Acquisto auto online
Ricambi auto online: dal 19 giugno 2026 nuove regole sul diritto di recesso
Scopri cosa cambia nell'acquisto di ricambi auto online con le nuove regole per il diritto di recesso in vigore dal 19 giugno 2026
Scopri cosa cambia nell'acquisto di ricambi auto online con le nuove regole per il diritto di recesso in vigore dal 19 giugno 2026
Comprare ricambi e accessori auto sul web, rendersi conto che non sono compatibili e volerli restituire è uno scenario all’ordine del giorno per migliaia di automobilisti e appassionati di fai-da-te. A partire dal 19 giugno 2026, tuttavia, l’esperienza del “ripensamento” digitale cambia radicalmente, diventando più semplice. Entrano infatti in vigore le nuove disposizioni del Codice del Consumo che impongono a tutti i siti di e-commerce una procedura standardizzata e immediata per esercitare il diritto di recesso. Una svolta che, restando in ambito automotive, impatta da vicino sia i portali specializzati nella vendita di componenti, sia i canali digitali dei costruttori e dei concessionari di veicoli.
LA RIVOLUZIONE DEL DIRITTO DI RECESSO ONLINE IN DUE PASSAGGI
La novità principale, introdotta con l’articolo 54-bis del Codice del Consumo (introdotto con il recepimento della Direttiva UE 2023/2673), non modifica i termini temporali del recesso – che restano fissati a 14 giorni dall’acquisizione fisica del bene – bensì la modalità con cui i consumatori possono esercitarlo. Fino ad oggi, molti siti di e-commerce richiedevano passaggi burocratici piuttosto complessi, come l’invio di raccomandate A/R o email a indirizzi dedicati, oppure la compilazione di moduli PDF da stampare e scansionare.
Dal 19 giugno 2026 (per i contratti conclusi dal 20 giugno 2026) tutto questo diventa illegale. I portali di vendita devono obbligatoriamente presentare sulla propria interfaccia una funzione digitale chiara e visibile, identificabile non necessariamente con un pulsante nel senso grafico del termine o con un rettangolo colorato da incastrare nell’interfaccia, quanto da un percorso digitale strutturato che accompagni il consumatore dalla richiesta alla conferma. La procedura deve completarsi in soli due passaggi:
- nel primo, l’utente compila online una dichiarazione con il proprio nome, gli estremi che identificano il contratto e l’indirizzo elettronico sul quale desidera ricevere la conferma. Questa funzione va segnalata con le parole “recedere dal contratto qui” (o simile) e deve restare visibile e raggiungibile per tutto il tempo in cui il diritto è esercitabile;
- nel secondo passaggio, il venditore propone un passaggio di conferma, contrassegnato dalla dicitura “conferma recesso” o equivalente. Subito dopo è tenuto a recapitare al consumatore, su supporto durevole, un avviso di ricevimento che riporti il contenuto della richiesta insieme alla data e all’ora di trasmissione.
Ed è proprio quest’ultimo dettaglio a fare la differenza rispetto al passato. La ricevuta digitale fissa infatti nero su bianco il momento esatto in cui il recesso è stato comunicato, e con esso fa partire i termini per il rimborso, senza il rischio di equivoci (prima, molto spesso, c’era solo la parola del cliente contro quella del servizio d’assistenza).
COSA CAMBIA PER LA VENDITA DI RICAMBI E ACCESSORI AUTO
Il mercato dell’e-commerce di ricambi, pneumatici e accessori per veicoli è uno dei settori che subisce il maggiore impatto da questa normativa. Trattandosi di beni standardizzati acquistati da cataloghi digitali, i ricambi auto rientrano appieno nella categoria di prodotti coperti dal diritto di recesso. I grandi portali di e-commerce e i negozi digitali minori devono adeguare tempestivamente i propri siti web e le proprie applicazioni per includere la nuova funzione “in due passaggi“. Questa semplificazione elimina le barriere che spesso scoraggiavano gli acquirenti meno esperti, spaventati dalla complessità di dover gestire un reso burocratico in caso di errore nella scelta del pezzo di ricambio.
Restano escluse dall’obbligo della nuova funzione di recesso solo le transazioni business (acquisti effettuati da meccanici o carrozzieri con Partita IVA) e i pochissimi casi di componenti creati su misura o personalizzati in modo univoco per il cliente, per i quali il diritto di recesso non è previsto dalla legge. A proposito, sei proprio sicuro di conoscere la differenza tra ricambi usati, ricondizionati, revisionati e rigenerati?

L’IMPATTO SULLA VENDITA ONLINE DI AUTOMOBILI
Per quanto riguarda il mercato dei veicoli, l’applicazione della nuova norma dipende strettamente dalla modalità con cui si perfeziona il contratto di compravendita. Se l’acquisto dell’automobile avviene tramite un processo di “e-commerce puro” – in cui il cliente seleziona il modello, configura gli optional, salda l’importo o sottoscrive digitalmente il finanziamento interamente da casa – ci si trova di fronte a un vero e proprio contratto a distanza. In questo scenario, i portali dei costruttori o dei grandi dealer devono integrare la nuova funzione di recesso online, garantendo al consumatore la possibilità di ripensarci entro i 14 giorni successivi alla consegna fisica dell’auto (spesso associata a limiti chilometrici prefissati).
Al contrario, la regola non si applica se il sito web viene utilizzato come semplice strumento di “lead generation” o prenotazione. Se l’utente si limita a versare una caparra online per bloccare il veicolo o prenotare un test drive, ma si reca poi fisicamente nello showroom della concessionaria per firmare i documenti contrattuali definitivi, la vendita si considera conclusa nei locali commerciali. In quest’ultimo caso, il diritto di recesso per gli acquisti online non sussiste e i venditori non sono tenuti a inserire alcuna funzione di recesso digitale sulle loro piattaforme.