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Decreto Autovelox: ecco la lista degli 850 dispositivi non omologati
Il ministero delle Infrastrutture emana un decreto specifico che metterebbe in regola tre quarti degli autovelox, però non mette la parola fine al problema
Il ministero delle Infrastrutture emana un decreto specifico che metterebbe in regola tre quarti degli autovelox, però non mette la parola fine al problema
Autovelox in Italia: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto MIT 8 giugno 2026, che disciplina caratteristiche, requisiti e procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità degli strumenti. La misura è in vigore dal 12 luglio 2026. Con questo decreto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di Matteo Salvini cerca di risolvere la questione degli dispositivi non omologati, nata 34 anni fa. Alla fine, su 4.060 misuratori totali, 3.150 sarebbero in regola e 850 no (la lista alla fine dell’articolo). Usiamo il condizionale perché, a parer nostro (e non solo nostro), il problema non è chiuso ed è lecito attendersi un’ondata di ricorsi.
COME SI È ARRIVATI AL DECRETO AUTOVELOX
Il Codice della Strada, all’articolo 142 comma 6, stabilisce che le risultanze delle apparecchiature debitamente omologate costituiscono fonte di prova per la determinazione della velocità. Invece, i Comuni e altri gestori utilizzano gli strumenti grazie alla sola approvazione degli stessi, sostenendo che questa sia identica all’omologazione. Grazie a un vecchio parere ministeriale.
Ad aprile 2024, la Cassazione con ordinanza n. 10505 esclude l’equivalenza tra approvazione e omologazione, ribadendo come la seconda sia necessaria in base al Codice della Strada. Che è gerarchicamente superiore a un semplice parere.
Si scatena uno tsunami di ricorsi vincenti, tale da spingere il ministero ad attivarsi sino ad arrivare al decreto. Il quale ottiene anche il via libera da parte dell’Unione Europea.
DECRETO AUTOVELOX: I NOSTRI DUBBI SULL’OMOLOGAZIONE
Le disposizioni transitorie del decreto ministeriale recuperano gli autovelox già approvati e installati.
- In una prima categoria di strumenti, questi sarebbero conformi ai prototipi individuati nell’Allegato B del decreto: “si intendono omologati per tutti i fini” previsti dal nuovo provvedimento.
- C’è poi una seconda famiglia: autovelox approvati secondo la disciplina del decreto ministeriale 282 del 13 giugno 2017, ma non inseriti nell’Allegato B: i titolari possono chiedere l’omologazione dimostrando il rispetto dei requisiti di taratura e sottoponendo i dispositivi alle prove previste.
- Infine, un terzo insieme include i modelli approvati prima del decreto del 2017: serve l’integrazione della documentazione tecnica per un nuovo provvedimento di omologazione.
Quanti i velox dell’Allegato B? 3.150. Ma un decreto ministeriale può intervenire su una legge di rango superiore, ossia sul Codice della Strada? Ecco il guaio.
Abbiamo, oltre all’articolo 142, anche l’articolo 45 che distingue tra approvazione e omologazione. E il 192 del Regolamento del Codice che disciplina procedimenti diversi.

DOVE SI SPINGE IL DECRETO MINISTERIALE
Domanda: un decreto ministeriale può modificare una disposizione di legge? Secondo noi, no. Può attribuire retroattivamente a un precedente atto amministrativo una natura giuridica diversa da quella originaria? Secondo noi, no. Esiste una gerarchia delle fonti, tale per cui la legge (il Codice della Strada) è superiore sia ai pareri sia ai decreti ministeriali.
LA PALLA PASSA AI GIUDICI
Per ora i Comuni sorridono: si tratta di una sanatoria bell’e buona. Non resta che attendere. Anzitutto, molti automobilisti faranno ricorso ai Giudici di Pace: vedremo i magistrati cosa decideranno. E magari la patata bollente finirà di nuovo sul tavolo della Cassazione.
