Accordo UE-Cina sui prezzi auto elettriche: come stanno le cose?
L'accordo UE-Cina sui dazi delle auto elettriche, dato quasi per fatto, in realtà è ancora incerto. Scopri gli sviluppi e la posizione delle parti in causa
L'accordo UE-Cina sui dazi delle auto elettriche, dato quasi per fatto, in realtà è ancora incerto. Scopri gli sviluppi e la posizione delle parti in causa
Nelle ultime ore si era sparsa la voce di un accordo imminente tra UE e Cina sulla questione dei dazi sulle auto elettriche cinesi, ma a quanto pare la soluzione non è così vicina, sebbene i negoziati procedano già da mesi. L’annuncio della svolta con Bruxelles era giunta da fonti cinesi parlando dell’introduzione di prezzi minimi per rispettare le condizioni di parità con la concorrenza europea. In breve tempo, però, l’UE ha negato l’accordo, precisando di aver solamente condiviso un documento che fornisce degli orientamenti agli esportatori cinesi.
I DAZI UE SULL’IMPORT DI AUTO CINESI ELETTRICHE
Come molti ricorderanno, il 31 ottobre 2024 la Commissione europea ha imposto dazi aggiuntivi sull’import nell’UE di auto elettriche prodotte in Cina, con tariffe variabili in base al livello di collaborazione dei produttori cinesi nel corso dell’inchiesta anti-dumping condotta da Bruxelles. Ad esempio BYD ha subito un dazio del 17%, SAIC del 35,3%, mentre Geely se l’è cavata con il 18,8% (in tutti i casi da aggiungere al 10% di tariffa doganale standard). L’obiettivo era contrastare il presunto dumping derivante dai sussidi statali cinesi, che, in base ai risultati dell’indagine, hanno permesso ai produttori di offrire veicoli a prezzi inferiori rispetto ai concorrenti europei, danneggiando l’industria locale.
La decisione non è stata presa a cuor leggero, sia per il timore di rappresaglie da parte di Pechino, che infatti ha risposto applicando dazi su diversi prodotti europei, che per l’opposizione di alcuni Paesi membri tra cui la Germania, contraria ai dazi considerato che le case automobilistiche tedesche dipendono fortemente dal mercato cinese.
CINA ANNUNCIA ACCORDO CON UE, MA È TROPPO PRESTO
Dopo l’introduzione dei dazi, la Cina ha messo in atto diverse iniziative per risolvere la questione, puntando a cancellare le tariffe doganali e proponendo invece un prezzo minimo per le auto elettriche esportate, così da proteggere le Case auto europee senza penalizzare troppo quelle cinesi. Nel contempo alcuni costruttori del Dragone, a cominciare da BYD, si sono attrezzati per produrre direttamente in Europa e aggirare legalmente i dazi. C’è da dire che considerando il livello di penetrazione delle BEV cinesi sul mercato europeo anche dopo i dazi, ci sarebbero tante domande da fare sull’efficacia del protezionismo…
In questo contesto, non più tardi di 24 ore fa, il ministero del Commercio cinese ha dato conto degli ultimi sviluppi della trattativa con Bruxelles annunciando forse troppo frettolosamente un ‘accordo‘ sull’export di auto elettriche in Europa, spiegando che l’UE aveva pubblicato un “Documento di orientamento sulla presentazione delle domande di impegno sui prezzi“, confermando l’adesione al principio di “non discriminazione” e applicando “gli stessi standard giuridici a ciascuna domanda”, in conformità con le norme dell’Organizzazione mondiale del commercio“.
Allo stesso tempo, sempre secondo Pechino, l’Unione Europea avrebbe condotto “valutazioni in modo obiettivo e imparziale“, rispettando “pienamente lo spirito del dialogo e i risultati delle consultazioni” bilaterali. Uno scenario, unito alla volontà delle parti “di risolvere adeguatamente le divergenze attraverso il dialogo e la consultazione” e “di preservare la stabilità della filiera e della catena di fornitura dell’industria automobilistica tra Cina e UE e a livello globale“, che ha alimentato l’ipotesi di svolta.

UE GELA PECHINO: “NESSUN ACCORDO, ABBIAMO FORNITO SOLO DEGLI ORIENTAMENTI”
Tuttavia, a stretto giro di posta, l’Unione Europea ha smorzato gli entusiasmi parlando soltanto di “orientamenti“, cioè indicazioni. Il portavoce della Commissione europea per il Commercio, Olof Gill ha precisato infatti che “il documento che abbiamo pubblicato vuole fornire orientamenti, e nulla di più, agli esportatori cinesi che potrebbero valutare la presentazione di offerte di impegno sui prezzi per le esportazioni di veicoli elettrici a batteria verso l’UE, attualmente soggette a dazi compensativi. Agli inizi di dicembre, la Commissione ha avviato un’indagine di riesame intermedio per esaminare un’offerta di impegno sui prezzi e, per questo, abbiamo ritenuto che il momento fosse maturo per pubblicare queste linee guida, in modo che eventuali ulteriori offerte abbiano un quadro molto chiaro entro cui essere costruite“.
Bruxelles ha comunque ribadito la sua disponibilità a valutare alternative ai dazi, ma sempre per “ristabilire condizioni di parità, niente di più. È questo che stiamo cercando: equità e condizioni di concorrenza leale“. Al momento la Commissione ha ricevuto “un’offerta, da un’azienda, per un modello specifico” ed è pronta a valutare altre proposte, a condizione che “affrontino in modo adeguato il vantaggio competitivo sleale” e dimostrino di essere “realizzabili in pratica“. In altri termini, i passi in avanti ci sono stati ma il processo negoziale è ancora lungo.