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Officine autorizzate o indipendenti: quali preferiscono gli italiani?

Se l’automobile ha un problema, molti non sanno dove ripararla. La scelta è fra officine autorizzate e indipendenti: cosa pensano gli automobilisti?

23 aprile 2019 - 19:19

I tagliandi in garanzia si devono fare nelle officine ufficiali, pena la decadenza della garanzia stessa”: fino al 2002 questo era un dogma inscalfibile. Sappiamo cosa è successo: il Dlgs 20/2002, che recepiva una direttiva comunitaria voluta da Mario Monti, consentiva ai riparatori indipendenti di operare anche in garanzia. In questo modo si mettevano in concorrenza le officine indipendenti, quelle ufficiali e quelle autorizzate, tutte equivalenti per questi tipi di lavorazione. Perché l’intervento non invalidi la garanzia le officine aftermarket devono seguire le schede tecniche delle Case usando ricambi originali o di qualità equivalente (vedi il video sotto per conoscerne le differenze). A questo punto i consumatori hanno potuto scegliere e visto fenomeni nuovi. Pensiamo al rafforzamento – se non alla creazione tout court – di network di officine sotto l’ombrello di marchi aftermarket.

Articolo aggiornato l’8 maggio 2019, con i dati per l’Italia su fonte GiPA

PRO E CONTRO

Nomi come Midas (in Italia già nel 1995), Rhiag, Bosch e Magneti Marelli hanno affiliato officine curandone immagine, allestimento e formazione. Gli automobilisti hanno gradito, anche perché le riparazioni dagli indipendenti, affiliati o no a un network, mediamente costano di meno. La manodopera più economica e i ricambi marchiati dal componentista oppure alternativi ma di qualità equivalente permettono infatti un certo risparmio. A questo possiamo aggiungere una maggiore capillarità, evidenziata anche da FIGIEFA per tutelare gli automobilisti, un approccio più amichevole e diretto e una maggiore “agilità”. Fra i fattori di debolezza citiamo una differenza a volte troppo marcata nella professionalità, soprattutto per le officine non affiliate ad una rete.

COSA SUCCEDE ALL’ESTERO

Un altro svantaggio deriva dall’accesso ai dati: le Case dovrebbero metterli a disposizione ma spesso fanno ostruzionismo e li danno con ritardo. Stiamo anche assistendo ad una vera e propria chiusura, con FCA che blocca le centraline alle officine indipendenti a meno che esse non abbiano le diagnosi ufficiali. Non è facile trovare indagini ad hoc sul gradimento delle officine indipendenti rispetto a quelle ufficiali. L’inglese Automotive Management l’anno scorso ha pubblicato uno studio sulle preferenze degli automobilisti del Regno Unito: il 70% di loro preferisce gli indipendenti. Il sondaggio chiedeva ai partecipanti di giustificare le loro scelte elencando i vantaggi e gli intervistati hanno elencato vari fattori. Fra quelli più importanti: prezzi più bassi, la possibilità di contrattare e anche il sostegno economico che si poteva dare a una realtà locale.

E IN ITALIA?

Grazie alla consueta gentilezza di Marc Aguettaz, Country Manager Italy di GiPA (noto centro studi del settore automotive) abbiamo ricevuto i dati più recenti sugli interventi nelle officine IAM sul totale degli interventi avvenuti in Italia: “Ad oggi 2019, la quota IAM sul totale ingressi in officina, senza le garanzie, è del 75%. L’OES (Original Equipment Services) è passato dal 34% del 2009 al 25% dell’ultimo studio appena prodotto (2019). Quasi tutta l’erosione della quota è avvenuta tra 2009 e 2012 (27%). Le quote si sono stabilizzate negli ultimi 3 anni”. Fonte: studio ATO (Annual Trend Observatory) GiPA.

LE FRECCE ALL’ARCO DELLE RETI UFFICIALI

Un certo rilievo veniva anche dato a caratteristiche quali un rapporto più immediato e su misura, l’onestà e l’affidabilità insieme alla vicinanza e la possibilità di parlare con il riparatore. Fra i motivi che facevano preferire l’assistenza ufficiale citiamo la specializzazione per il marchio e il modello e una possibile miglior qualità del lavoro. A questi aspetti si sono sommati la possibilità avere i ricambi già in magazzino, l’auto di cortesia e il timbro ufficiale sul libretto di servizio. Anche l’Australia apprezza gli indipendenti: su 1500 proprietari l’86% si fida del proprio meccanico. Il 78% ritiene importante il rapporto con il riparatore, il 71% pensa che esso scelga bene i ricambi e al 68% piace che il titolare lavori sulle auto. Per quel che riguarda l’Italia possiamo citare un sondaggio di Panorama riguardo il servizio clienti, esteso a molte categorie di prodotto.

UNA RETE ITALIANA APPREZZATA

Nel settore “Officine Auto e Pneumatici”, dopo Euromaster e Michelin troviamo proprio la rete Checkstar di Magneti Marelli. Ricordiamo che questo network ha stretto accordi con Brembo per la manutenzione dei freni delle auto. Capiamo quindi che la professionalità e l’esperienza contano ma anche il rapporto umano e la vicinanza sono importanti, aspetti che le reti ufficiali dovrebbero migliorare. Un sondaggio del 2011 di Ossevatorio Autopromotec, quindi prima del Dlgs citato, riferiva di una fedeltà alle reti ufficiali rapidamente decrescente con l’età dell’auto. Se dopo il 1° anno era all’85%, scendeva al 71% al 2° anno e valeva il 56%  e il 48% al 3° e 4° anno rispettivamente. Notiamo che anche in questa indagine era indicato il rapporto diretto, il prezzo e la capillarità come i motivi principali per “mettere le corna” al service ufficiale.

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