FCA blocca le centraline: niente diagnosi per le officine?

Sulle Fiat 500L, 500X e Jeep Renegade non si può azzerare la spia del tagliando. CNA denuncia, ma Fiat la pensa diversamente

5 aprile 2019 - 17:00

Le auto del futuro non avranno bisogno di andare in officina per fare la diagnosi auto grazie alla manutenzione predittiva che previene l’insorgere di guasti. Un’evoluzione delle prossime centraline auto che già oggi pare stia creando qualche problema alla rete di autoriparatori indipendenti. Le più recenti centraline elettroniche di Fiat 500X, 500L e Jeep Renegade (ma potrebbero non essere solo queste e relative solo ad FCA) risultano inaccessibili e “blindate” all’autoriparatore, a meno di utilizzare le attrezzature ufficiali del Costruttore dell’auto. E’ un problema molto attuale sollevato da CNA Autoriparazione (Confederazione Nazionale dell’Artigianato), che ha reso noto il problema con una lettere indirizzata ad FCA allegata qui sotto. Gli autoriparatori si chiedono perché sulle auto più recenti non sia possibile, come sulle auto precedenti, azzerare il service tagliando ed accedere alla centralina motore. Ecco cosa abbiamo scoperto contattando FCA per cercare di fare chiarezza sulle difficoltà degli autoriparatori con la diagnosi delle centraline più inaccessibili.

SGAMBETTO INVOLONTARIO?

L’evoluzione tecnologica delle auto nell’ultimo decennio riporta alla mente un vecchio spot televisivo: “per pitturare una parete grande ci vuole un pennello grande”. Anche se la necessità di “blindare” le centraline motore di alcuni modelli suona per gli autoriparatori indipendenti come uno sgambetto delle Case Costruttrici. Un problema che, viste le quote del parco circolante, sembra più sentito con alcune auto del gruppo FCA (Fiat 500X, Fiat 500L e Jeep Renegade quelle sino adesso segnalate).

LA DIFFICOLTA’ DI “REGISTRARE” IL TAGLIANDO

Fino ai modelli di qualche anno fa per fare la diagnosi della centralina ECU del motore (letture e reset) bastava un’apparecchiatura di diagnosi aggiornata, ma non per forza della Casa. Ora invece l’evoluzione delle centraline e dei sistemi che la stessa gestisce ha richiesto una sofisticazione tecnica che ad oggi richiederebbe solo attrezzature approvate dal Costruttore. Nel frattempo le aziende specializzate in strumenti diagnostici non stanno a guardare, ma andiamo per gradi e capiamo a cosa sono dovuti questi blocchi.

LA LETTERA DI CNA A FIAT

Il problema delle centraline motore inaccessibili anche per eseguire un semplice tagliando e resettare il service tagliando è riassunto nell’estratto della lettera di CNA. “Il mondo dell’automotive è in continuo fermento, modelli sempre più sofisticati, tecnologie innovative e sistemi di diagnostica sempre più all’avanguardia già oggi rappresentano una realtà. […] Ma nonostante gli sforzi profusi tra costi, norme e burocrazia c’è chi, a dispetto delle regole, non perde occasione per condizionare il mercato della riparazione. Il riferimento è a FCA (FIAT) la quale ha attivato un blocco inibitore sulla centralina motore della Fiat 500L e Fiat 500X non permettendo l’accesso ad officine indipendenti, seppur dotate di tutta la strumentazione necessaria, per l’azzeramento o lo spegnimento di spie dopo aver effettuato lavorazioni anche banali”.

COS’E’ CAMBIATO NELLA COMPLESSITA’ DI UNA SPIA

Secondo quanto ci spiega FCA quello che per le officine risulta un blocco è in realtà una necessità tecnica di portare informazioni potenzialmente sensibili a un livello di sicurezza maggiore. Un cambiamento che nel prossimo futuro riguarderà sempre più modelli di auto anche di altri Costruttori. Cerchiamo di capire cosa è cambiato senza scendere in tecnicismi. Se prima la spia del tagliando, ad esempio, era legata ad un banale contatore di km, oggi dietro la stessa spia ci sono più informazioni. Tanto per citarne una, la qualità dell’olio, lo stile di guida, eccetera. Secondo quanto abbiamo potuto raccogliere, oggi l’accesso a questi dati è stato portato a un livello di sicurezza superiore. Questo ha ristretto le possibilità che anche un malintenzionato possa accedere alla centralina senza le autorizzazioni del Costruttore. Autorizzazioni (procedure tecniche e attrezzature) che ad oggi, tutti i Costruttori sarebbero obbligati a fornire anche agli autoriparatori indipendenti.

STRUMENTI DI DIAGNOSI, TRA ORIGINALE E IAM

Gli autoriparatori ovviamente dovranno investire più soldi per poter operare anche sulle vetture più recenti. Ma d’altronde funziona così anche per le attrezzature di diagnosi “universali” che vanno aggiornate con i nuovi modelli a pagamento. Il consumatore finale (l’automobilista), dal canto suo, può per legge fare il tagliando dove vuole e chiedere ricambi equivalenti – guarda cosa sono nel video sopra. Pertanto diventerà sempre più centrale il ruolo delle aziende specializzate in apparecchiature di diagnostica (vedi Texa, Bosch, ecc.).

CONTROMISURE IN ARRIVO CONTRO LA “GUERRA”?

Ci risulta infatti che sia in fase di testing un device di una nota azienda di diagnosi auto che potrebbe risolvere il problema legato alle centraline più blindate. Poi sarà una pura scelta di convenienza dell’autoriparatore se orientarsi verso un’apparecchiatura ufficiale del Costruttore auto o quella universale. C’è da dire che, forse con la scusa della Cybersecurity, è ricominciata la “guerra” (mai cessata, ad essere sinceri) tra Case costruttrici – con le loro officine autorizzate – e le officine indipendenti.

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