Richiamo Volkswagen: storia chiusa con la KBA. Facciamo il punto sul dieselgate
Dopo mesi di test e verifiche il KBA approva tutti i fix e presto inizieranno i richiami per le auto del Dieselgate in Europa, riassumiamo la vicenda
Dopo mesi di test e verifiche il KBA approva tutti i fix e presto inizieranno i richiami per le auto del Dieselgate in Europa
Dopo mesi di test e verifiche il KBA approva tutti i fix e presto inizieranno i richiami per le auto del Dieselgate in Europa, riassumiamo la vicenda
Mentre la questione Dieselgate negli Stati Uniti sta ancora procedendo al ritmo di una finale del campionato mondiale di scacchi, in Europa sembra essere arrivato il momento di scrivere l'epilogo di una delle più torbide storie dell'automobilismo moderno. Il KBA, la motorizzazione tedesca, ha dato via libera a al richiamo Volkswagen, approvando gli ultimi fix per le varie motorizzazioni coinvolte nello scandalo delle emissioni inquinanti. Riassumiamo quali sono le soluzioni approvate dall'ente tedesco e ripercorriamo di seguito le fasi della vicenda sul fronte europeo.
TUTTI I FIX PER L'EUROPA SONO STATI OMOLOGATI Sono circa 9 milioni le vetture a marchio Audi, Skoda e Volkswagen, per le quali il KBA ha approvato le soluzioni proposte da Wolfsburg per ripristinare le alterazioni ordite per truccare i dati relativi a consumi ed emissioni inquinanti. Dopo una sorta di braccio di ferro con il costruttore, la motorizzazione tedesca ha omologato definitivamente i correttivi proposti, via quindi ai richiami in tutta Europa; il Gruppo tedesco, secondo quanto riporta Autonews, ha dichiarato che i singoli brand inizieranno le attività di contatto per invitare i proprietari a portare le vetture presso i services autorizzati.
RETTIFICA SOFTWARE PER 1.2 TDI E 2.0 TDI La corsa di Volkswagen per trovare una soluzione ai “danni” causati dal cosiddetto Defeat Device è iniziata con la ricerca di un fix per il motore da 2.0 litri TDI della ormai famigerata famiglia di propulsori EA189 (Qui tutti i dettagli sul richiamo del 2.0 TDI). I tecnici tedeschi hanno messo a punto una modifica software, approvata in tempi ragionevolmente brevi dal KBA il quale già lo scorso aprile autorizzò una prima tranche di richiami per le VW Golf equipaggiate con questa unità. Medesimo intervento è riservato alla più piccola unità diesel, il 1.2 TDI (Puoi leggere tutti i dettagli del richiamo sul 1.2 TDI qui).
ANCHE LA MODIFICA DEL FILTRO ARIA PER IL 1.6 TDI Uno delle motorizzazioni EA189 più diffuse coinvolte nello scandalo è il 1.6 TDI per il quale l'approvazione del fix da parte del KBA non è stata per nulla semplice. Alla fine la soluzione ideale è stata trovata e omologata dalla motorizzazione e oltre a un aggiornamento al software di gestione prevede anche la modifica dell'airbox con l'inserimento di un nuovo componente filtrante. Le auto che dovranno essere sottoposte a questo intervento in Europa sono circa 2.6 milioni (Qui trovi tutti i dettagli del richiamo del 1.6 TDI VW).
RIACQUISTO DEI “VECCHI” 3.0 TDI NEGLI USA Il trucco sul motore V6 3.0 TDI è venuto alla luce per ultimo e soltanto dopo un gran polverone sollevato dall'Environmental Protection Agency, l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente. Il sei cilindri, adottato dai modelli dei segmenti premium del Gruppo, potrà essere ripristinato con un intervento software (Leggi come VW e gli USA hanno trovato un accordo sul 3.0 TDI). Per questa unità negli Stati uniti è stato raggiunto un accordo che prevede il buyback per i modelli più datati in quanto non possono essere ripristinati con il solo upgrade informatico.
DUE PESI E DUE MISURE TRA EUROPA E USA Tutti gli interventi previsti dal richiamo saranno effettuati a titolo gratuito, ma anche in questo caso è impossibile non considerare la differenza di trattamento tra la clientela europea, imbonita con gadget e contentini, e quella statunitense, per la quale si sta ancora trattando l'entità dei risarcimenti economici per proprietari delle vetture e gli eventuali riacquisti delle automobili coinvolte nello scandalo.