Credit: Autocar
Fiat Koala: com’è fatta la nuova citycar che vuole emulare la Panda
Dopo il successo storico della Panda, Fiat potrebbe provarci col nome Koala: ecco di che vettura si tratterebbe
Dopo il successo storico della Panda, Fiat potrebbe provarci col nome Koala: ecco di che vettura si tratterebbe
Nel futuro della mobilità urbana a zero emissioni di Fiat, potrebbe esserci un nome del tutto inedito: Koala. Il brand torinese starebbe infatti lavorando a una nuova vettura elettrica d’accesso, pensata per presidiare la fascia base del mercato occupando lo stesso segmento della futura Citroën 2 CV. A delineare lo scenario è stata la testata britannica Autocar, rilanciando le indicazioni diffuse dall’amministratore delegato della società italiana, Arnaud Belloni, durante il Salone di Parigi. Se il progetto dovesse confermare la denominazione provvisoria, la Casa proseguirebbe la tradizione dei nomi d’ispirazione faunistica, puntando su un modello compatto, e strettamente legato alla strategia di sinergia e condivisione di piattaforme del Gruppo Stellantis. Sull’onda del successo storico della Panda. E anche in scia alla Grizzly (senza contare la minicar Topolino).
FIAT KOALA: NO A “CANNIBALISMI” NEL GRUPPO
François Leboine, responsabile del centro stile, ha chiarito che il nuovo modello Fiat si trova nel medesimo stadio progettuale della 2 CV. La scelta del brand torinese di non esporlo nella capitale francese mira, con ogni probabilità, a evitare di oscurare il lancio casalingo della cugina d’Oltralpe.
La citycar a zero emissioni della Fiat condividerà l’architettura tecnica pensata per le EV low cost con la futura erede della Citroën 2 CV. Il progetto fa parte della nuova classe di vetture urbane E-Car promossa dall’Unione Europea e pensa al lancio sul mercato entro il 2028, con un prezzo d’attacco stimato attorno ai 15.000 euro. Salvo variazioni strategiche dell’ultimo minuto, l’assemblaggio del modello sarà affidato al polo campano di Pomigliano d’Arco, impianto che attualmente realizza la Fiat Panda e che ospiterà le linee dell’Alfa Romeo Tonale fino al prossimo anno.
KOALA ENTRO I 4 METRI
Linee squadrate e impronta compatta: la futura Fiat Koala si conterrà entro i quattro metri di lunghezza per un peso complessivo vicino alla tonnellata, ricalcando le proporzioni della cugina firmata Citroën.
L’impostazione stilistica, tuttavia, prenderà una strada autonoma. Prendendo come riferimento l’unica ricostruzione grafica finora diffusa – dichiaratamente ispirata alla concept Ippo (foto giù) -, le affinità estetiche tra i due modelli sembrano limitarsi alla sagoma sporgente dei proiettori anteriori.
Il modello italiano avrà forme più spigolose e geometriche, una scelta progettuale mirata a massimizzare l’abitabilità interna e la capacità di carico in dimensioni ridotte: L’obiettivo è contenere massa e listino finale, garantendo al contempo l’agilità e l’autonomia necessarie per la mobilità urbana quotidiana.

IN STILE KEI CAR GIAPPONESE
Un mezzo, la Koala, che si ispira al modello che regola le kei car giapponesi (rappresentano il 40% del mercato nipponico) ed è pensato per ridurre i prezzi, spingendo la transizione di massa verso i veicoli elettrici.
Sebbene la categoria europea – proposta per la prima volta da Stellantis e dal Gruppo Renault nel luglio 2025 – non sia stata ancora convertita in legge, diversi costruttori l’hanno definita fondamentale per garantire un futuro alla produzione automobilistica europea.
LA KOALA POTREBBE PIACERE PER TRE MOTIVI
- Non cerca di essere la solita vettura curva e omologata. Ha un’identità forte e distintiva, che si fa notare subito.
- Le forme squadrate e i volumi cubici massimizzano lo spazio interno mantenendo dimensioni esterne ridotte. È un design pragmatico, dove la forma segue la funzione.
- I fari a matrice di pixel quadrati sporgenti regalano un look moderno e un po’ “arcade/videogame”, molto apprezzato dai designer contemporanei. Dettagli come la scritta “Koala” impressa direttamente sulla lamiera della portiera e i passaruota in plastica grezza le danno un’aria simpatica, robusta e sbarazzina, perfetta per la città.
POTREBBE NON PIACERE PER TRE RAGIONI
- La carrozzeria alta, stretta e “a scatola” tende a farla sembrare poco slanciata o sproporzionata rispetto a un’auto tradizionale.
- Il paraurti anteriore e la fascia protettiva inferiore in plastica nera occupano molto spazio visivo, dando un senso di auto essenziale o “spartana”.
- I gruppi ottici squadrati che sporgono dal muso rompono la fluidità delle linee, risultando potenzialmente sgraziati a chi preferisce un design più armonioso e filante.