Doppio bonus mobili casa 2027 e zero per le auto: è giusto?
Il Governo vuole raddoppiare gli incentivi per i mobili della casa, mentre non c’è traccia di progetti a favore della domanda delle vetture
Il Governo vuole raddoppiare gli incentivi per i mobili della casa, mentre non c’è traccia di progetti a favore della domanda delle vetture
Con la Manovra 2027 il Governo propone due agevolazioni per arredare casa, e neanche un euro per gli incentivi auto. Il bonus mobili infatti verrebbe confermato con una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, per un risparmio potenziale di 2.500 euro, recuperabile in 10 anni (necessario aver avviato una ristrutturazione dal 1° gennaio 2026). Per i grandi elettrodomestici, previsto un voucher finanziato con 50 milioni di euro che potrebbe coprire fino al 30% della spesa, con importi differenziati in base all’Isee e obbligo di rottamare un apparecchio equivalente. Più una sfilza di bonus di vario genere per fiversi settori. È giusto che l’Esecutivo non stanzi risorse per la domanda di vetture nuove o usate? Parliamo dei classici bonus con sconto statale al momento dell’acquisto, spesso legato a rottamazione della macchina vecchia.
AUTO ELETTRICHE IN ITALIA: QUESTIONE EUROPEA
Va premesso che siamo un mercato del nuovo di Serie B in quanto ad auto elettriche rispetto ai big europei: una retrocessione che macchia in modo indelebile la storia della nazione, da sempre traino automotive UE. È arrivato un minimo di ossigeno dai bonus più recenti, ma la stragrande maggioranza degli italiani resta tagliata fuori dalla transizione energetica e dalla mobilità moderna, mentre il Continente avanza.
Con ricadute negative su sicurezza stradale, ambiente, costi sociali, polizze Rca. Senza contare l’immagine: un parco circolante vetusto che sfigura in un Paese così meraviglioso.
NO AI SOLITI BONUS USA E GETTA
La seconda considerazione di partenza è che gli incentivi col click day generano solo tensioni a livello di mercato: soldi bruciati in poche ore, consumatori a bocca asciutta, campagna delle Case che invecchiano in 15 minuti per la fine degli incentivi dati col contagocce. Sono fondi bocciati anche dalla Corte dei Conti.

COSA SERVE
Occorre piuttosto un piano straordinario pluriennale per il nuovo elettrico o a basse emissioni, e per l’usato. Gli incentivi devono essere semplici. Il piano dovrebbe prevedere contributi differenziati in base alle emissioni di CO2 del veicolo acquistato e alla rottamazione di auto più inquinanti. Servono inoltre regole chiare, valide per tutto il periodo, senza continue modifiche che disorientano consumatori e concessionari.
Un programma di questo tipo darebbe certezze alle famiglie e una prospettiva concreta all’industria, con un ritorno allo Stato sotto forma di IVA incassata. Soprattutto, renderebbe la transizione ecologica una politica di inclusione sociale, anziché un’opportunità riservata a chi può permettersela.
BONUS AUTO USATE: CIOÈ?
Quando si parla di incentivi per le auto usate, ci si riferisce a contributi statali pensati per agevolare l’acquisto di vetture di seconda mano di recente immatricolazione e a basse emissioni (come elettriche, ibride o Euro 6), a fronte della rottamazione di un vecchio veicolo inquinante.
L’obiettivo di questa misura è rendere il rinnovo del parco circolante accessibile anche a chi non dispone del budget necessario per acquistare un’auto nuova, estendendo i benefici ambientali e di sicurezza a una platea molto più ampia di cittadini.