Diritto alla riparazione: Trump svela che GM e Ford vogliono limitarlo Donald Trump

Diritto alla riparazione: Trump svela che GM e Ford vogliono limitarlo

Trump svela: GM e Ford vogliono limitare il diritto alla riparazione. Scopri la battaglia americana sui dati auto e il ruolo del REPAIR Act

 

Trump svela: GM e Ford vogliono limitare il diritto alla riparazione. Scopri la battaglia americana sui dati auto e il ruolo del REPAIR Act

8 Giugno 2026 - 15:15

Nel settore dell’automotive e dell’autoriparazione indipendente è scoppiato un vero e proprio caso politico che parte direttamente dallo Studio Ovale. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato pubblicamente che i vertici di General Motors e Ford starebbero spingendo per una proposta di legge volta a limitare la possibilità per i proprietari di riparare autonomamente i propri veicoli. La rivelazione, emersa durante un incontro sul tema energetico alla Casa Bianca, riaccende i riflettori su un’annosa battaglia che vede contrapposti i colossi dell’auto, decisi a blindare i propri ecosistemi tecnologici, e il mondo delle officine indipendenti e dei consumatori, che rivendicano la libertà di scelta.

CHE COS’È IL DIRITTO ALLA RIPARAZIONE

Per “Diritto alla riparazione” (Right to Repair) si intende il principio legale ed economico secondo cui i consumatori e i riparatori indipendenti devono avere libero accesso a pezzi di ricambio, strumenti diagnostici, manuali tecnici e software necessari per riparare un bene. Sebbene storicamente sia nato per l’elettronica di consumo, il concetto è diventato vitale per il settore automotive, a causa della massiccia digitalizzazione delle auto moderne.

Mentre gli USA faticano a trovare una quadra, l’Unione Europea ha recentemente impresso una svolta storica alla normativa di riferimento. La nuova Direttiva UE sul Diritto alla Riparazione (adottata definitivamente nel 2024 e in fase di piena implementazione da parte degli Stati membri nel corso del 2026) obbliga i produttori a riparare i beni a costi ragionevoli anche oltre il periodo di garanzia legale, vieta le clausole contrattuali o software che impediscono l’uso di ricambi di seconda mano o compatibili e promuove la trasparenza. Per le auto, questo si affianca allo storico Motor Vehicle Block Exemption Regulation o MVBER, che tutela l’accesso ai dati tecnici per l’aftermarket indipendente.

LE RIVELAZIONI DI TRUMP E IL MURO DEI COSTRUTTORI USA

Secondo quanto riportato dal Detroit Free Press, Trump ha riferito con estrema nonchalance i dettagli (che probabilmente dovevano restare segreti) di un incontro avvenuto la settimana scorsa alla Casa Bianca con Mary Barra (GM), Jim Farley (Ford) e l’imprenditore Roger Penske. “Non vogliono che la gente si ripari l’auto da sola“, ha affermato il presidente con il suo tipico stile diretto, aggiungendo che i costruttori starebbero caldeggiando un provvedimento restrittivo.

Sebbene i dettagli tecnici del testo a cui faceva riferimento Trump rimangano fumosi, la reazione dell’industria è nota: lobby come la Alliance for Automotive Innovation giustificano da tempo le restrizioni all’accesso ai dati telematici di bordo citando presunti rischi per la sicurezza informatica e l’incolumità dei passeggeri. Inoltre, Ford ha recentemente avviato una massiccia campagna di marketing negli USA per convincere i clienti che solo le concessionarie ufficiali (e non le officine indipendenti) possiedono le competenze adatte per i loro veicoli.

Donna meccanico in una officina americana

LA SITUAZIONE NEGLI STATI UNITI TRA REPAIR ACT E OSTRUZIONISMO

Le parole di Trump si inseriscono in un contesto americano già fortemente polarizzato, che su SICURAUTO.it seguiamo da tempo. Il perno di questa battaglia è il REPAIR Act, il disegno di legge federale che punta a garantire per legge l’accesso ai dati telematici, agli strumenti e ai software di diagnostica. Si tratta di un’iniziativa sostenuta con forza dalle associazioni di categoria come Auto Care Association – che abbiamo intervistato nell’ambito del 4° Aftermarket Report proprio per capire cosa stia cambiando per il diritto alla riparazione negli USA – secondo cui il cuore dello scontro non è più la meccanica tradizionale, ma la gestione e il controllo dei dati generati dal veicolo connesso.

Senza una legge federale chiara, l’ostruzionismo dei costruttori si traduce in barriere concrete. Un’indagine ha rivelato che l’accesso ai dati tecnici rappresenta un grande ostacolo per l’84% delle officine USA, costrette a investimenti insostenibili o a rifiutare riparazioni complesse sui modelli di ultima generazione. Non solo: la morsa dei costruttori punta anche alla carrozzeria. Negli Stati Uniti si è registrato di recente persino il tentativo di introdurre una legge per vietare i ricambi di carrozzeria non originali, limitando la disponibilità di componenti equivalenti ed eliminando la concorrenza sul mercato dei componenti di ricambio.

Le dichiarazioni della Casa Bianca confermano che lo scontro sul Diritto alla riparazione negli USA ha ormai superato i confini industriali per diventare un tema di rilevanza presidenziale, il cui esito peserà inevitabilmente sugli equilibri del mercato mondiale dell’aftermarket.

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