Bologna: la città 30 verrà davvero cancellata?

Bologna: la città 30 verrà davvero cancellata?

Bologna città 30 continua nonostante la decisione del TAR, ma alcune strade tornano per il momento al limite di 50 km/h. Scopri quali

 

Bologna città 30 continua nonostante la decisione del TAR, ma alcune strade tornano per il momento al limite di 50 km/h. Scopri quali

21 Gennaio 2026 - 16:00

A 24 ore dalla clamorosa sentenza del TAR dell’Emilia Romagna che ha cancellato gli atti istitutivi della Città 30 e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km/h, i cittadini di Bologna si chiedono cosa cambierà nell’atto pratico. Rimarranno le restrizioni o si tornerà ai vecchi limiti di 50 km/h? Il sindaco Matteo Lepore non ha dubbi: Bologna Città 30 va avanti, pur annunciando che contrariamente alle previsioni non presenterà ricorso contro la decisione del Tribunale amministrativo. Il provvedimento sarà tuttavia rimodulato recependo le indicazioni del TAR, entrando in una sorta di Fase 2.

BOLOGNA CITTÀ 30: COME SI È GIUNTI ALLA CANCELLAZIONE DELLE ORDINANZE

La questione è nota: dopo un primo pronunciamento favorevole da parte del TAR e il successivo rinvio operato dal Consiglio di Stato, il 20 gennaio 2026 la sentenza del Tribunale amministrativo dell’Emilia-Romagna pur ribadendo la legittimità “del singolo ente locale nell’adozione dei provvedimenti limitativi della circolazione stradale per il perseguimento delle scelte operate nella pianificazione del traffico“, ha annullato gli atti istitutivi della Città 30, nello specifico il Piano Particolareggiato del Traffico Urbano (PPTU) “Bologna Città 30” e le ordinanze istitutive delle zone in cui il limite di velocità è stato portato a 30 km orari, “fermi restando gli ulteriori provvedimenti che l’Amministrazione intenderà adottare“.

La sentenza è stata accolta con giubilo dal centro-destra, specie dal ministro dei Trasporti Salvini e dal capogruppo di FdI alla Camera Bignami, particolarmente interessato all’argomento in quanto bolognese di nascita, ma il sindaco Lepore del PD sembra voler tirare dritto senza nemmeno la necessità di ricorrere al Consiglio di Stato. Secondo il primo cittadino di Bologna per salvare la Città 30 basterà dettagliare i nuovi limiti “strada per strada“, come chiesto nella pronuncia del TAR e dalla direttiva del 2024 del MIT.

COMUNE DI BOLOGNA: “NOI IN REGOLA MA CI ADEGUEREMO ALLE INDICAZIONI DEL TAR”

In realtà il Comune di Bologna ritiene di avere già adottato una modalità di istituzione della misura supportato da una articolata e ampia istruttoria, coerente con il proprio contesto urbanistico, individuando per ogni strada almeno una delle condizioni che devono ricorrere per legittimare l’abbassamento del limite di 50 km/h, così da soddisfare il quadro normativo vigente. Tuttavia il TAR ha ritenuto tale modalità non conforme a quella proposta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che richiede una specifica produzione documentale “strada per strada“.

Il Comune di Bologna lavorerà quindi nelle prossime settimane per mettersi in regola predisponendo delle schede dettagliate per ogni strada oggetto del provvedimento, dopodiché emetterà i nuovi atti istitutivi della Città 30 secondo le indicazioni del TAR e del ministero.

STOP ALLA CITTÀ 30: COSA CAMBIA PER I BOLOGNESI?

Fino ad allora, ed è proprio quello che i bolognesi vogliono sapere, non tutte le strade oggi a 30 km/h torneranno a 50 km/h. Le zone 30 esistenti al 31 dicembre 2023, a partire dal centro storico, rimarranno attive, in quanto non interessate dalla sentenza del TAR.

