Decreto omologazione autovelox: via libera dall’UE, adesso cosa succede? Autovelox italiano

Decreto omologazione autovelox: via libera dall’UE, adesso cosa succede?

Superati gli ultimi intoppi burocratici, il decreto omologazione autovelox sarà presto operativo. Ma risolverà davvero l'annosa questione?

 

Superati gli ultimi intoppi burocratici, il decreto omologazione autovelox sarà presto operativo. Ma risolverà davvero l'annosa questione?

6 Maggio 2026 - 15:45

La consultazione TRIS presso l’Unione Europea è terminata senza contestazioni o richieste di pareri, per cui non ci sono più ostacoli all’approvazione del Decreto omologazione autovelox, il testo normativo con cui il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti intende risolvere l’annosa questione che riguarda i dispositivi per l’accertamento delle violazioni dei limiti di velocità dei veicoli. Anche se c’è chi ritiene che anche questo decreto non risolverà un bel niente.

LA STORIA DEL DECRETO MIT SULL’OMOLOGAZIONE DEGLI AUTOVELOX

Per ripercorrere la storia del decreto del MIT sull’omologazione degli autovelox dobbiamo tornare indietro di 15 mesi, quando il ministero presentò un apposito schema di decreto per risolvere una volta per tutte la problematica dell’omologazione degli autovelox e di tutti gli altri dispositivi o sistemi per l’accertamento a distanza della violazione dei limiti di velocità, quindi anche Tutor, Scout Speed, ecc.

Questo schema di decreto, predisposto a seguito di un tavolo tecnico promosso dallo stesso MIT e al quale avevano partecipato il ministero dell’Interno, il MIMIT e l’ANCI, era composto da sette articoli e da un lungo allegato tecnico che conteneva le caratteristiche, i requisiti e le procedure di omologazione, taratura e verifica di funzionalità dei dispositivi e sistemi per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità ai sensi dell’art. 142 del Codice della Strada.

L’aspetto più importante del decreto riguardava l’articolo relativo alle disposizioni transitorie, in base al quale i dispositivi o sistemi approvati secondo quanto previsto dal decreto MIT n. 282 del 2017, essendo conformi alle disposizioni dell’allegato tecnico, dovevano ritenersi omologati d’ufficio. Tutti gli altri, invece, avrebbero dovuto seguire una procedura tassativa che prevedeva la disattivazione fino al completamento della stessa, affinché il titolare dell’approvazione di un dispositivo o sistema autovelox approvato prima dell’entrata in vigore del decreto n. 282/2017 potesse richiedere l’omologazione integrando la documentazione richiesta entro il termine di sei mesi.

DECRETO PRIMA IN STAND BY PER “APPROFONDIMENTI” E POI SBLOCCATO A BRUXELLES

La soluzione sembrava dunque trovata: tutti gli autovelox e dispositivi simili approvati dopo l’entrata in vigore del decreto MIT del 2017 sarebbero risultati omologati d’ufficio, quelli approvati precedentemente avrebbero potuto ottenere l’omologazione al termine di una procedura atta ad assicurare gli stessi livelli di affidabilità e precisione degli apparecchi, restando però nel frattempo spenti.

Tuttavia, il decreto si arenò nella fase di trasmissione a Bruxelles per le necessarie autorizzazioni, venendo sospeso dallo stesso MIT in quanto ritenuto bisognoso di “ulteriori approfondimenti”.

Lo scorso febbraio, però, dopo averlo riveduto e corretto tenendo anche conto degli esiti del censimento degli autovelox tenutosi a fine novembre 2025, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha riattivato l’iter per approvare il decreto sull’omologazione degli autovelox, trasmettendolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per la sua successiva notifica nelle sedi UE ai fini della procedura di consultazione TRIS, che comporta una clausola di stand still di 90 giorni.

