UE vuole un tetto all’import di auto ibride cinesi: scossone al mercato?
Stando a indiscrezioni, Bruxelles starebbe pensando a un tetto sull'import di ibride cinesi: una seconda mossa anti Pechino dopo i dazi sulle auto elettriche
Stando a indiscrezioni, Bruxelles starebbe pensando a un tetto sull'import di ibride cinesi: una seconda mossa anti Pechino dopo i dazi sulle auto elettriche
Secondo indiscrezioni di Bloomberg, né confermate né smentite, l’Unione Europea starebbe valutando di imporre un limite alle importazioni di auto ibride cinesi. Non si specifica quali vetture, ma è presumibile che nel mirino di Bruxelles ci siano soprattutto le PHEV, ossia le ricaricabili. Infatti, Pechino – dopo aver capito quali macchine sono davvero desiderate nel Vecchio Continente – ha accelerato l’invasione delle macchine termiche a benzina ma con una grande batteria e alla spina. Si tratterebbe di un secondo muro UE anti Dragone: il primo, i dazi sulle elettriche della nazione asiatica, è un mezzo flop, considerando che la superpotenza asiatica sta mangiando quote di mercato molto velocemente. Nei nove mesi 2026, le importazioni di veicoli ibridi plug-in nell’UE sono aumentate dell’86%, con un calo dei prezzi del 20%, mentre le importazioni di BEV sono cresciute del 40%. Più della metà di tutte queste auto proviene dalla Cina.
TETTO UE ALLE IBRIDE CINESI? OCCHIO ALLA RITORSIONE
Stando al Financial Times, la proposta iniziale dell’UE alla Cina sarebbe stata quella di limitare volontariamente le esportazioni di ibride verso l’Europa a circa il 15% del mercato UE, contro oltre un terzo attualmente. Pechino avrebbe respinto la richiesta. Bruxelles starebbe allora valutando un meccanismo di salvaguardia: in sostanza, un limite quantitativo oltre il quale scatterebbero dazi.
La Cina potrebbe reagire con una ritorsione, e applicare restrizioni all’esportazione o controlli più rigidi sulla catena di fornitura di materiali critici per la transizione ecologica e industriale dell’Europa, a partire da grafite, gallio, germanio e terre rare necessarie per batterie e motori elettrici. Bloccando la transizione UE del Green Deal, che già non è a buon punto.
Pechino valuta da tempo l’introduzione di dazi fino al 25% sulle auto a benzina importate con motori superiori a 2.5 litri. Una misura pensata per colpire direttamente i costruttori tedeschi di fascia alta (BMW, Mercedes-Benz, Audi, Porsche) che esportano modelli di lusso in Cina, da anni in gravissima difficoltà.
L’ESPERIENZA DEI DAZI BEV
Come già fatto in risposta ai dazi sulle BEV, la Cina punta a penalizzare prodotti agricoli e alimentari simbolo di specifici Paesi comunitari. Tra i bersagli principali figurano il settore suinicolo (particolarmente rilevante per la Spagna), i formaggi e i latticini, oltre agli alcolici (come i distillati e il cognac francese).
Possibile un inasprimento delle indagini commerciali sulle aziende europee che operano in Cina nei settori della chimica, della meccanica di precisione e dei dispositivi medici. Tanto più se Bruxelles farà pressione sulla Gran Bretagna affinché questa introduca dazi analoghi a quelli UE.

FRA LIMITI ALLE IBRIDE E COLLOQUI CON LA CINA
L’indiscrezione arriva proprio mentre il Commissario Europeo per il Commercio Maros Sefcovic sta per recarsi a Pechino: obiettivo, colloqui chiave volti a ridurre il crescente disavanzo commerciale dell’UE con la Cina. Ci sono stati tre mesi di discussioni sul deficit commerciale dell’Unione nei beni, superiore a un miliardo di euro al giorno, e sulle restrizioni cinesi all’esportazione di terre rare e altri minerali critici.
Il presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen ha dichiarato al Parlamento europeo il mese scorso che lo squilibrio commerciale ha raggiunto un punto di svolta e che l’Europa utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per riequilibrare la relazione. Si sta spingendo affinché Pechino – di propria iniziativa – stabilisca un tetto massimo ad alcune delle sue esportazioni.