Auto elettriche: in caso di panne la necessità di traino sale del 30%

Quali sono le cause di panne più frequenti per le auto elettriche? I dati di Europe Assistance e AXA Partners Italia sulle richieste di soccorso in Italia

28 maggio 2022 - 12:45

Dopo aver sfatato il mito delle auto elettriche che fanno meno km delle ICE, abbiamo voluto capire quali sono i guasti più frequenti che hanno portato ad una richiesta di soccorso i proprietari di auto elettriche e plug-in italiani negli ultimi anni. Lo abbiamo chiesto a due dei principali operatori del settore: Europ Assistance e AXA Partners Italia. Entrambe le aziende ci hanno aiutato a chiarire molte curiosità inaspettate nell’ambito del report di SicurAUTO.it Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori che abbiamo presentato ad Autopromotec 2022. Grazie a questi dati, inediti ed esclusivi, abbiamo scoperto numerose e interessanti novità su questo settore, ad esempio: è più facile ripartire con un’auto elettrica o una tradizionale in caso di panne?

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DEL REPORT

Questo è solo uno degli oltre 40 approfondimenti che compongono il report “Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori” realizzato da SicurAUTO.it con il supporto dei nostri sponsor LKQ RHIAG, Arval e Repower.

Il report pubblica originali infografiche con le differenze di manutenzione ordinaria tra 25 vetture elettriche, ibride e tradizionali, nonché dati e analisi inediti grazie alla collaborazione di società leader del settore automotive, tra cui: Europ Assistance, Unipol Sai, McKinsey, Deloitte, GiPA, Axa Partners Italia, Generali, Allianz, CARUSO e Cobat.

Lo studio si arricchisce di interviste esclusive che hanno visto gli esperti di ANFIA, ADIRA, AICA / EGEA, CLEPA, FIGIEFA, FIA, ACEA E AIRC / FEDERCARROZZIERI, rispondere alle nostre domande sui trend e le sfide più significative che l’industria automotive sta già affrontando e si ritroverà a fronteggiare nei prossimi anni con la crescente diffusione delle auto connesse ed elettrificate.

AUTO ELETTRICHE, LA BATTERIA 12 V NON È MENO IMPORTANTE

La batteria 12 V è il problema più frequente che porta ad una richiesta di panne anche per le auto elettriche e plug-in. Una conferma che fa il pari con l’indagine esclusiva sui guasti più frequenti registrati delle auto elettrificate della flotta a noleggio di ARVAL e le informazioni ricevute da LKQ RHIAG tramite la sua rete di officine. La batteria che sulle auto ICE serve ad avviare il motore e alimentare i sistemi di bordo nelle fasi di Start&Stop, sulle auto elettriche conserva la sua funzione primaria. Nella maggior parte delle auto elettriche infatti, alla comune batteria da 12 V (AGM o EFB, scopri qui le differenze) sono demandate le seguenti funzioni:

– gestione del computer di bordo e del sistema di ricarica della batteria ad alta tensione;

– alimentazione luci interne;

– funzionamento del sistema infotainment e navigatore GPS;

– fornitura di energia ai sistemi di assistenza alla guida;

– sblocco porte;

– alimentazione allarme;

– funzionamento tergicristalli, freni di servizio, servofreno e freno di stazionamento;

Nei piani di manutenzione della Dacia Spring e della Renault ZOE, che abbiamo analizzato e confrontato con le rispettive “gemelle” ICE, è addirittura consigliata la sostituzione della batteria 12 V ogni 4 anni. Questa è la conferma che i conducenti di EV dovrebbero preoccuparsi di controllare frequentemente anche la batteria di servizio a 12 V e la sua autonomia residua per non restare in panne. Ma in viaggio, quante e quali sono le panne più frequenti delle auto elettriche e plug-in in Italia? Ecco i dati di Europ Assistance e AXA Partners Italia ai paragrafi successivi.

