Doppio bonus mobili casa 2027 e zero per le auto: è giusto?

Doppio bonus mobili casa 2027 e zero per le auto: è giusto?

Il Governo vuole raddoppiare gli incentivi per i mobili della casa, mentre non c’è traccia di progetti a favore della domanda delle vetture

 

Il Governo vuole raddoppiare gli incentivi per i mobili della casa, mentre non c’è traccia di progetti a favore della domanda delle vetture

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5 Novembre 2026 - 15:50

Con la Manovra 2027 il Governo propone due agevolazioni per arredare casa, e neanche un euro per gli incentivi auto. Il bonus mobili infatti verrebbe confermato con una detrazione Irpef del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, per un risparmio potenziale di 2.500 euro, recuperabile in 10 anni (necessario aver avviato una ristrutturazione dal 1° gennaio 2026). Per i grandi elettrodomestici, previsto un voucher finanziato con 50 milioni di euro che potrebbe coprire fino al 30% della spesa, con importi differenziati in base all’Isee e obbligo di rottamare un apparecchio equivalente. Più una sfilza di bonus di vario genere per fiversi settori. È giusto che l’Esecutivo non stanzi risorse per la domanda di vetture nuove o usate? Parliamo dei classici bonus con sconto statale al momento dell’acquisto, spesso legato a rottamazione della macchina vecchia.

AUTO ELETTRICHE IN ITALIA: QUESTIONE EUROPEA

Va premesso che siamo un mercato del nuovo di Serie B in quanto ad auto elettriche rispetto ai big europei: una retrocessione che macchia in modo indelebile la storia della nazione, da sempre traino automotive UE. È arrivato un minimo di ossigeno dai bonus più recenti, ma la stragrande maggioranza degli italiani resta tagliata fuori dalla transizione energetica e dalla mobilità moderna, mentre il Continente avanza.

Con ricadute negative su sicurezza stradale, ambiente, costi sociali, polizze Rca. Senza contare l’immagine: un parco circolante vetusto che sfigura in un Paese così meraviglioso.

NO AI SOLITI BONUS USA E GETTA

La seconda considerazione di partenza è che gli incentivi col click day generano solo tensioni a livello di mercato: soldi bruciati in poche ore, consumatori a bocca asciutta, campagna delle Case che invecchiano in 15 minuti per la fine degli incentivi dati col contagocce. Sono fondi bocciati anche dalla Corte dei Conti.

Chiavi auto e soldi

COSA SERVE

Occorre piuttosto un piano straordinario pluriennale per il nuovo elettrico o a basse emissioni, e per l’usato. Gli incentivi devono essere semplici. Il piano dovrebbe prevedere contributi differenziati in base alle emissioni di CO2 del veicolo acquistato e alla rottamazione di auto più inquinanti. Servono inoltre regole chiare, valide per tutto il periodo, senza continue modifiche che disorientano consumatori e concessionari.

Un programma di questo tipo darebbe certezze alle famiglie e una prospettiva concreta all’industria, con un ritorno allo Stato sotto forma di IVA incassata. Soprattutto, renderebbe la transizione ecologica una politica di inclusione sociale, anziché un’opportunità riservata a chi può permettersela.

BONUS AUTO USATE: CIOÈ?

Quando si parla di incentivi per le auto usate, ci si riferisce a contributi statali pensati per agevolare l’acquisto di vetture di seconda mano di recente immatricolazione e a basse emissioni (come elettriche, ibride o Euro 6), a fronte della rottamazione di un vecchio veicolo inquinante.

L’obiettivo di questa misura è rendere il rinnovo del parco circolante accessibile anche a chi non dispone del budget necessario per acquistare un’auto nuova, estendendo i benefici ambientali e di sicurezza a una platea molto più ampia di cittadini.

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