Auto “dure” contro i pedoni: la FIA pressa i Costruttori sulla sicurezza

Gli ADAS aiutano ma la FIA insiste: sulle lesioni ai pedoni i costruttori devono intervenire sul cofano motore e la zona parabrezza per la sicurezza passiva

9 luglio 2019 - 10:42

Le strade sono tutt’altro che esenti da pericoli ed è per questo che la sicurezza è essenziale e deve riguardare tutti gli utenti della strada. Le automobili recenti sono piuttosto sicure perché combinano la sicurezza passiva con i dispositivi ADAS, come verificabile dalla Banca dati dei Crash test. La Federazione Internazionale dell’Automobile apprezza questi dispositivi di prevenzione ma ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza passiva, con riferimento agli urti con pedoni e ciclisti. Una recente Policy Position di FIA Region 1 ha infatti evidenziato che la protezione offerta ai Vulnerable Road Users in caso di urto è migliorabile. Infatti le auto sono dure contro i pedoni, soprattutto nella zona del cofano e del parabrezza.

REVISIONE BENVENUTA

FIA nomina il progetto della Commissione europea di modificare il Regolamento 78/2009, sull’omologazione dei veicoli a motore, e considera con favore i cambiamenti. Essi intendono infatti migliorare la protezione dei pedoni e di altri utenti vulnerabili della strada (VRU). La Federazione riconosce che il regolamento ha migliorato significativamente la sicurezza dei VRU ma le vittime rimangono troppo alte. Nel 2017 ben 5.313 pedoni e 2.024 ciclisti sono stati uccisi sulle strade europee. Se si rendesse vincolante per l’omologazione il risultato dei test di sicurezza oggi non influenti, come il bordo anteriore del cofano e il parabrezza, si potrebbero avere dei miglioramenti. FIA raccomanda quindi, per le autovetture (categoria M1) e i furgoni (N1), di modificare le norme di omologazione in modo che soddisfino i test Euro NCAP. Vediamo per esempio i Crash test della Tesla Model 3: che ha peraltro ottenuto il miglior risultato negli ultimi 20 anni, grazie anche ai suoi ADAS.

QUANDO L’AUTO È TROPPO DURA

Leggiamo però che “qualche problema è da attribuire alla zona di contatto fra la testa del pedone investito e il cofano”. In effetti queste parti appaiono troppo rigide e possono ferire gravemente gli utenti vulnerabili, fra i quali possiamo annoverare anche i motociclisti. La Model 3 ha ottenuto il 96% per protezione adulti, 86% per protezione dei bambini a bordo e il 94% per i Safety Assist. Valutazioni lusinghiere che si scontrano però con il 74% ottenuto nella valutazione della protezione dei pedoni. Anche l’ottima Seat Tarraco ha ceduto nel settore, evidenziando 97%, 84% e 79% rispettivamente con il 79% per i pedoni. Fanno meglio la Lexus UX (82%) e Mazda 3, Skoda Scala e VW T-Cross (81%) ma le altre auto testate nel 2019 sono tutte sotto l’80%.

PIÙ ADAS E PIÙ TEST

In questo quadro FIA propone inoltre che i veicoli M1/N1 debbano obbligatoriamente superare il test dell’impatto della testa sul parabrezza. La richiesta è inoltre di aumentare la velocità alla quale l’auto colpisce il dummy, che passa da 35 a 40 km/h. FIA vuole anche accelerare l’introduzione dei sistemi di sicurezza attivi che rilevano gli VRU. I test che devono essere superati per l’omologazione simulano l’impatto del paraurti con le gambe e quelli per la testa contro il cofano. Questi ultimi sono diversi per adulti e bambini mentre per le gambe abbiamo, oltre a quello sul paraurti, anche sul bordo fra frontale e cofano. Sono altresì richiesti, solo per controllo, quelli d’impatto per la parte superiore della gamba e per la testa dell’adulto contro il parabrezza. Essi vanno condotti in fase di omologazione ma un punteggio basso non inficia il rilascio del type-approval.

ATTENZIONE AL PARABREZZA

Si è visto, per esempio, che i ciclisti impattano più frequentemente il parabrezza e le aree dei montanti anteriori (A-Pillar) con la testa. FIA sottolinea quindi che la crescente diffusione dei sistemi di sicurezza attiva, comunque apprezzabile, deve integrare e non sostituire severi requisiti di sicurezza passiva. Il parabrezza è la più frequente origine di lesioni alla testa e queste sono l’80% di tutte le lesioni gravi e fatali per i pedoni. Dato che soltanto il 46% delle auto supera la soglia minima dei test è necessario fare di più per migliorare la sicurezza del parabrezza. Ricerche sulle lesioni hanno rilevato che il 53,2% dei pedoni subisce lesioni alla testa per velocità d’impatto inferiori a 40 km/h. Questa quota aumenta a 85,3% se la velocità supera i 40 km/h, donde la raccomandazione di FIA di eseguire i test a questa velocità.

MARGINI PERICOLOSI

Il centro del parabrezza è relativamente sicuro ma le parti periferiche, i montanti e il bordo del tetto sono più pericolosi. Il telaio del parabrezza è molto rigido perché è una parte strutturale importante, dato che il vetro partecipa poco alla rigidità della scocca. Gli impatti sul telaio e sui bordi del parabrezza non sono regolamentati: le norme assumono come zona test un’area del parabrezza ben distante dai bordi. FIA chiede quindi che la zona d’impatto della testa degli adulti arrivi alle aree dei montanti anteriori e al bordo del tetto. Proteggere queste zone non è facile ma si stanno studiando sistemi di protezione quali airbag da parabrezza, come quello della Volvo V40. La FIA definisce quindi prioritaria un’analisi costo-benefici di soluzioni per migliorare la sicurezza di queste zone. In Federazione si considera inoltre che le elettriche saranno facilitate nei test d’impatto frontale e sul cofano per l’assenza del motore, che facilita le strutture di assorbimento d’urto.

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