Stabilimento Stellantis Cassino vista aerea
Stellantis, Cassino fabbrica fantasma: solo 3 giorni di lavoro a ottobre
Le ultime sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino, con linee produttive ferme e una crisi che sembra diventata strutturale
Le ultime sulla situazione dello stabilimento Stellantis di Cassino, con linee produttive ferme e una crisi che sembra diventata strutturale
Nei reparti dello stabilimento Stellantis di Cassino le linee principali hanno funzionato soltanto l’1, il 2 e il 5 ottobre. Da lunedì 26 a venerdì 30 è previsto un nuovo fermo per lastratura, verniciatura e montaggio, che prolunga una sospensione ormai estesa a quasi tutto il mese. Restano più attivi solo i reparti presse e plastica, che lavorano anche per lo stabilimento di Atessa. Mentre la produzione del gruppo in Italia mostra segnali di recupero, la fabbrica laziale resta coinvolta in una crisi che appare sempre più strutturale.
UN “GIGANTE” FERMO IN UN GRUPPO CHE RIPARTE
I dati dei primi nove mesi del 2026 mostrano quanto sia profondo il divario. Secondo i dati del sindacato Fim-Cisl, tra gennaio e settembre Cassino ha prodotto 8.897 vetture, il 37,1% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di 5.227 Alfa Romeo Giulia e Stelvio e di 3.670 Maserati Grecale, costruite in appena 56 giornate lavorate. Nello stesso arco di tempo la produzione complessiva di Stellantis in Italia è cresciuta del 28,3%. La ripresa è lenta e ancora lontana dai volumi ottimali, ma c’è, e riguarda quasi tutti gli stabilimenti italiani del gruppo. Cassino è l’eccezione. Per il 2026 si stima un totale di circa 12.000 veicoli, dopo un 2025 chiuso sotto le 20.000 unità. Oltre 500 dei circa 2.120 addetti sono già coinvolti nei contratti di solidarietà.
INDOTTO SOTTO PRESSIONE
La crisi non si ferma ai cancelli della fabbrica. Le aziende della filiera, abituate a lavorare su volumi ben più alti, faticano a resistere a fermi così prolungati. Alla Tiberina, che conta 105 dipendenti, il contratto di solidarietà è stato prorogato dal 1° novembre 2026 al 30 giugno 2027, ma non ci sono nuove commesse all’orizzonte. L’azienda aveva investito circa 22 milioni di euro in vista delle nuove Giulia e Stelvio elettriche, un progetto che non è mai arrivato alla produzione. Denso Thermal Systems ha invece comunicato ai sindacati l’intenzione di chiudere il proprio stabilimento all’interno del complesso industriale di Cassino. Segnali che spiegano la preoccupazione di istituzioni e lavoratori per l’intero tessuto produttivo del territorio.

ATTESA PER IL 10 DICEMBRE
Qualche risposta a questa crisi senza fine potrebbe arrivare il 10 dicembre, quando a Modena si terrà il Maserati Day. Lo ha reso noto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, dopo l’incontro del 20 ottobre a Torino con Emanuele Cappellano, responsabile delle attività europee di Stellantis, e con Santo Ficili, CEO di Maserati e Alfa Romeo. La Regione ha preso atto delle rassicurazioni ricevute, ma i dettagli industriali restano da definire. Giulia e Stelvio dovrebbero restare in produzione fino alla fine del 2027 come serie speciale, in concomitanza con l’arrivo della nuova Grecale. Non ci sono invece conferme sui due modelli Maserati di segmento E né una tabella di marcia per le future Alfa Romeo di segmento D. Il tempo è il nodo principale: sempre secondo la Fim-Cisl, tra l’annuncio di un progetto e l’avvio effettivo della produzione possono passare dai 18 ai 24 mesi, un’attesa difficile da sostenere per una fabbrica che lavora tre giorni al mese. Per Cassino non basterà un annuncio: servono modelli assegnati e tempi certi.