Price cap ENI sino a fine 2026, ma i gestori di Bergamo insorgono per le pompe vuote

Price cap ENI sino a fine 2026, ma i gestori di Bergamo insorgono per le pompe vuote

ENI annuncia il price cap sino a fine 2026, mentre diversi benzinai iniziano a storcere il naso: per le pompe vuote, a Bergamo distributori in agitazione

 

ENI annuncia il price cap sino a fine 2026, mentre diversi benzinai iniziano a storcere il naso: per le pompe vuote, a Bergamo distributori in agitazione

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23 Ottobre 2026 - 18:56

ENI manterrà il price cap sino a fine 2026. Oggi è a 2,25 euro per il diesel e a 1,99 euro per la benzina: l’azienda monitorerà le dinamiche di mercato e di prezzo, nonché le forniture effettivamente disponibili, e valuterà il da farsi per i listini. Tutto è iniziato il 28 settembre: per 30 giorni benzina venduta con massimale nei punti Enilive, comprese le aree autostradali (all’epoca, rispetto ai livelli medi, il taglio era di 17 centesimi al litro). Poi, si sono accodati vari petrolieri, seppure con tetti differenti. La politica commerciale di contenimento dei prezzi da marzo (a causa dello scoppio del conflitto in Medio Oriente) e il price cap costeranno al gruppo 700 milioni di euro, dice il Corriere. L’azienda del Cane a sei zampe comunque gode di ottima salute, come dimostrano anche i recenti bilanci.

UN MINIMO DI TREGUA SUL CARO CARBURANTE, MA C’È IL GUAIO DELLE POMPE VUOTE

In teoria, gli automobilisti possono profittare del tetto al prezzo, con un piccolo risparmio. Tuttavia, esiste il rovescio della medaglia: spesso la pompa si svuota molto in fretta, dopo le code al distributore degli stessi consumatori.

Alcuni benzinai iniziano a storcere il naso. Figisc Confcommercio Bergamo rende noto che, ieri, si è svolta l’assemblea straordinaria dei gestori delle stazioni di servizio a marchio ENI della Provincia, convocata per affrontare l’emergenza legata alle gravi difficoltà di approvvigionamento dei carburanti che stanno interessando la rete territoriale.

È stata analizzata la situazione venutasi a creare a seguito dell’introduzione, da parte di ENI, del tetto sui carburanti, che ha generato una significativa tensione sulla disponibilità dei prodotti, in particolare di gasolio, con conseguenze dirette sulla continuità dei rifornimenti agli impianti.

DISTRIBUTORI A SECCO, BEL PROBLEMA PER TUTTI

Numerose stazioni di servizio ENI della Provincia di Bergamo sono rimaste senza carburante per più giorni consecutivi, causando disagi rilevanti non solo per gli operatori del settore, ma anche per cittadini, imprese e servizi essenziali che dipendono dalla regolare distribuzione dei carburanti.

L’assemblea ha ritenuto che la responsabilità della situazione sia da attribuire a una cronica carenza logistica da parte di ENI, acuita dall’introduzione del price cap, che ha ulteriormente compresso la capacità di un regolare rifornimento della rete.

Carburanti ENI finiti alla pompa

E ALTROVE, QUALI RISCHI?

C’è “la possibilità che tale criticità possa estendersi anche ad altri marchi, con particolare impatto nelle aree interne delle Valli e nella Bassa Bergamasca“. Lì dove la distribuzione carburanti è meno capillare. Così, l’assemblea ha deliberato di informare formalmente il Prefetto di Bergamo, affinché la situazione venga monitorata con attenzione e si valutino eventuali interventi di competenza.

Proclamato lo stato di agitazione dei gestori ENI della provincia di Bergamo, che si manifesterà attraverso lo spegnimento delle insegne luminose degli impianti nelle ore notturne, “quale segnale visibile di protesta e di richiesta di attenzione verso una situazione ormai non più sostenibile“.

Insomma, fra aumenti vertiginosi, decreti taglia accise, price cap, proteste dei camionisti, la polemica sui listini stellari alla pompa è destinata a durare a lungo.

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