Dischi freno autoventilati: pieni, baffati o forati. Quali differenze?

Dischi pieni o autoventilati, fissi o flottanti, forati e baffati: vediamo da vicino cosa cambia tra le varie tipologie di freni per auto

6 dicembre 2021 - 16:30

Le differenze che si riconoscono subito nei freni riguardano sicuramente la tipologia: i freni a tamburo (generalmente alle ruote posteriori) e i freni a disco (prevalentemente anteriori o su tutte le ruote dei modelli più preformanti). In realtà ci sono moltissime altre differenze tra i dischi freno che non tutti conoscono. Nei prossimi paragrafi vediamo in dettaglio quando e perché montare dischi autoventilati pieni, con fori o con baffi (scanalature).

DISCHI FRENO AUTOVENTILATI O SEMPLICI

I dischi freno autoventilati pieni (cioè senza fori o scanalature) rappresentano il primo upgrade dell’impianto frenate a cui ricorrono i Costruttori quando è richiesta una maggiore capacità di raffreddamento. Rispetto ai dischi standard non autoventilati, più leggeri ed economici, i dischi autoventilati hanno le piste frenanti unite da alette realizzate in fusione che generano dei vortici d’aria e favoriscono il raffreddamento. Questa particolarità comporta maggiori costi e maggiore peso con una resistenza più elevata al fading nell’uso prolungato. Il calore è infatti il principale nemico di dischi e pastiglie per auto tradizionali, poiché l’aumento della temperatura riduce il coefficiente di attrito e aumenta la distanza di frenata (al netto di aderenza asfalto, pressione pneumatici, altezza del battistrada, ecc.). Ecco perché i dischi freno più semplici si trovano più frequentemente sulle citycar e utilitarie. Mentre i dischi pieni autoventilati sono necessari sui modelli che hanno un peso maggiore anche con prestazioni modeste.

DISCHI FRENO FORATI O BAFFATI: COSA CAMBIA

Ai dischi freno autoventilati, si aggiunge poi un’ulteriore lavorazione delle piste frenanti, che caratterizza i dischi autoventilati forati e i dischi autoventilati baffati. La presenza di fori o scanalature sulle piste frenanti è tipica dei sistemi frenanti per auto più prestazionali. Spesso si decide di passare ai dischi forati o baffati senza sapere realmente a cosa servono i fori sui dischi. La presenza di fori e intagli, realizzati prima dei trattamenti termici “indurenti”, contribuisce a raffreddare i dischi, ma soprattutto a ridurre le emissioni di polvere dai freni. Man mano che si consumano le pastiglie, la polvere si accumula nei fori piuttosto che essere liberata nell’aria o attaccarsi ai cerchi in lega. Le scanalature, che possono essere radiali (i cosiddetti baffi) o più articolate, aiutano anche a pulire la superficie della pastiglia da possibili inizi di cristallizzazione. Quando si può fare l’upgrade?

– Passare dai dischi pieni ai dischi autoventilati forati non sempre migliora le prestazioni frenanti, come è emerso in una comparativa delle pastiglie freno ADAC. Quindi se l’auto ha un impianto frenante già affidabile, potreste valutare per la sostituzione delle pastiglie con le Ate Ceramic, le migliori secondo i test ADAC;

– Non basta scegliere dei dischi autoventilati baffati qualsiasi, anzi, in alcuni casi possono addirittura usurare prematuramente le pastiglie.

DISCHI FRENO CON SCANALATURE 

La forma articolata delle scanalature dei dischi freno ATE PowerDisc nell’immagine sotto, ad esempio, è studiata per ottimizzare il raffreddamento e la distanza di frenata nell’uso intensivo e su bagnato. La forma delle scanalature ATE è progettata anche per:

interrompere lo strato di acqua che si forma tra disco e pastiglie quando piove;

rimuovere lo sporco dalla pista frenate, evitano la formazione di rigature circolari provocate da microparticelle;

espellere i gas che si liberano nello sfregamento delle pastiglie sul disco;

segnalare l’usura: se le scanalature sono molto ridotte si capisce subito che è il momento di cambiare i dischi anche senza smontare la ruota;

Ma attenzione, poiché i dischi autoventilati baffati o con scanalature possono essere incompatibili con pastiglie freno ecologiche come le Ate Ceramic. Queste pastiglie a ridotte emissioni di polveri rilasciano un film di adesione sul disco per aumentare l’attrito, ma funzionano al meglio solo con dischi senza fori o baffi come i dischi Ate Original. Un plus sempre più diffuso sui dischi freno di qualità è la verniciatura dei dischi per preservare l’estetica di auto con i cerchi in lega. In realtà il trattamento ha anche il vantaggio di allungare la durata dei dischi, poiché protegge le zone altrimenti esposte all’ossidazione e formazione di ruggine.

DISCHI FRENO FISSI O FLOTTANTI PER LE AUTO SPORTIVE

C’è poi la possibilità di classificare i dischi freno in funzione del tipo di fissaggio al mozzo. I dischi freno fissi prevedono un blocco unico fissato con delle viti. Un’altra soluzione prevede la pista frenante separata, per facilitare la sostituzione in caso di impiego pesante (soprattutto in pista). Infine ci sono i dischi freno flottanti, che hanno una “campana” centrale collegata alla pista con fissaggi che rendono possibile un minimo movimento laterale. In questo modo la frenata risulta costante, perché risente meno degli effetti del surriscaldamento, ma è anche più silenziosa, perché ha il pregio di eliminare le vibrazioni.

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