BYD, obiettivo trono mondiale: come e quando può sorpassare Toyota

BYD, obiettivo trono mondiale: come e quando può sorpassare Toyota

Il colosso cinese BYD mira a superare Toyota in cinque anni, pur senza fare affidamento sul mercato statunitense: la sfida è lanciata

 

Il colosso cinese BYD mira a superare Toyota in cinque anni, pur senza fare affidamento sul mercato statunitense: la sfida è lanciata

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16 Luglio 2026 - 10:43

BYD vuole sedersi sul trono della regina mondiale entro cinque anni: l’attuale leader di vendite di auto, Toyota, è avvisata. La dichiarazione d’intenti del colosso cinese arriva dal vicepresidente esecutivo Stella Li, secondo cui l’azienda del Dragone effettuerà il sorpasso pur senza accedere al mercato statunitense. La scommessa viene piazzata giocando sui tavoli di Cina, Europa (nonostante i dazi), America Latina, Sud-est asiatico e Australia, riporta il Financial Times.

I NUMERI DI BYD E TOYOTA

Nel 2025, Toyota ha consegnato 10,5 milioni di macchine a livello planetario (escludendo Daihatsu e Hino). Contro 4,55 milioni di BYD. Che, per il 2026, stima targhe comprese tra 5,0 e 5,5 milioni di unità, di cui 1,5 milioni destinate ai mercati esteri. Se ne ridiscuterà attorno al 2031.

Nel primo semestre 2026, la holding cinese ha venduto globalmente 1.777.321 auto, in calo del 16,1% su base annua, con consegne interne diminuite del 45,9% a 795.169 unità. Tuttavia, la crescita costante delle vendite oltreoceano potrebbe compensare il calo interno nella seconda metà dell’anno, dice CarNewsChina.

L’IRRESISTIBILE ASCESA DI BYD SUL PIANETA

A maggio 2021, Build Your Dreams ha infranto il muro del milione di auto immatricolate in tutto, per poi schizzare a 10 milioni a novembre 2024. Quindi, ora il gigante vola a 17 milioni di unità. Parliamo di NEV, veicoli a nuova energia. Essenzialmente cioè BEV (elettriche) e PHEV (termiche ibride plug-in): quindi un esercito di ricaricabili.

Se le prime possono già sfondare in mercati maturi, le seconde sono una sorta di ponte, lì dove il motore a benzina continua a essere rassicurante. Vedi Italia e Unione Europea. Non per niente, Bruxelles – dopo le barriere anti elettriche Made in China – sembra che pensi a tariffe anti PHEV prodotte nella nazione della Grande Muraglia.

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DAZI: VITTORIA CINESE E SCONFITTA UE

In quanto all’ostacolo delle tariffe UE sulle elettriche fatte in Cina, sin da subito BYD aveva dichiarato che quella misura avrebbe solo reso un po’ più lenta la diffusione delle BEV del Gruppo. Shenzhen si è comunque attrezzata in due modi.

Primo: fabbriche in Ungheria, così da aggirare la barriera, producendo auto Made By China a zero dazi. Secondo: una politica super aggressiva in termini di prezzi e offerte (come il leasing per privati). Trattasi di una cocente sconfitta per l’Unione Europea, dopo il Green Deal auto elettriche 2019 con ban termico 2035.

Tanto più che l’ex ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjártó, ha rassegnato le dimissioni dal Parlamento per assumere un ruolo dirigenziale in BYD. Questa mossa strategica avviene mentre il gigante cinese sta ultimando il suo primo stabilimento automobilistico europeo a Szeged, nel sud dell’Ungheria.

Durante il suo mandato governativo, Szijjártó è stato un fervente sostenitore degli investimenti cinesi nel settore dei veicoli elettrici, promuovendo attivamente la cooperazione economica tra Budapest e Pechino. Il suo passaggio al colosso automobilistico consolida il legame industriale tra l’Ungheria e il produttore cinese, rendendo il Paese un hub per l’espansione del marchio nel mercato del Vecchio Continente.

ENERGIA LOW COST CERCASI

Per la sua espansione sul globo terracqueo, BYD va a caccia di nazioni dove il costo dell’energia sia basso, come in Ungheria. Idem altri cinesi, che cercano spazio a Madrid e dintorni. Proprio per questo, l’Italia è al momento tagliata fuori: da noi il prezzo della fornitura per il settore industriale si attesta sui 205 €/MWh, mentre in Spagna e in Francia si scende rispettivamente a 90 €/MWh e 100 €/MWh.

INGLOBARE NUOVI MARCHI?

Stella Li ha affermato che BYD non ha bisogno di acquisire altri costruttori per superare Toyota, sebbene non si escluda l’acquisto di marchi di lusso europei qualora si presentasse un’opportunità adeguata: da tempo, ci sono voci su Maserati di Stellantis. Inoltre, il competitor di Tesla potrebbe acquisire le fabbriche auto tedesche (solo quelle più moderne), dopo che la Germania verde si è cacciata nei guai da sola, imponendo l’elettrico a tutta l’Unione Europea, e ora fronteggiando una crisi spaventosa.

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