Ecco l’elenco completo delle zone dove resta il limite di velocità massimo di 30 km/h:

Giorgione, Battindarno, Timavo e Piave, Sacco e Vanzetti, Turati, Treno, Scuole Savio, Mattei Martelli, Cirenaica, Garavaglia, Ex Mercato Ortofrutticolo, Saliceto, Pilastro, Centro Storico, Malvasia, Ruggi, Duse, Albertazzi, Faggiolo, Barozzi, Novaro-Pacinotti, Lincoln, La Pira, Ramenghi, San Ruffillo, Stalingrado, Stadio, Beverara, Sciesa, Ravone, Terrapieno, Montello, Gobetti, Galli Gherardi, San Mamolo laterali, Roveri, Olmetola, Bencivenni, Noce, Lavino, Ferroviere, Fonti, Barbieri, Piave, Siepelunga, Casaglia, Bentini, Parisio, Bergami, Bragaglia, Salvemini, Trattati Comunitari Europei, XXI Aprile, Azzurra, Lercaro, Emanuel, Carracci – Dall’Arca – De’ Maria, Bertalia, Cobianchi, Bertini.

Riassumendo, si torna per il momento alla situazione pre-istituzione della Città 30. Nelle parti della seguente mappa segnate in rosa (che dal 2024 erano passate al limite di 30 km/h) il limite viene nuovamente portato a 50 km/h, in quelle azzurre resta a 30.

Bologna città 30 cosa cambia

Resta solo da capire cosa fare con la segnaletica nelle strade dove invece i limiti torneranno (temporaneamente, secondo le intenzioni del sindaco) a 50 km/h. Su questo Lepore ha preso tempo: “Valuteremo eventuali interventi da realizzare, lo pianificheremo nelle prossime ore“.

PARTE LA FASE 2 DELLA CITTÀ 30

Nel contempo, l’Amministrazione sta mettendo in campo per il biennio 2026-27 le misure della Fase 2 di Bologna Città 30, tutte tese a garantire l’avanzamento degli obiettivi di sicurezza, vivibilità e qualità dello spazio pubblico comunale, a cominciare dal potenziamento degli interventi per la moderazione della velocità e la messa in sicurezza delle strade, nonché l’implementazione della segnaletica con un programma composto da differenti tipi di interventi. In particolare:

  • interventi su intere strade direttrici e su zone, mirati non solo alla moderazione della velocità ma anche alla riqualificazione dello spazio pubblico con l’inserimento di nuovi alberi e verde
    interventi puntuali su luoghi specifici che necessitano di un insieme di elementi di moderazione (attraversamento rialzato, illuminazione potenziata, segnaletica orizzontale, verticale e luminosa, ecc.);
  • interventi diffusi con l’inserimento di elementi che inducono a rallentare in particolare in corrispondenza di intersezioni o attraversamenti (nel 2026 si conta di intervenire in almeno 100 punti);
  • inserimento diffuso di dissuasori digitali luminosi che invitano a rallentare (già avviata l’installazione).

Questi interventi saranno realizzati in via prioritaria in strade ad alta frequentazione di pedoni e ciclisti, strade caratterizzate dalla presenza di asili, scuole, campi sportivi, parchi gioco, luoghi di culto, ospedali, musei e luoghi di lavoro con numero rilevante di addetti. Le risorse già stanziate nell’ambito del Programma triennale dei lavori pubblici 2025-2027 per gli interventi della Fase 2 ammontano a circa 16 milioni di euro, tra fondi comunali ed europei. Tra le diverse categorie di interventi sono compresi anche quelli per la ciclabilità e la riqualificazione dello spazio pubblico.

È inoltre in fase di elaborazione il progetto specifico ‘Angoli sicuri‘, mirato ad affrontare il problema degli angoli ciechi nei veicoli di grandi dimensioni per garantire una convivenza più sicura a tutti gli utilizzatori della strada. Anche attraverso lo studio dell’esperienza del Comune di Milano, si vogliono predisporre le azioni necessarie a far sì che particolari categorie di mezzi siano tenute a dotarsi di sensori tesi a segnalare la presenza di pedoni e ciclisti difficilmente visibili ai conducenti.

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