E per le vecchie multe? Non c’è niente da fare: denaro non recuperabile. Dal 1993, per 34 anni, i Comuni e gli altri gestori hanno rilevato infrazioni per eccesso di velocità (pericolose e da punire) con autovelox non omologati.
ALTRE MILLE REGOLE
In più, i Comuni e gli altri gestori devono rispettare una lunga serie di norme per impiegare in modo corretto i velox: la classificazione della strada, le condizioni per il controllo a distanza, ma anche gli eventuali atti della Prefettura, nonché la segnalazione, la visibilità, le distanze.
E poi la coerenza del limite di velocità e le ragioni di sicurezza stradale che inducono a piazzare lo strumento.
Senza dimenticare la taratura almeno annuale dei dispositivi: la Corte Costituzionale lo ha imposto. Come si evince, sono spesso i giudici a indicare la via per un impiego trasparente degli autovelox.
QUALI SONO GLI 850 AUTOVELOX NON OMOLOGATI
Non esiste una lista ufficiale dei circa 850 autovelox o altri dispositivi per il rilevamento della velocità non omologati in base al nuovo decreto. Ma esiste lo stesso un modo per verificare se, in caso di multa, l’apparecchio sia tra quelli regolari. Ecco come fare.
L’allegato B del decreto MIT 8 giugno 2026, in vigore dal successivo 12 luglio, considera automaticamente omologati i seguenti modelli di autovelox:
| Marca e Modello | Decreto Dirig. di Approvazione |
|---|---|
| Photored F17DR | n. 205 del 05/06/2026 |
| T-Expeed v. 2.0 | n. 180 del 18/05/2026 |
| Autovelox 106SE Radar | n. 179 del 12/05/2026 |
| EnVES Evo MD 1605 | n. 149 del 20/04/2026 |
| Celeritas Evo 1506 | n. 148 del 20/04/2026 |
| Trucam HD | n. 42 del 17/02/2026 |
| Telelaser Truspeed | n. 41 del 17/02/2026 |
| Trucam | n. 40 dell’17/02/2026 |
| Velomatic 512D | n. 39 del 17/02/2026 |
| EnVES Evo MVD 2005 | n. 38 del 17/02/2026 |
| Autovelox 106 | n. 476 del 09/12/2025 |
| Vrs-Evo-T12-5-R | n. 342 del 02/10/2025 |
| Velocar Red&Speed Evo-R | n. 342 del 02/10/2025 |
| Celeritas Mse 2021 | n. 401 del 19/08/2024 |
| Tutor 3.0 | n. 305 del 20/06/2024 |
| Vergilius Plus | n. 149 del 27/03/2024 |
| Celeritas Mvd 2022 | n. 290 del 25/07/2023 |
| Vrs Evo 2 | n. 271 dell’11/07/2023 |
| T-Exspeed | n. 236 del 05/06/2023 |
| K53800_Speed | n. 549 del 21/12/2021 |
| Tcs – Traffic Control System | n. 378 del 09/09/2021 |
| Autosc@N Speed | n. 356 del 18/08/2021 |
| Celeritas Mvd 2020 | n. 349 del 16/08/2021 |
| Aguia Red & Speed | n. 48 del 01/03/2021 |
| Velocar Red&Speed Evo M | n. 5240 del 31/08/2017 |
Bene, adesso che sappiamo quali sono i dispositivi omologati, per conoscere quelli NON omologati basta incrociare i dati con la Lista Dispositivi di rilevamento della velocità del MIT, realizzata dopo l’apposito censimento eseguito l’anno scorso, che riporta tutti i 4.058 apparecchi installati sulle strade italiane, con tanto di marchio e modello.
La verifica è semplice: se uno dei modelli di autovelox presenti nella lista del MIT non appare nell’elenco del nuovo decreto che abbiamo riportato in alto, allora non è omologato. E in questo caso la multa si può contestare (ricordiamo che le multe per eccesso di velocità comminate mediante dispositivi elettronici devono SEMPRE riportare il marchio/modello del dispositivo e il relativo decreto d’approvazione, pena la nullità).