LE PANNE PIU’ FREQUENTI ALLE AUTO ELETTRICHE E IBRIDE SECONDO EUROP ASSISTANCE

Contrariamente a quanto si possa immaginare, le panne di auto elettriche causate dalla batteria riguardano nel 99% dei casi quella ausiliaria a 12 V e non quella di trazione. Tuttavia, cresce anche l’attenzione alle richieste di ricarica in emergenza sul posto delle auto elettriche rimaste senza autonomia residua. “Il servizio di ricarica è disponibile in due modalità. La prima è quella di emergenza che viene effettuata attraverso un ‘booster’ dai nostri partner nelle 12 principali aree metropolitane italiane”, ci spiega Marco Baldoli, Chief Auto Officer di Europ Assistance Italy. “La seconda, attraverso una partnership con il provider E-Gap su Milano, Roma, Bologna e Torino, con il quale forniamo una ricarica completa sul posto in corrente continua ad alta potenza”. Dai dati ottenuti in esclusiva da SicurAUTO.it, relativi al triennio 2019 – 2021, emerge che:

– il 49,8% delle auto ibride ripartono dopo un intervento sul posto (ROS – Repair on Spot);

– le ICE sono invece in grado di riprendere il viaggio nel 38,6% dei casi;

– le auto elettriche solo nel 20,8%.

Di conseguenza, le auto elettriche che sono state rimorchiate in officina (o a casa) sono ben il 79,2% e prevalgono sulle auto ibride (50,2%) e ICE (61,4%). C’è da dire che il numero di interventi totali del campione analizzato per SicurAUTO.it da Europ Assistance mostra come le elettriche siano ancora una minoranza e pertanto serviranno alcuni anni per avere delle statistiche più affidabili.

Andando più nello specifico, ecco il dettaglio delle panne più frequenti di auto elettriche (EV) e ibride (HEV) confrontate con le auto tradizionali (ICE) che hanno richiesto il soccorso ad Europ Assistance (totale aggregato delle richieste: oltre 139.000).

Riguardo alla formazione PES PAV, Baldoli dichiara che “oltre ai corsi e alle certificazioni di cui è dotato il 100% della nostra rete, per poter operare su sistemi elettrici anche in tensione, teniamo sia online che in presenza corsi di aggiornamento svolti con le principali Case costruttrici”. In caso d’incidente o incendio di un’auto elettrica, secondo Europ Assistance resta di primaria importanza l’intervento dei Vigili del Fuoco, successivamente “le attività che prevedono la stabilizzazione del veicolo e messa in sicurezza sono codificate in appositi protocolli legati agli scenari incidentali”, continua Baldoli. “Quando il veicolo viene portato in deposito questo deve essere messo in sicurezza avendo cura di verificare che la batteria ad Alto Voltaggio sia scollegata con avvenuta scarica degli eventuali condensatori. Inoltre occorrerà delimitare lo spazio intorno al veicolo parcato lasciando una distanza di sicurezza che può arrivare fino a 15 metri. Le due fasi consentono di gestire in sicurezza il deposito di un’auto elettrica presso i centri dei nostri partner, che dovrà essere effettuato secondo quanto riportato dai manuali di ciascuna Casa costruttrice”.

I vigili del fuoco sono sempre impegnati anche durante le attività di trasporto dell’auto? “Nel caso in cui il veicolo elettrico incidentato non abbia evidenti danneggiamenti, o segni di incendio e surriscaldamento delle batterie, i VVFF potrebbero ‘deliberare’ la trasportabilità del veicolo e, dopo il ricovero del mezzo in area idonea del deposito, possono ritornare con termoscanner per verificare che la temperatura delle batterie/sistema di alimentazione sia sotto controllo o serva ulteriore intervento”. Vi è mai capitato di soccorrere un’auto elettrica incendiata o che la stessa prendesse fuoco durante le operazioni di soccorso? “Non abbiamo questo dato in dettaglio. Dai confronti con la rete è emerso che negli ultimi anni i casi sono di sole poche unità”.

