli.

Il tema scelto per l’edizione 2026 è stato “Maintaining Engagement and Momentum“, ovvero mantenere il coinvolgimento e lo slancio: una formula che fotografa la crescente maturità delle iniziative sul diritto alla riparazione nel mondo e, allo stesso tempo, la necessità di non perdere terreno mentre la tecnologia dei veicoli continua a evolvere.

CHI C’ERA: I PAESI E LE ASSOCIAZIONI RAPPRESENTATE

La platea di Francoforte ha riunito associazioni da dieci Paesi extraeuropei, oltre alle principali organizzazioni europee e internazionali del settore. Erano presenti:

  • Argentina – AFAC
  • Australia – Australian Automotive Aftermarket Association
  • Brasile – Automotive Aftermarket Alliance Brazil
  • Canada – Automotive Industries Association of Canada (AIA Canada)
  • Cile – CAREP
  • Colombia – ASOPARTES
  • Sudafrica – MIWA e Right to Repair South Africa
  • Stati Uniti – Auto Care Association, ETI e MEMA
  • Uruguay – CTMA
  • Venezuela – CANIDRA.

A queste si sono aggiunte le organizzazioni europee e internazionali ADPA, CLEPA, EGEA, FIA Region I, FIGIEFA, GVA e Insurance Europe. La novità di quest’anno è l’ingresso di EMPTA, l’associazione dei commercianti di componenti e ricambi per motori della Malesia, che allarga ulteriormente il raggio d’azione della rete verso il Sud-est asiatico.

Meccanico mostra il preventivo di riparazione in officina al cliente

CAMPAGNE, PROPOSTE DI LEGGE E CONTROLLI: A CHE PUNTO SIAMO

I delegati hanno aggiornato i colleghi sullo stato delle iniziative per il diritto alla riparazione nei rispettivi ordinamenti. Il quadro che ne emerge è a più velocità: la maturità delle campagne varia in modo sensibile da mercato a mercato, ma i partecipanti hanno riferito di progressi diffusi ovunque. Si va dalle campagne di sensibilizzazione nelle fasi iniziali e dalla costruzione di coalizioni, fino ad arrivare a proposte legislative vere e proprie, revisioni normative e attività di vigilanza sull’applicazione delle regole già in vigore.

Il confronto si è esteso anche ai metodi. Le associazioni si sono scambiate esperienze su come mantenere vivo l’impegno sul lungo periodo, portando esempi di campagne di advocacy riuscite, iniziative di ricerca, attività di sensibilizzazione e costruzione di alleanze. Tre elementi sono stati indicati come decisivi per far avanzare gli obiettivi del Right to Repair:

  • una rappresentanza fondata su dati e prove concrete;
  • una comunicazione efficace;
  • un dialogo costante con tutti i portatori di interesse.

DATI, TELEMATICA E CODIFICA DEI RICAMBI: LA SFIDA TECNOLOGICA

Il filo conduttore dell’intera giornata è stata la rapida trasformazione dell’aftermarket. I partecipanti hanno osservato come molte delle difficoltà odierne vadano ormai oltre la riparazione intesa in senso tradizionale e riguardino piuttosto l’accesso alle informazioni tecniche, la telematica di bordo, la codifica dei ricambi (cioè la necessità di abbinare via software un componente nuovo alla centralina del veicolo) e l’effettiva applicazione dei diritti di riparazione già riconosciuti. Pur in presenza di quadri normativi molto diversi tra loro, si tratta di problemi che emergono ovunque e che stanno ridefinendo le condizioni in cui gli operatori indipendenti si trovano a competere.

Una sessione specifica è stata dedicata proprio alla tecnologia e all’accesso ai dati. L’analisi si è concentrata su come elettrificazione, connettività e digitalizzazione stiano cambiando il volto del mercato dei ricambi e dell’assistenza, e su quali strumenti serviranno agli operatori indipendenti per restare competitivi negli anni a venire.

LIBERTÀ DI SCELTA DELL’AUTOMOBILISTA E CONCORRENZA LEALE

Su un punto il consenso è stato unanime: regole efficaci sul diritto alla riparazione servono a garantire un ecosistema dell’aftermarket realmente concorrenziale, a vantaggio dei proprietari dei veicoli, delle imprese indipendenti e dell’economia nel suo complesso. I consumatori devono restare liberi di scegliere dove far manutenere e riparare la propria auto; gli operatori indipendenti, dal canto loro, devono poter disporre delle informazioni, degli strumenti, delle funzioni software e dei dati del veicolo necessari per competere ad armi pari e continuare a offrire servizi di qualità a prezzi accessibili.

Guardando avanti, la comunità del Global Right to Repair ha annunciato che proseguirà il lavoro comune per promuovere soluzioni normative capaci di sostenere l’innovazione, la libertà di scelta, la sostenibilità, la competitività delle piccole e medie imprese e un accesso equo a un ecosistema veicolare sempre più digitale. L’impegno preso a Francoforte è quello di mantenere una cooperazione stretta anche dopo l’appuntamento tedesco, continuando a condividere esperienze, ricerche e sviluppi normativi via via che le campagne avanzano nei diversi Paesi. Un coordinamento che, con l’accelerazione dell’auto connessa, appare sempre meno un esercizio diplomatico e sempre più una condizione di sopravvivenza per decine di migliaia di officine indipendenti nel mondo.

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