Subaru inaugura in Giappone la pista per allenare le auto robot

Il centro prove Subaru di Bifuka si adegua alle auto robot: nuovi percorsi che simulano le strade pubbliche e strumentazioni avanzate

30 ottobre 2017 - 20:26

La “febbre da guida autonoma” sale e i suoi sintomi investono un po' tutti: i legislatori, i gestori delle infrastrutture, gli operatori di Rete e quelli del settore infotelematico e, è appena il caso di dirlo, praticamente tutti i Costruttori. I Marchi più grandi sono ovviamente in prima linea (leggi dei test in Giappone del sistema Nissan ProPilot di guida autonoma) ma anche le Case non mainstream si danno da fare. È questo il caso di Subaru, azienda nota per le sue automobili a trazione integrale mosse da raffinati motori boxer. Anche se non ha i mezzi dei grandi Gruppi, Subaru si sta impegnando nelle auto robot e, per provarle in casa, ha adeguato un suo storico circuito di prova nell'isola di Hokkaido.

L'ISOLA DEL FREDDO Subaru Corporation ha infatti ultimato nuovi tracciati di prova destinati specificatamente alle avanzate tecnologie di supporto al guidatore, compresa la guida autonoma. L'impianto interessato è il suo circuito test di Bifuka, nella prefettura di Hokkaido in Giappone, e i nuovi tracciati potranno essere utilizzati da novembre. Bifuka è storico perché quest'area test è nata nel 1995 e questa location è stata scelta per condurre valutazioni delle prestazioni e della guida nei climi freddi e sulla neve. In effetti Bifuka è nel nord di Hokkaido, l'isola più settentrionale dell'arcipelago giapponese, e il clima è piuttosto rigido, come si conviene a chi deve provare vettura a 4 ruote motrici di stampo sportiveggiante. Il sito ha una superficie di 361 ettari, una grande varietà di percorsi di prova e ha ricevuto un circuito ad alta velocità nel 2003.

PROVIAMO I ROBOT I nuovi tracciati sono progettati per simulare le strade pubbliche e saranno utilizzati per condurre diversi test durante tutto l'anno. Anche le piste già esistenti sono state aggiornate per dar vita alle aree test Advanced Driver Assist Technologies (leggi la comparativa dei sistemi di frenata automatica di emergenza nella quale la Subaru Outback si è ben comportata), rendendo le condizioni più vicine a quelle sulle reali strade pubbliche. La varietà delle superfici di prova permette di mettere a dura prova non solo le doti di handling ma anche la “comprensione” delle condizioni ambientali e stradali che le automobili dotate di ADAS, e a maggior ragione quelle autonome, devono avere. Il circuito ad alta velocità, che ha uno sviluppo totale di 4,2 km, è stato aggiornato per avvicinarsi alle condizioni stradali attuali.

Troviamo così nuove curve ad ampio raggio che simulano quelle autostradali e nuove corsie di entrata e uscita, che imitano gli svincoli e le aree di servizio sulle autostrade. Una nuova sezione simula una strada a quattro corsie mentre quella pavimentata in cemento imita le superfici autostradali del Nord America.

GIAPPONE IN CORSA Il percorso urbano conta su nuove sezioni a doppio senso di circolazione, incroci con e senza corsia preferenziale per la svolta a destra (molto diffusa negli USA), attraversamenti pedonali e rotonde. Anche i tracciati di prova generici sono stati ampliati e sono state aggiunte nuove funzioni mentre la palazzina degli uffici è stata profondamente ristrutturata. Questo ampliamento rientra nella visione di Subaru Corporation, che persegue lo sviluppo tecnologico come uno strumento per diventare uno dei leader nel campo della sicurezza automobilistica (leggi del buon comportamento della Subaru Levorg nei crash test EuroNCAP). Sono previsti miglioramenti nel sistema di assistenza al guidatore EyeSight e le nuove Levorg e WRX S4 sono dotate, per il mercato giapponese, del Touring Assist di serie, una nuova funzionalità dell'EyeSight che aggiunge il controllo completo di sterzo, freni e acceleratore ed è capace di fermare completamente l'auto e di ripartire senza interventi del guidatore. Entro il 2020, Subaru prevede di offrire una funzione automatica di cambio corsia, aggiungendo dispositivi quali le mappe digitali HD, e il radar alla fotocamera stereo che è il cuore dell'EyeSight. Questo fervore rispecchia quello del Paese, deciso a giocare un ruolo nelle auto robot: sappiamo infatti che per il 2020 il Giappone vuole la guida autonoma mentre Reuters riporta di un test particolare iniziato a settembre.

Nella comunità rurale di Nishikata, 115 km a nord di Tokyo, i residenti hanno cominciato a vedere, lungo le sonnolente strade di campagna portano ai campi di riso, dei piccoli bus navetta senza guidatore. I cittadini anziani lottano con la carenza di servizi, che si vanno rarefacendo in quanto la popolazione invecchia e diminuisce, e questi mezzi, forniti dalla piattaforma di E-commerce e mobile games DeNA, forniranno loro nuova mobilità. Del resto, risale a pochi mesi fa la notizia che la National Police Agency giapponese ha adottato ufficialmente le norme di circolazione per i veicoli senza conducente in test su strade pubbliche. Esse richiedono misure di sicurezza come un sistema che arresti automaticamente i veicoli in caso di emergenza e il permesso della polizia (che potrà salire a bordo per controllare la funzionalità dei sistemi) per condurre i test; gli uomini che controllano i veicoli da remoto dovranno inoltre avere la patente e saranno responsabili legalmente come se li guidassero effettivamente. Sono limiti stringenti ma, in ogni caso, si vede bene come il Giappone voglia avere un ruolo importante nel settore dei veicoli autonomi.

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