Street Control: il parere del ministero sulle multe a distanza

Il ministero dei Trasporti scioglie un nodo sulla validità delle multe irrogate dai Vigili elettronici agli automobilisti in doppia fila

11 gennaio 2016 - 9:00

Con parere 4851/2015, il ministero dei Trasporti dice sì alle multe date con lo Street Control, l'apparecchio elettronico che scova chi sosta in doppia fila, agendo da una macchina di servizio. Quindi, ok ai Vigili elettronici, che aiutano quelli veri, in carne e ossa. A una condizione, ricordata da poliziamunicipale.it: che l'agente verifichi attentamente l'assenza del trasgressore a bordo di ogni singolo veicolo trovato in divieto di sosta. 

GRANDE FRATELLO ALL'ATTACCO – Col passare degli anni, l'uso di strumentazione elettronica in ausilio all'attività della Polizia locale diventa sempre più attuale: a incidere è l'evoluzione tecnologica degli strumenti di accertamento. Il Grande Fratello al servizio delle Forze dell'ordine. In particolare, per contrastare i furbetti della sosta, le pattuglie dei Vigili hanno a disposizione lo Street Control. Che viene anche utilizzato in diverse città: vedi Palermo, per esempio. E a Roma per verificare la rispondenza dei veicoli al rigoroso rispetto delle limitazioni antismog (targhe alterne). È un sistema di videoregistrazione georeferenziato, che permette alla pattuglia di immortalare la sosta selvaggia dei mezzi e spedire per posta la multa al conducente trasgressivo. 

FORTI POLEMICHE – In passato, lo Street Control ha suscitato forti polemiche. C'è chi ritiene che i Comuni lo utilizzino solo per fare cassa in modo veloce, e senza rispettare in pieno la legge. Infatti, il Codice della Strada prevede la possibilità di non contestare immediatamente l'infrazione in caso di assenza del trasgressore: la telecamera utilizzata dai Vigili diventa un taccuino elettronico, specifica il ministero dei Trasporti, “che facilita l'acquisizione dei dati identificativi del veicolo, rimanendo compito dello stesso operatore garantire l'effettiva essenza del trasgressore, legittimando così la contestazione differita”. Morale: se il sistema di video sorveglianza viene utilizzato direttamente dall'agente, non serve alcun tipo di omologazione o approvazione.

OMOLOGAZIONE IMPOSSIBILE – Del resto, conclude il ministero, non sarebbe neppure possibile omologare un dispositivo per l'accertamento automatico dei divieti di sosta: il motivo? Il Codice della Strada non ammette questa tipologia di infrazioni tra quelle automatizzabili completamente. Ma se non sono stati omologati per l'impiego automatico sarà sempre necessaria la presenza dell'operatore. Almeno finché la riforma del Codice della Strada (attesa dal 2010) non prevederà la riscrittura dell'articolo 201: “Qualora la violazione non possa essere immediatamente contestata, il verbale, con gli estremi precisi e dettagliati della violazione e con la indicazione dei motivi che hanno reso impossibile la contestazione immediata, deve, entro 90 giorni dall'accertamento, essere notificato all'effettivo trasgressore o, quando questi non sia stato identificato e si tratti di violazione commessa dal conducente di un veicolo a motore, munito di targa, al proprietario del mezzo”. È il caso dello Street Control. Che però non viene parificato a un autovelox o a un Tutor, dal Codice della Strada. Di qui, le polemiche infinite. Cui forse adesso il ministero ha posto la parola fine. Almeno in parte. Perché magari il Vigile non si avvede che, in macchina o nei paraggi, c'è il guidatore; appioppando ugualmente la multa. Ed ecco che le possibilità per fare ricorso contro il verbale restano intatte.

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