TRIS, per la cronaca, è il sistema europeo di informazione sulle regolamentazioni tecniche da cui devono passare tutte le norme emanate dai Paesi dell’Unione Europea che hanno un diretto impatto sul mercato, al fine di consentire a tutti i soggetti potenzialmente interessati (imprese, associazioni di consumatori, altri Stati, ecc.) di esprimere le loro valutazioni, osservazioni e richieste. Solo dopo questa fase di pubblica consultazione, che dura appunto 90 giorni, lo schema di decreto può essere pubblicato, eventualmente con le modifiche richieste, sulla Gazzetta Ufficiale italiana.

Ebbene, in base alle ultime notizie la consultazione TRIS si è conclusa il 4 maggio 2026 senza reazioni. Pertanto, in assenza di commenti e di pareri circostanziati della Commissione UE e degli altri Stati membri, adesso il decreto può essere formalmente adottato. Quando accadrà? Probabilmente nelle prossime settimane, in tempo per l’inizio della stagione estiva.

Una volta che il decreto MIT sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dal 15° giorno successivo saranno considerati automaticamente omologati i seguenti modelli di autovelox:

Marca e Modello Decreto Dirig. di Approvazione
Autovelox 106 n. 476 del 09/12/2025
Vrs-Evo-T12-5-R n. 342 del 02/10/2025
Velocar Red&Speed Evo-R n. 342 del 02/10/2025
Celeritas Mse 2021 n. 401 del 19/08/2024
Tutor 3.0 n. 305 del 20/06/2024
Vergilius Plus n. 149 del 27/03/2024
Celeritas Mvd 2022 n. 290 del 25/07/2023
Vrs Evo 2 n. 271 dell’11/07/2023
T-Exspeed n. 236 del 05/06/2023
K53800_Speed n. 549 del 21/12/2021
Tcs – Traffic Control System n. 378 del 09/09/2021
Autosc@N Speed n. 356 del 18/08/2021
Celeritas Mvd 2020 n. 349 del 16/08/2021
Aguia Red & Speed n. 48 del 01/03/2021
Velocar Red&Speed Evo M n. 5240 del 31/08/2017

Come detto, per i dispositivi approvati prima del 2017 l’iter d’omologazione sarà invece più complesso. Tuttavia il nuovo schema di decreto prevede una procedura semplificata per le apparecchiature pre-2017 ma già dotate di documentazione idonea su taratura e test di laboratorio: in questi casi, per ottenere l’omologazione sarà sufficiente integrare la documentazione già presentata, attendendo poi il responso del ministero che dovrà esprimersi entro 60 giorni.

autovelox

QUALCHE DUBBIO SUL DECRETO DEL MIT

Il decreto del MIT di prossima approvazione sbroglierà davvero la matassa dell’omologazione degli autovelox? In teoria sì, ma tra i giuristi circola anche un’interpretazione (di cui SICURAUTO.it ha dato notizia pochi giorni fa) secondo cui il decreto salva-autovelox non risolverà proprio niente: questo perché la legge prevede che l’omologazione sia una procedura sostanziale e non possa essere sostituita da un semplice decreto amministrativo. Sarebbe invece necessario un apposito decreto del MIMIT che specifichi le regole dell’omologazione. A questo proposito la giurisprudenza ha già espresso pareri contrastanti, sottolineando comunque l’importanza di seguire le regole stabilite dal Codice della Strada.

Al massimo, dicono alcuni, il decreto del MIT potrebbe salvare i nuovi autovelox da installare in futuro. Resterebbe però aperta la questione dei vecchi apparecchi, quelli in uso da anni e mai omologati: il decreto può essere retroattivo andando a sanare le irregolarità dei dispositivi già esistenti? Se così fosse, si avrebbe una sorta di ‘condono’.

Ma se così non fosse, la giurisprudenza ordinaria potrebbe continuare a ritenere non validi i dispositivi che non hanno seguito un iter di omologazione conforme alla legge primaria, decreto o non decreto. Con tutte le inevitabili conseguenze in caso di ricorso.

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