TRAINO VS RIPARAZIONE SUL POSTO DELLE AUTO ELETTRICHE SECONDO AXA PARTNERS ITALIA

“La mancanza sul territorio di una rete capillare di ricarica aumenta l’esigenza di soccorso stradale per batterie scariche in Norvegia”, ci spiega la nota di Finans Norge che Alessia Zampa, Head of External Communication di AXA Partners Italia, ci ha girato prima di rispondere ad alcune delle nostre domande. “A volte i guidatori, leggendo le indicazioni fornite dalle case automobilistiche, non considerano alcuni fattori come lo stile di guida, gli accessori in utilizzo, lo stato degli pneumatici, la guida in modalità ECO in autostrada, etc.”, continua la nota. Interessante notare come in Norvegia nel 2021 ci sono state ben 43.225 missioni di soccorso stradale in più rispetto al 2020 (+ 20%).

Con il crescente numero di auto elettriche sulle strade, aumenta la necessità di caricare le batterie e trasportare auto con batteria scarica. Ritrovarsi con un’auto senza benzina o diesel lontano dalla stazione di servizio più vicina è considerato un classico”. Ora è anche degno di nota, dice Finans Norge, “che le persone si ritrovino con le batterie scariche in un’auto elettrica”. Tornando ai dati di AXA Partners Italia, l’azienda è stata più generica e non ha fornito uno spaccato differenziato delle panne per motorizzazione, secondo i dati aggregati le cause principali di soccorso nel quadriennio 2018 – 2021 sono state:

Batteria 12 V;

Pneumatici;

Esaurimento carburante;

Problemi al motore e agli organi di trazione;

Chiavi chiuse nell’abitacolo;

Dai dati ottenuti da SicurAUTO.it, emerge che nel 2021, soltanto il 21,32% dei clienti AXA Partners Italia, proprietari di auto elettriche e ibride plug-in, sono ripartiti dopo un intervento sul posto, dato piuttosto simile alle ICE (21,0%). C’è da dire che questo risultato potrebbe essere influenzato dalla preparazione dell’operatore che interviene sul posto. AXA Partners Italia dichiara che ad oggi “il 59% degli operatori è certificato PES-PAV. L’attuale percentuale sopperisce alla nostra richiesta per volume e capillarità. Il nostro network è comunque preparato per intervenire in caso di batteria al litio”.

Se il motivo della panne è dovuto alla batteria ad alta tensione scarica, AXA Partners Italia offre un servizio di ricarica sul posto su Roma, Bologna, Torino e Milano. Nel caso di intervento su veicoli elettrici post incidente “la gestione del soccorso segue il processo definito dal training dei veicoli elettrici – es. fuoriuscita di liquidi, stacco batterie di propulsione, etc – e quando scarichiamo la vettura seguiamo le istruzioni fornite dall’accettatore stesso affinché il parcheggio del veicolo avvenga in sicurezza e lontano da altre fonti di rischio”. Vi è mai capitato di soccorrere un’auto elettrica incendiata o che la stessa prendesse fuoco durante le operazioni di soccorso? “Non ci risultano casi come questi che siano stati registrati a seguito di un nostro soccorso”.

LE AUTO CONNESSE AIUTERANNO IL SOCCORSO STRADALE

Anche le auto connesse cambieranno il modello di business dei servizi di manutenzione grazie ai Neutral Server. Ma non solo, il server CARUSO ha lanciato di recente un innovativo servizio per alcuni Automobil Club europei impegnati nel soccorso stradale. Oggi l’utente che richiede assistenza deve fornire svariate informazioni e spesso, magari a causa dello stress, è impreparato su: quale numero chiamare, l’eventuale prodotto assicurativo acquistato; luogo e modello dell’auto; e soprattutto non è in grado di dare dettagli specifici/utili sul tipo di guasto o problema che si verifica.

La slide sopra, che abbiamo ottenuto in anteprima, mostra come queste informazioni siano oggi potenzialmente in grado di arrivare in automatico verso il servizio di assistenza connesso. Grazie ai dati trasmessi dalle auto connesse, il provider potrà conoscere preventivamente, e in modo diretto, le anomalie registrate dall’auto e sapere quale tipo di ricambio potrebbe essere necessario, aumentando così la probabilità di riparazione sul posto, senza necessità di traino in officina.

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