Quali Case auto sono già connesse al neutral server CARUSO?

Ecco quali Case auto condividono già i dati delle loro auto connesse e perché per i fornitori di servizi saranno una preziosa fonte di guadagni

28 maggio 2022 - 11:20

Le auto connesse crescono sempre di più, anche se all’ombra delle auto elettrificate, e da queste dipenderà il futuro del post vendita e dell’Independent Aftermarket. Oggi la maggior parte delle nuove auto, a prescindere dalla motorizzazione (ICE, Hybrid o EV), è in grado di immagazzinare dati tecnici e di guida, che possono essere acquisiti dai Neutral Server in base agli accordi con i Costruttori auto. Questi “convogliatori” li raccolgono, elaborano e cedono ad altri utilizzatori, come Assicurazioni, Officine, Sviluppatori di Software, etc. In questo flusso di dati intangibile il proprietario del veicolo è sempre il detentore dei dati, anche se secondo la FIA, intervistata da SicurAUTO.it, non sempre è a conoscenza dei suoi diritti e doveri  quando acquista un’auto connessa nuova o usata, ecco perché sarà regolamentato meglio dal Data-Act annunciato dalla Commissione europea. Ma oggi quanto sono influenti i Neutral Server sul futuro dell’automotive e quali opportunità offrono agli operatori indipendenti? Lo abbiamo chiesto a Gwenael de Calan, Head of Sales di CARUSO, il Neutral Server impegnato attivamente in progetti per la manutenzione auto connesse in aftermarket e l’assistenza stradale. L’occasione è stata utile per scoprire cosa sia cambiato rispetto a 3 anni fa, quando lo intervistammo per la prima volta.

Quali sono gli ultimi aggiornamenti normativi sulle auto connesse? E’ stato fatto qualche passo avanti sullo standard univoco e la privacy degli utenti?

“La novità principale è la comunicazione del Data Act da parte della Commissione Europea e la conferma che ci sarà un’ulteriore norma specifica per l’automotive. Questo va nella direzione giusta e dovrebbe facilitare l’accesso ai dati OE delle auto connesse. La GDPR stessa non è un ostacolo alla condivisione dei dati dalle auto connesse. È più il modo in cui alcuni OEM (non tutti) hanno interpretato la legge e implementato il loro processo di consenso, che è un problema. Riteniamo che la norma specifica per il settore automobilistico dovrebbe affrontare questo problema”.

Tra i vostri clienti ci sono solo i Costruttori autoveicoli o si sono aggiunti anche altri provider di servizi? Qual è in quota % l’adesione delle case auto rispetto agli altri?

“Attualmente i nostri fornitori di dati sono solo gli OEMs. Dal lato dell’utilizzatore dei dati abbiamo una gamma piuttosto ampia di aziende interessate ai dati: assicurazioni, flotte, club automobilistici, etc. I costruttori ad oggi affiliati a CARUSO sono Audi, BMW, Daimler, Ford, KIA, Porsche, Renault e Stellantis. Stiamo anche discutendo con altri 5 marchi che potrebbero diventare disponibili tramite CARUSO entro la fine di quest’anno. C’è molto interesse anche da parte delle Compagnie di Assicurazioni, abbiamo già diversi grandi assicuratori tedeschi come clienti e siamo anche in contatto con compagnie assicurative in Francia, Italia e Regno Unito”.

Cooperate già con reti di officine, produttori di componentistica automotive e ricambi?

“Per quanto riguarda le officine di riparazione indipendenti, ci sono 2 sfide principali: la maggior parte non è pronta per la digitalizzazione in generale, inoltre servono auto che hanno in media 8-10 anni e che non sono ancora connesse. Dare accesso ai dati provenienti dalle auto connesse alle officine è una delle nostre massime priorità, per questo abbiamo avviato l’iniziativa Repdate. Insieme ai distributori di ricambi vogliamo aiutare le officine indipendenti a prepararsi per la digitalizzazione e l’accesso ai dati dalle auto connesse”.

Quali/quanti sono i dati anonimi che un neutral server può tracciare e trasmettere ai clienti? Quali sono più richiesti dai vostri clienti?

“Finora l’obiettivo principale di CARUSO sono stati i dati basati su VIN delle singole auto. Abbiamo appena iniziato a offrire alcuni dati anonimizzati, su richiesta di uno specifico OEM. Tuttavia questa non è la nostra attività principale. Lo ‘use case’ definisce i dati e la frequenza di raccolta associata che sono necessari. Un gestore di flotte non cerca gli stessi dati di una compagnia di assicurazioni o di un’officina. In generale si può dire che c’è una forte domanda di chilometraggio, geolocalizzazione, livello del carburante (o stato di carica per i veicoli elettrici), DTCs e spie, oltre a tutti i dati relativi agli incidenti”.

TUTTI GLI APPROFONDIMENTI DEL REPORT

Questo è solo uno degli oltre 40 approfondimenti che compongono il report “Auto elettriche e connesse: impatto su aftermarket e consumatori” realizzato da SicurAUTO.it con il supporto dei nostri sponsor LKQ RHIAG, Arval e Repower.

Il report pubblica originali infografiche con le differenze di manutenzione ordinaria tra 25 vetture elettriche, ibride e tradizionali, nonché dati e analisi inediti grazie alla collaborazione di società leader del settore automotive, tra cui: Europ Assistance, Unipol Sai, McKinsey, Deloitte, GiPA, Axa Partners Italia, Generali, Allianz, CARUSO e Cobat.

Lo studio si arricchisce di interviste esclusive che hanno visto gli esperti di ANFIA, ADIRA, AICA / EGEA, CLEPA, FIGIEFA, FIA, ACEA E AIRC / FEDERCARROZZIERI, rispondere alle nostre domande sui trend e le sfide più significative che l’industria automotive sta già affrontando e si ritroverà a fronteggiare nei prossimi anni con la crescente diffusione delle auto connesse ed elettrificate.

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