Didi alle costole di Uber: il car sharing cinese in piena corsa

Dici car sharing e pensi a Uber ma le cose potrebbero cambiare: la cinese Didi cresce impetuosamente

14 agosto 2017 - 19:16

Che la mobilità stia cambiando è ormai assodato: le automobili evolvono e anche i modi di usarle mutano continuamente, offrendo ai consumatori formule nuove e impensabili pochi anni fa. A far da fattore abilitante a questo fenomeno anche l'immancabile elettronica, con gli smartphone, le reti dati cellulari, il posizionamento satellitare e le app a catalizzare soluzioni altrimenti impossibili. In questo modo termini come car sharing, e NCC sono diventate molto più comuni di quanto non fossero in precedenza. Il primo nome che viene in mente in questo settore è Uber ma nuovi attori si affacciano sul palcoscenico globale, minacciandone il primato (leggi che Uber perde quota nel 2016 e manda in fumo 3 miliardi). Uno dei più attivi contendenti è la cinese Didi, che ha raccolto altri copiosi finanziamenti.

MILIARDI A GO-GO Le cifre che rappresentano questi nuovi business sono da capogiro perché si rappresentano in decine di miliardi di dollari. Se Uber pesa in Borsa 60 miliardi di dollari, il suo concorrente cinese Didi Chuxing la insegue sempre più da vicino, valendo ormai 50 miliardi di dollari. La start-up cinese è un caso di scuola: nata nel 2012 ha sbaragliato Uber, estromettendolo dall'enorme mercato della Cina circa un anno fa.

Un'altra recente notizia contribuisce a valutare meglio l'effettivo valore di Didi Chuxing: un finanziamento monstre raccolto poco tempo fa. Si tratta infatti di 5,5 miliardi di dollari, una somma più che ingente che, secondo gli analisti, potrebbe essere utilizzata per inserirsi in nuovi mercati e sviluppare tecnologie per la guida autonoma.

PRONTA AL GRANDE BALZO? Questa copiosa iniezione di fondi indica quanto possa essere “prezioso” dominare il mercato cinese, che è quello con la più grande popolazione che utilizza smartphone al mondo e, nello stesso tempo, uno dei più chiusi alla concorrenza straniera. Didi, nonostante risultati modesti al di fuori della Cina, è infatti riuscita a raccogliere quasi gli stessi finanziamenti di Uber. Gli investitori di questa nuova tornata hanno incluso la giapponese SoftBank, Silver Lake Kraftwerk negli Stati Uniti e istituzioni cinesi China Merchants Bank e Bank of Communications, secondo una persona informata dei fatti che ha parlato con il New York Times. Questi nomi di rilievo si aggiungono ad altri similmente “pesanti”che già detengono quote in Didi Chuxing: le società cinesi attive su Internet Tencent e Alibaba e Apple (leggi dell'irruzione nel ride sharing di Apple che ha investito 1 miliardo in Didi).

Dopo quest'operazione Didi sarà messa sotto il microscopio: ha avuto un periodo difficoltoso quando ha rilevato le attività di Uber in Cina l'estate scorsa (l'accordo prevedeva che a Uber andasse il 17,5% delle azioni di Didi, che a sua volta ha investito 1 miliardo in Uber), a causa di regolamenti che hanno reso meno facile trattenere gli autisti.

CONCORRENZA AGGUERRITA Anche se Didi fa parte di un'alleanza (in effetti un po' lasca) con Lyft, uno dei rivali di Uber, ha comunque poca esperienza nei mercati esteri e l'attendono prove difficili anche nel settore della guida autonoma. Ci si aspetta infatti che una parte dei nuovi fondi servano per lo sviluppo di tecnologie di nuova generazione ma anche in questo settore la concorrenza è fortissima. Google, Uber e il motore di ricerca Baidu (leggi del progetto Apollo di Baidu per la guida autonoma) hanno tutti un ruolo chiave nella guida autonoma. A marzo Didi ha dichiarato di aver istituito “Didi Labs”, un laboratorio di intelligenza artificiale nella Silicon Valley per sviluppare tecnologie per la sicurezza, l'Artificial Intelligence (anche per ridurre i costi: anche Didi ha delle perdite) e le auto driverless. L'azienda è gestita da Jean Liu (ha 37 anni), il cui padre ha fondato Legend, un produttore di computer noto oggi come Lenovo, una delle società cinesi più in evidenza a livello internazionale. In Cina, Didi è ormai considerato dalle Case uno dei partner potenzialmente più importanti (leggi dell'investimento di Jaguar Land Rover in Lyft), anche perché in Cina ha ormai il 90% delle corse shuttle private e il 99% delle chiamate dei taxi. Breakingtech ha inoltre riferito che Didi ha a sua volta investito nell'estone Taxify, una simil-Uber attiva nell'est Europa e in Africa e che sta preparando l'entrata a Londra entro quest'anno.

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