Toyota e Nissan migliorano i conti: segnali di ripresa dal Giappone
Scopri i risultati finanziari di Toyota e Nissan nel primo trimestre dell'esercizio fiscale 2026-2027 e il loro recupero nel mercato automobilistico
Scopri i risultati finanziari di Toyota e Nissan nel primo trimestre dell'esercizio fiscale 2026-2027 e il loro recupero nel mercato automobilistico
I risultati del primo trimestre dell’esercizio fiscale 2026-2027, chiuso a fine giugno, mostrano un recupero nei bilanci di Toyota e Nissan, i due principali costruttori automobilistici giapponesi che ultimamente erano apparsi un po’ claudicanti, specie l’azienda con sede a Yokohama. Entrambi i gruppi hanno beneficiato di un yen più debole e di decisi interventi sui costi, pur affrontando un contesto di domanda debole in Cina e di tensioni geopolitiche in Medio Oriente. I dati indicano una stabilizzazione dopo periodi di difficoltà, con stime annuali riviste e piani di ristrutturazione in corso di attuazione.
TOYOTA REGISTRA UTILE NETTO IN FORTE CRESCITA E RIALZA LE PREVISIONI
Nel trimestre aprile-giugno Toyota ha ottenuto ricavi consolidati pari a 13.525,4 miliardi di yen, in aumento del 10,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. L’utile operativo si è attestato a 1.063,5 miliardi di yen, in calo dell’8,8%, mentre l’utile netto attribuibile alla società è salito del 75,6% a 1.477 miliardi di yen. Le vendite consolidate di veicoli sono risultate pari a 2,395 milioni di unità, in lieve flessione dello 0,7%. Il risultato operativo è stato sostenuto dall’effetto cambio, stimato in 345 miliardi di yen, che ha compensato in parte l’aumento delle spese e le minori vendite in alcuni mercati.
La società ha rivisto al rialzo le stime per l’intero esercizio che si concluderà a marzo 2027, portando l’utile operativo atteso a 3.400 miliardi di yen da 3.000 miliardi precedenti e l’utile netto a 3.250 miliardi di yen. È stato inoltre annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie fino a 1.000 miliardi di yen. Le vendite globali nel trimestre hanno registrato un calo del 3,5%, con una contrazione del 28% in Cina e di circa un terzo in Medio Oriente, parzialmente compensata da una crescita dell’1% negli Stati Uniti e da un aumento delle consegne previste per l’anno a 9,7 milioni di veicoli.
NISSAN TORNA ALL’UTILE GRAZIE AI TAGLI DI COSTI
Nissan ha chiuso il trimestre con un utile netto di 3,76 miliardi di yen, pari a circa 20,7 milioni di euro, dopo una perdita di 115,76 miliardi di yen registrata un anno prima. L’utile operativo è stato di 77,9 miliardi di yen, contro una perdita operativa di 79,1 miliardi nel periodo corrispondente. I ricavi sono aumentati del 9,5% a 2.960 miliardi di yen. Il ritorno in utile deriva principalmente dal risparmio sui costi del lavoro, della ricerca e dello sviluppo, quantificati in 60 miliardi di yen tra costi fissi e variabili, e dal sostegno di uno yen più debole.
Le vendite globali sono scese dello 0,9% a poco più di 700 mila veicoli. In Europa si è registrato un calo del 14,6% a 64 mila unità, mentre gli Stati Uniti hanno segnato un incremento del 9,6 % a 243 mila e il mercato interno un aumento dell’1,3% a 88 mila unità, sostenuto dai nuovi modelli Kicks ed Elgrand. Il piano di riorganizzazione prevede la chiusura di sette stabilimenti in Giappone e all’estero e la riduzione di 20 mila posti di lavoro nel mondo entro aprile 2027.

PROSPETTIVE DI STABILIZZAZIONE NEL SETTORE AUTOMOBILISTICO GIAPPONESE
Entrambi i costruttori confermano le previsioni annuali, con Nissan che mantiene un utile netto atteso di 20 miliardi di yen e un utile operativo di 200 miliardi, pur rivedendo al ribasso le vendite globali da 3,30 a 3,15 milioni di veicoli a causa del rallentamento della domanda in Cina, dove l’obiettivo è passato da 710 mila a 580 mila unità. Toyota ha aggiornato le assunzioni di cambio a 160 yen per dollaro rispetto ai 150 precedenti, riducendo anche la stima dell’impatto della crisi in Medio Oriente a 510 miliardi di yen dai precedenti 670. Questi risultati, ottenuti in un quadro di pressioni sui costi e di riorganizzazione produttiva, forniscono indicazioni di ripresa per l’industria automobilistica giapponese dopo le difficoltà degli ultimi esercizi.