FCA: Marchionne, manager fenomeno o abile stratega?

L'Amministratore Delegato di FCA e la sua azienda suscitano analisi diverse: la ragione è di chi enfatizza i successi o di chi addita le debolezze?

 
FCA: Marchionne, manager fenomeno o abile stratega? L'Amministratore Delegato di FCA e la sua azienda suscitano analisi diverse: la ragione è di chi enfatizza i successi o di chi addita le debolezze?

L'Amministratore Delegato di FCA e la sua azienda suscitano analisi diverse: la ragione è di chi enfatizza i successi o di chi addita le debolezze?

16 Aprile 2015 - 09:04

“Ha troppa fiducia nel mercato americano”, “gli obiettivi che ha indicato sono troppo alti” oppure “Jeep è un brand di richiamo mondiale” e “le azioni FCA hanno guadagnato molto”: dov'è la verità su Marchionne e FCA?

UN BILANCIO TUTTO SOMMATO POSITIVO – La FCA ha suscitato da subito scetticismo ma i risultati ottenuti finora non sono negativi, anzi. Marchione è stato accusato di essere un manager più incline ai giochi finanziari che alle attività industriali – si citano gli esempi del trasferimento della sede legale, la quotazione di Ferrari ed il contestuale “prelievo” di un paio di miliardi ma in realtà ha al suo attivo diversi modelli azzeccati, ad esempio le ultime Fiat 500X (leggi la prova su strada della Fiat 500X) e la Jeep Renegade, stracolma di sistemi di sicurezza avanzati Bosch che vi abbiamo mostrato in pista. Anche dal punto di vista finanziario ci sono indicatori positivi, come l'apprezzamento del 120% delle Azioni FCA alla Borsa di Milano o le vendite arrivate a 4,6 milioni di veicoli nel 2014, con un rialzo del 6,3% rispetto all'anno precedente. La situazione non ha, ovviamente, solo lati positivi: il margine operativo, un importante indicatore di redditività, è positivo – vale il 3,4% – ma inferiore a quello medio di altri concorrenti, che è stato calcolato essere intorno al 5,2%. Le cose miglioreranno? Una spinta positiva potrebbe venire dalle buone performances di vendita: a marzo FCA ha venduto in Europa 97.800 vetture (+15,7% rispetto ai dati di marzo 2014) salendo al 5,9% del mercato. I dati complessivi sono positivi un po' ovunque, ma FCA ha fatto meglio del mercato in Spagna, Francia, Italia e soprattutto in Germania, Paese nel quale ha totalizzato un +25,2% a fronte del 9% del mercato complessivo. Del resto la 500X, in vendita da Febbraio, a Marzo era già sul podio del suo segmento in Italia e la Ypsilon a marzo è stata la più venduta del segmento B.

IL REBUS DELLE ALLEANZE – Anche l'indebitamento è piuttosto elevato – FCA ha emesso in questi giorni un bond da 3 miliardi di dollari a 5 e a 8 anni anche per rifinanziare/rimborsare obbligazioni di FCA US – e la penetrazione nei mercati appare a macchia di leopardo, evidenziando per esempio l'importante lacuna del mercato asiatico. Anche FCA ha, come praticamente tutti gli altri car maker, interesse ad allearsi con altri costruttori, ampliando accordi che già ci sono, facendone altri e addirittura considerando dei merge. Si è parlato, per esempio, di una fusione con il gruppo PSA, interessante anche perché i franco-cinesi (in PSA ha una forte partecipazione Dongfeng) hanno una buona penetrazione in Asia. Un altro nome che ricorre è GM, un'alleanza che offrirebbe diversi vantaggi, in termini di copertura del mercato e ampiezza del catalogo, anche se a prezzo di tagli, inevitabili perché ci sarebbero sovrapposizioni nella gamma. Non si sa bene cosa pensare di queste nozze, anche perché le due società sono già state sposate e GM, 10 anni fa, ha pagato molti quattrini pur di separarsi da Fiat (a onor del vero FCA è molto diversa dalla Fiat di allora).

LA CARTA TEDESCA – Un altro nome che aleggia è quello di Volkswagen, il megagruppo tedesco che, nonostante la notorietà e la potenza, sta vivendo una stagione contradditoria. Non sono infatti sfuggiti i recenti dissapori fra i top manager del Gruppo, con Ferdinand Piëch che non nasconde le sue divergenze con Martin Winterkorn, AD del Gruppo. La ruggine è anche personale: Piech si è infuriato quando, nel 2013, ha letto su Handelsblatt le voci di una sua salute così precaria da fargli considerare l'ipotesi di passare la mano proprio a Winterkorn. Al di là delle insofferenze umane, Piech ha dichiarato di essere “molto lontano” dalla visione di Winterkorn, al quale imputa le grandi difficoltà che il Gruppo incontra negli USA, un mercato chiave ed in espansione. Il suo sogno, si dice, è lasciare soltanto quando la “macchia americana” sarà stata lavata e un'alleanza con FCA sarebbe l'ideale, vista la notorietà e il successo del brand negli States. Marchionne sembra stia parlando con tutti e gli interlocutori non sembrano molto ricettivi ma, si sa, nessuno scopre le sue carte. I fatti parlano di un gruppo VW piuttosto “scoperto” non solo negli USA ma anche nell'importante settore dei SUV compatti: la Tiguan ha bisogno di un rifacimento e la Tuareg è un po' antiquata e troppo grande. In effetti a Francoforte è attesa la seconda generazione della Tiguan mentre il SUV Seat dovrebbe apparire l'anno prossimo; nel frattempo le varie Juke, Qashqai, Captur, Mokka, Renegade e 500X festeggiano.

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