Airbag difettosi: lo scandalo globale fa fallire Takata

Fallita Takata l'azienda del settore airbag più grande al mondo: da richiamare ancora 25 milioni di auto

27 giugno 2017 - 12:13

La situazione era critica ormai da anni e alla fine è precipitata: Takata, il player globale nel settore degli airbag e dei sistemi di ritenzione, ha attivato la procedura per la bankruptcy. Oltre al fallimento, Takata proverà anche l'onta della vendita: dopo una serie di trattative, voci incontrollate e persino accuse di spionaggio (leggi della spy story fra Takata e Autoliv), è arrivata infatti la notizia della vendita all'azienda sino-americana Key Safety Systems. Finisce così una storia iniziata nel 1933 e che era culminata nella conquista del primo posto globale nel settore degli airbag.

CADUTA A PRECIPIZIO La stampa americana non ha dubbi: quella di Takata è una rovinosa fall from grace, un dalle “stelle alle stalle” fragoroso quanto inaspettato fino a 10 anni fa. La catarsi finale di questo dramma industriale ma anche umano, vista la scia di morti e feriti che si lascia dietro, si è svolta da pochissimo, quando il fornitore giapponese Takata ha depositato gli atti della procedura di fallimento Stati Uniti e in Giappone.

Takata ha anche comunicato di aver raggiunto contestualmente un accordo per vendere la maggior parte dei suoi asset a Key Safety Systems, basata a Sterling Heights (Detroit), per 1,59 miliardi di dollari. La vendita degli asset deve ancora essere approvata: per gli Stati Uniti è competente la Bankruptcy Court di Wilmington, Delaware.

BUON VISO A CATTIVO GIOCO Il compratore sembra far parte di una contorta ma inesorabile Nemesi storica: anche se la maggior parte dei richiami riguarda costruttori giapponesi (leggi che le Honda coinvolte salgono a 1,3 milioni), anche le Big Three USA hanno milioni di auto da richiamare e sono tutte basate nella zona di Detroit. Il Presidente e CEO di Takata, Shigehisa Takada, si è dichiarato, a nostro parere in maniera incongrua, soddisfatto (leggi di Takada che rimane al suo posto per salvare l'Azienda): “KSS è lo sponsor ideale nell'affrontare i costi legati ai richiami dei gonfiatori degli airbag e un partner ottimale per i clienti, i fornitori e i dipendenti della società. L'attività combinata dei 2 Gruppi sarà ben posizionata per un successo a lungo termine nell'industria automobilistica globale”.

Un ottimismo più fondato si legge nello statement di Jason Luo, Presidente e CEO di Key Safety Systems: “Anche se Takata è stata colpita dal richiamo globale del airbag, la potenza che viene dal suo personale qualificato, della sua diffusione globale, dei suoi eccezionali sistemi di sterzo e dei suoi prodotti di sicurezza, come le cinture, rimane invariata”.

UN MARCHIO GLORIOSO GESTITO MALE Takata, nata come detto nel 1933 in Giappone, ha iniziato come industria tessile producendo paracadute, cime di sicurezza e altri prodotti tessili, diventando uno dei più grandi produttori di cinture di sicurezza e airbag del mondo. Quasi tutte le Case mondiali, asiatiche, tedesche e statunitensi hanno usato i prodotti Takata, come testimoniato dall'elenco delle case coinvolte pubblicato dalla National Highway Traffic Safety Administration: esso parte da Acura e prosegue fino a Volkswagen. Takata ha riconosciuto come i suoi dipendenti sapessero dei potenziali problemi degli inflater già dai primi anni 2000. La Società ha inoltre ammesso di aver manipolato i dati dei suoi test per convincere le Case a comprare i suoi airbag invece di quelli di altri Produttori. Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha inoltre accusato i manager Shinichi Tanaka, Hideo Nakajima e Tsuneo Chikaraishi per frode ma essi risiedono in Giappone e non sono comparsi di fronte alla Corte statunitense.

 KSS, che è di proprietà del gruppo cinese Joyson Electronic e ha impianti ovunque, compreso uno in Via degli Esplosivi (!) a Colleferro, nasce nel 1916 e ha fornito anche i volanti per le Ford Model T. Nel corso della sua storia ha acquisito marchi come Klippan, Bendix, Momo e la sua esperienza ha portato consiglio, dato che non acquisirà le attività di Takata connesse al nitrato di ammonio, il principale indiziato della pericolosità degli airbag Takata (leggi che anche se Takata ha abbandonato il nitrato di ammonio i richiami sono cresciuti a dismisura). Takata ha comunicato che smantellerà gli impianti che lo lavorano, ma ormai è tardi.

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