Bologna: nuova Città 30 dal 20 aprile 2026, cosa cambia? Mappa Bologna Città 30

Bologna: nuova Città 30 dal 20 aprile 2026, cosa cambia?

Bologna Città 30 è pronta a tornare dal 20 aprile 2026 seguendo le indicazioni del TAR e del ministero: ecco cosa cambia per i cittadini

 

Bologna Città 30 è pronta a tornare dal 20 aprile 2026 seguendo le indicazioni del TAR e del ministero: ecco cosa cambia per i cittadini

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19 Marzo 2026 - 15:20

Il 20 aprile 2026 Bologna Città 30 ripartirà esattamente com’era prima che il TAR dell’Emilia Romagna, con la clamorosa sentenza dello scorso gennaio, ne cancellasse gli atti e le ordinanze istitutive. Come annunciato a suo tempo, infatti, il Comune di Bologna ha approvato un nuovo Piano Particolareggiato del Traffico Urbano che si limita a recepire le indicazioni del Tribunale Amministrativo Regionale, lasciando praticamente intatto l’impianto originario del progetto, che tornerà quindi in vigore senza modifiche sostanziali se non di carattere burocratico.

NUOVA BOLOGNA CITTÀ 30 NEL RISPETTO DELLE INDICAZIONI DI TAR E MIT

Come ricorderete, il precedente Piano prevedeva un limite generalizzato di 30 km/h salvo dove diversamente specificato, come le strade ad alto scorrimento. Il TAR, nell’accogliere il ricorso presentato da due tassisti (e sostenuto politicamente dal centrodestra), aveva annullato il provvedimento chiarendo che in base alla normativa vigente il Comune non poteva mettere un limite generalizzato, ma avrebbe dovuto motivare l’applicazione dei nuovi limiti di velocità strada per strada. L’amministrazione cittadina bolognese ha dunque lavorato nelle scorse settimane per mettersi in regola predisponendo delle schede dettagliate per ogni strada oggetto del provvedimento, operazione propedeutica all’approvazione del nuovo Piano particolareggiato che consente di riattivare il progetto di Bologna Città 30 rispettando le indicazioni del TAR e della direttiva ministeriale.

COSA CAMBIA PER I CITTADINI?

Il nuovo Piano, in pratica, stabilisce e motiva – strada per strada – l’applicazione del limite di 30 km/h, in deroga a quello ordinario di 50 km/h, su 258 km di strade della città di Bologna, raggruppate poi in 47 nuove Zone 30 diffuse in tutti i quartieri. Le strade e tratti di strada interessati sono gli stessi che il precedente provvedimento aveva trasformato da 50 a 30 km/h, avendo trovato conferma nell’istruttoria analitica svolta. Restano inoltre in vigore senza modifiche tutte le Zone 30 già esistenti prima dell’istituzione a gennaio 2024 della Città 30.

Tradotto in soldoni: per i cittadini non cambia nulla rispetto a prima. Cambia solo l’impianto giuridico del provvedimento per rispondere alla sentenza del TAR.

Nei prossimi giorni il Settore Mobilità Sostenibile del Comune di Bologna emanerà le ordinanze attuative della nuova Città 30 che, come detto, entreranno in vigore da lunedì 20 aprile 2026 per dare il tempo di adeguare la segnaletica e fornire la necessaria informazione alla cittadinanza. Fino al 20 aprile il limite di 30 km/h sarà applicato solo nelle zone 30 esistenti al 31 dicembre 2023.

Bologna nuova Città 30 dal 20 aprile 2026

BOLOGNA CITTÀ 30: IL BILANCIO DEL PRIMO BIENNIO

Intanto l’uscita del report 2025 su Bologna Città 30 ha permesso di tracciare per la prima volta un bilancio complessivo che ha messo a confronto i primi due anni del provvedimento (2024 e 2025) con il biennio precedente alla sua entrata in vigore. Ebbene, rispetto all’obiettivo primario di aumentare la sicurezza stradale, il provvedimento ha permesso finora di:

  • salvare 17 vite umane sulle strade di Bologna (da 39 a 22 morti nel confronto tra i due bienni, pari al -43,6%);
  • evitare a 348 persone di venire ferite, a volte anche in modo grave o permanente (da 4.848 a 4.500 feriti nel biennio, pari al -7,2%);
  • scongiurare 709 incidenti stradali, con minori danni a cose e/o persone e anche minori disagi per il traffico (da 5.653 a 4.944 nel biennio, pari al -12,5%).

Questi numeri si sono tradotti inoltre in un risparmio dei costi sociali da incidentalità stradale per la città di Bologna che sfiora i 66 milioni di euro. Motivo in più, quindi, per insistere su un provvedimento che magari porta qualche disagio in termini di traffico ma aumenta la sicurezza senza possibilità di smentita.

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