Diagnosi auto elettriche

La diagnosi delle auto elettriche: come funziona e cosa cambia?

Le auto elettriche e la diagnosi. Così cambia il lavoro dei meccatronici che faranno la diagnosi alle auto elettriche in modo diverso e moderno

17 ottobre 2019 - 10:00

Non sappiamo ancora quanto e come le auto elettriche si diffonderanno  – a parte le previsioni vendite – ma è già chiaro che avranno una diagnosi diversa e moderna. Abbiamo visto  che i costi effettivi della manutenzione delle elettriche sono mediamente più bassi di auto paragonabili ma dotate di motori a scoppio. La domanda è: come cambierà il lavoro dei meccatronici che dovranno fare una diagnosi sulle auto elettriche? Una prima considerazione è che gli operatori aftermarket hanno bisogno di una formazione ad hoc, settore nel quale gli USA sembrano più avanti di noi. Una previsione considerata attendibile dice poi che la diagnosi virerà dal (complicato) controllo dei guasti e delle emissioni a funzioni più “gestionali”. Alcuni esempi sono il monitoraggio dell’efficienza energetica, della gestione termica, della sicurezza delle parti ad alta tensione e dell’efficienza della ricarica.

DIAGNOSI E BATTERIE

Si tratta di temi molto centrati sulla batteria, che è in effetti il componente più costoso del powertrain di un’auto elettrica. Non ci stupiamo quindi se le Case, direttamente coinvolte a differenza di quel che avviene con i carburanti fossili, cerchino di conservare bene la batteria. Come cambia quindi il lavoro del meccatronico? Dato che la batteria sarà l’osservato speciale il professionista dovrà conoscerne i fattori di rischio e mettere in guardia l’automobilista. Sono stressanti le ricariche rapide (lente di notte fanno bene anche alla rete), molti cicli carica/scarica, uno stile di guida irruento e temperature ambiente estreme. Ci sono altre novità nella diagnosi delle auto elettriche? Gli analisti pensano che ci sarà un forte impulso alla diagnosi basata sui servizi cloud, una strada indicata per esempio da Bosch. Il noto fornitore sta sviluppando un servizio il cui nome dice già molto: Battery in the Cloud.

MECCATRONICI FRA LE NUVOLE

Il suo primo cliente è il fornitore cinese di mobilità DiDi, lanciato alla rincorsa di Uber, che sta sperimentando una flotta dotata di batterie Bosch. Dati rilevanti per la batteria, come la temperatura ambiente e i cicli di ricarica, vengono inviati al cloud, dove algoritmi di machine learning valutano le informazioni. I risultati ottimizzano il processo di ricarica e danno ai guidatori consigli per preservare la capacità della batteria. Bosch stima che questi processi riducano l’usura della batteria fino al 20% e fa capire che la diagnosi delle auto elettriche sarà molto cloud based. I veicoli autonomi porteranno all’estremo l’utilizzo della “nuvola”, ad esempio per anticipare i pericoli della strada, ma anche le auto elettriche utilizzeranno molto il cloud. Tesla, nata nella Silicon Valley, ha da sempre gli aggiornamenti Over-The-Air e usa il cloud per la diagnosi remota e per migliorare la riparazione/manutenzione.

QUALE RUOLO PER IL MECCATRONICO?

Le Tesla diagnosticano da sole malfunzionamenti e problemi di manutenzione e ordinano automaticamente i pezzi di ricambio. Il guidatore riceve una notifica di richiesta di assistenza e viene invitato a pianificare un appuntamento presso un centro di assistenza. Questo serve anche a risolvere un problema del service Tesla, la difficoltosa disponibilità delle parti di ricambio. La diagnosi delle auto elettriche potrebbe comunque portare a qualche grattacapo per il meccatronico indipendente, eventualmente enfatizzando la questione dell’accesso ai dati per gli operatori aftermarket. Non tutti i produttori di automobili elettriche hanno aderito allo standard corrente: Tesla, per esempio, sembra che abbia una porta OBD-II solo perché obbligata. La vera diagnosi avviene con un connettore proprietario non standard ma sembrano esserci vie alternative.

LE APP PER LA DIAGNOSI DELLE ELETTRICHE

La popolata community del marchio californiano è molto attiva e ha sviluppato varie soluzioni accessibili a tutti. La app Scan my Tesla, per esempio, è scaricabile da Google Play ed è anche per un uso impegnativo. Remote for Tesla per Apple iOS è più votata al controllo remoto ma presenta anch’essa utili statistiche. La rinomata Torque Pro per OBD-II è adatta alle elettriche/ibride, basta aggiungere i PID – Parameter ID – per visualizzare diverse quantità, ad esempio della Prius. Ma il lavoro di un meccatronico professionale può basarsi sugli smartphone e su app gratuite o che costano 10 dollari? Sicuramente no e infatti è bastata una breve ricerca per trovare scanner pro come il T-CAN e cavi che convertono la porta proprietaria nello standard OBD.

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