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Le auto cambiano in fretta e i fornitori si adeguano

I cambiamenti delle auto sono sempre più veloci e i fornitori li seguono e, in qualche misura, li determinano

9 aprile 2019 - 8:40

Torniamo indietro al 2000, mitica data che ha spinto scrittori e registi a produrre opere a profusione. Se in quell’anno ci avessero detto che le auto “normali” avrebbero tenuto la corsia in autonomia non ci avremmo creduto. Stesso atteggiamento se ci avessero parlato di automobili elettriche con diverse centinaia di km di autonomia. La realtà di oggi dice che in meno di 20 anni queste “profezie” sono diventate realtà quotidiana. Il ruolo dei fornitori in queste evoluzioni è, nello stesso tempo, essenziale e sfumato. Le automobili cambiano in fretta  perché i costruttori hanno avuto componenti tecnologicamente avanzati o sono stati i costruttori a spingere i fornitori perché li sviluppassero? La verità è a metà strada ma osservare i fornitori fa capire dove andrà l’automotive e quindi i veicoli che usiamo e l’aftermarket che li dovrà mantenere.

IBRIDO E NON SOLO

In questi ultimi anni abbiamo assistito a molte acquisizioni, spinoff e cessioni da parte delle aziende di componentistica, alcune delle quali apparentemente “fuori tema”. Prendiamo per esempio ZF, uno dei leader per le trasmissioni e componenti per sterzo, sospensioni e freni. È recentissimo l’accordo – vale decine di miliardi di euro – per fornire a BMW trasmissioni automatiche a 8 rapporti. Una notizia importante in questi tempi incerti, fra dazi e normative difficili, anche perché evidenzia la tendenza verso la trazione ibrida. Questi gruppi sono infatti modulari e possono includere anche un motore elettrico per implementare powetrain ibridi. Ma un’altra notizia miliardaria ci parla di ZF che acquisirà, entro l’inizio del 2020, la concorrente americana Wabco, specializzata in sistemi frenanti e di sicurezza per veicoli commerciali.

PRUA VERSO L’AUTONOMIA

Wolf-Henning Scheider, CEO di ZF, ha detto, fra le altre cose, che “questo accordo consentirà a ZF di offrire sistemi completi per soluzioni di mobilità sicure e automatizzate per passeggeri e merci”. Prosegue così il cammino di ZF verso la guida autonoma, dopo la presentazione della sua Control Box ProAI al CES 2018, ulteriormente evoluta in un supercomputer per la guida autonoma. ZF è quindi entrata nella guida autonoma e perciò gli operatori aftermarket, e gli automobilisti che comprano i ricambi potrebbero vedere cambiamenti nei cataloghi. Mutazione simile anche per Schaeffler, noto fornitore di componenti classici (per trasmissioni, sospensioni e motori) sia per l’aftermarket sia OEM, come la distribuzione Multiair FCA. Matthias Zinc, Direttore dell’Automotive, prevede che il business della mobilità elettrica raddoppierà fino al 10% del fatturato entro il 2020.

SILENZIOSE COME UN MOTORE

L’azienda tedesca pensa che il passaggio ai motori a benzina insieme ai nuovi limiti per la CO2, spingerà verso l’elettrificazione: meglio spendere in tecnologie che in multe. ZF fornisce la trasmissione a rapporto fisso della Audi e-tron, preparando gruppi speciali perché fossero meno rumorosi del motore elettrico. Accordi per gli e-Axle sono in corso con Great Wall e Changan ma non finisce qui. Schaeffler guarda alla guida autonoma dal punto di vista dello chassis e ha iniziato una joint venture con Paravan, specializzata in veicoli per persone disabili. Paravan è molto interessante perché è una delle poche ad avere un sistema di guida via joystick, approvato dalle autorità e collegato con motori e i freni tramite un solo cavo elettrico.

DALLE SCINTILLE ALLA LUNA

Più spiazzante è poi l’annuncio che NGK (si, è proprio il brand mondiale delle candele d’accensione) parteciperà alla missione di esplorazione lunare giapponese Hakuto-R! Il marchio giapponese fornirà batterie al Litio allo stato solido tramite la consociata NTK, già attiva nei sensori. Le batterie con elettrolito liquido non funzionano nel gelo lunare ma quelle allo stato solido si e questo ha risvolti molto ‘terrestri’. In effetti le batterie solid state (leggi del grande investimento di Volkswagen in questo settore) potrebbero rendere i veicoli elettrici più economici e leggeri. I ricambisti avranno anche queste forniture da NGK-NTK?

CONNETTERE PER RIPARARE

Per chiudere segnaliamo anche un passaggio inverso, ossia una società Hi-Tech che si avvicina all’automotive. Anche in questo caso si tratta di un nome importante e cioè Vodafone, che ha annunciato al Mobile World Congress di essersi accordata con AT&T. L’intesa punta ad accelerare la diffusione della connettività e dell’Internet of Things (IoT) nel settore automotive. Le principali aree d’interesse saranno la tecnologia 5G, i veicoli autonomi, i link V2X, l’entertainment, applicazioni e servizi connessi, i livelli di qualità del servizio e le smart cities. Ricordiamo che Vodafone ha creato da tempo la divisione Automotive che offre, ad esempio, servizi di recupero dei veicoli rubati e quelli che monitorano l’utilizzo dei veicoli per il mondo assicurativo e per la gestione. Vodafone Automotive è quindi partner di case automobilistiche e motociclistiche, i gestori delle flotte e le società di leasing e noleggio. Ricordando il post sulle riparazioni aftermarket capiamo quindi che la connettività e il monitoraggio a distanza saranno sempre più “componenti” delle automobili e dovranno esser garantiti ovunque.

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