Dongfeng salverà Cassino? Colloqui aperti per rilevare la fabbrica Stellantis

Dongfeng salverà Cassino? Colloqui aperti per rilevare la fabbrica Stellantis

Dongfeng salverà Cassino? Analizziamo i rumors sulla trattativa e il possibile impatto sulla fabbrica laziale di Stellantis

 

Dongfeng salverà Cassino? Analizziamo i rumors sulla trattativa e il possibile impatto sulla fabbrica laziale di Stellantis

20 Aprile 2026 - 17:55

Il glorioso stabilimento di Cassino, costruito nel 1972 dalla Fiat e diventato poi prima di FCA e poi di Stellantis, potrebbe presto parlare ‘cinese‘. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha confermato infatti l’esistenza di trattative per l’acquisizione del sito da parte di Dongfeng Motor Corporation, o per lo meno di una collaborazione (ovviamente tra acquisizione e collaborazione c’è una bella differenza). La notizia giunge in un momento molto delicato per la fabbrica laziale, che nel primo trimestre di quest’anno è stata l’unica dell’universo Stellantis a chiudere pesantemente in negativo, perdendo il 37,4% di capacità produttiva rispetto all’anno scorso. Per questo l’arrivo di Dongfeng potrebbe rappresentare una medicina forse amara ma necessaria.

URSO APRE A DONGFENG: “BENVENUTI GLI STRANIERI CHE SCOMMETTONO SUL NOSTRO PAESE”

Intervenuto nei giorni scorsi a un evento sulla Motor Valley a Bologna, rispondendo a una domanda su eventuali colloqui di Stellantis con i cinesi di Dongfeng per occupare o acquisire uno stabilimento italiano e in particolare quello di Cassino. Urso ha detto il Governo “è aperto a investitori stranieri che intendessero scommettere sul nostro Paese”. Del resto già in passato, nell’ottica di tornare a un volume produttive di 1 milione di unità, il ministro non aveva escluso l’eventuale coinvolgimento di un secondo produttore diverso da Stellantis.

SINDACATI DISPONIBILI VERSO I CINESI: “IMPORTANTE RIPORTARE CASSINO A LIVELLI IMPORTANTI”

L’apertura di Urso all’arrivo dei cinesi a Cassino non è passata inosservata, provocando la reazione delle principali sigle sindacali. Che, diciamolo subito, pur di salvare lo stabilimento da un declino che appare quasi irreversibile, accoglierebbero di buon grado anche Dongfeng (il detto “Franza o Spagna, purché se magna” resta valido anche a distanza di secoli), ovviamente in presenza di un piano industriale ben definito.

Emblematiche, sotto quest’aspetto, le dichiarazioni di Mirko Marsella, segretario provinciale della Fim-Cisl, secondo cui “produrre eventuali modelli anche al di fuori di Alfa e Maserati non sarebbe un problema: l’importante è riportare lo stabilimento a produzioni importanti e a quello che merita“, mentre per Andrea Di Traglia della Fiom-Cgil “è bene che il ministro Urso chiarisca e chieda a Stellantis se lo stabilimento di Cassino ha un futuro così com’è configurato, oppure se ci siano davvero altri investitori interessati“, sollecitando la risposta prima del 21 maggio, quando il CEO Antonio Filosa annuncerà il nuovo piano industriale del gruppo.

Stellantis Cassino

CONSORZIO INDUSTRIALE DEL LAZIO: “FABBRICA CASSINO DEVE RESTARE NELL’AUTOMOTIVE”

Semaforo verde anche da Raffaele Trequattrini, commissario del Consorzio Industriale del Lazio, per il quale “se si trovasse un player internazionale importante, di qualsiasi nazionalità, pronto a rilanciare il progetto automotive, noi come Consorzio faremmo tutto il possibile per favorire l’operazione“.

L’unico paletto imposto è la non disgregazione del sito produttivo: per il Consorzio Industriale del Lazio “lo stabilimento di Cassino non deve essere venduto a pezzi, ma deve passare di mano a un soggetto in grado di portare avanti il settore dell’automotive. Solo qualora il settore dell’automotive non riuscisse a trovare un nuovo player, oppure Stellantis non se la sentisse di andare avanti, allora bisognerà trovare un’alternativa“.

Intanto che si chiacchiera, le buste paga dei dipendenti risultano pesantemente decurtate dal ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali, mentre l’indotto locale sta andando letteralmente a pezzi. Sempre nei giorni scorsi si è tenuto un incontro al ministero per discutere il futuro dei lavoratori delle società Logitech e Tecnoservice, le cui commesse per conto di Trasnova nei confronti di Stellantis cesseranno a fine mese. E poi saranno guai seri.

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