Crisi dell’auto: Nissan si vende la sede di Yokohama

Crisi dell’auto: Nissan si vende la sede di Yokohama

Nissan prova a uscire dalla crisi vendendo la storica sede di Yokohama. Ma per cambiare passo servirà molto di più

 

Nissan prova a uscire dalla crisi vendendo la storica sede di Yokohama. Ma per cambiare passo servirà molto di più

6 Novembre 2025 - 10:50

La crisi dell’auto si fa sentire anche in Oriente dove Nissan ha annunciato la vendita della propria sede centrale di Yokohama per 97 miliardi di yen (circa 550 milioni di euro), nell’ambito di un più ampio piano di ristrutturazione aziendale. Tuttavia, pur cedendo la proprietà dell’immobile a una società immobiliare di Tokyo, il costruttore giapponese ne manterrà l’uso attraverso un contratto di locazione, garantendo la continuità delle operazioni della sede globale nella stessa location.

QUANTO GUADAGNA NISSAN DALLA VENDITA DELLA SEDE

L’operazione, si legge sui media, genererà per Nissan un profitto di 74 miliardi di yen (418 milioni di euro). Il ricavato, spiega l’azienda, sarà interamente reinvestito in ammodernamenti infrastrutturali e in riforme strategiche del business, in linea con gli obiettivi del piano ‘Nissan Next‘ volto a rafforzare la redditività e la sostenibilità finanziaria. Allo stesso tempo, la vendita della sede mantenendone però l’uso consentirà di alleggerire il bilancio senza compromettere la propria presenza istituzionale nel cuore dell’area metropolitana di Tokyo.

I NUMERI DELLA CRISI DI NISSAN

Del resto l’alleggerimento del bilancio era una necessità non più procrastinabile dopo che l’esercizio concluso nel marzo 2025 aveva registrato una perdita netta pari a circa 671 miliardi di yen (3,8 miliardi di euro) rispetto a un precedente periodo già difficile. Le ragioni della crisi di Nissan sono molteplici: calo di vendite in mercati strategici come Cina e Stati Uniti, crescente concorrenza dei produttori cinesi di veicoli elettrificati, e una gamma di modelli piuttosto obsoleta. In risposta alla crisi, Nissan ha annunciato il già citato piano di ristrutturazione denominato ‘Nissan Next’ che prevede la riduzione di circa 20 000 posti di lavoro a livello globale (circa il 15 % della forza lavoro complessiva) e la chiusura di 7 impianti su 17 entro il 2027. Parallelamente, è stato avviato un programma di dismissione di alcuni asset strategici per rafforzare la cassa, tra cui appunto la vendita della sede centrale di Yokohama.

Nissan vende sede Yokohama

E LE PROSPETTIVE FUTURE

Per quanto riguarda le prospettive future, Nissan punta a tornare in utile entro l’esercizio fiscale 2026-27 grazie agli effetti del piano di ristrutturazione, ma le incognite restano forti. Il contesto di mercato rimane altamente volatile, con dazi USA, costi energetici e pressione sui margini che non consentono al momento una stima stabile delle previsioni di profitto. La sfida strategica più importante sarà quella di rilanciare l’innovazione produttiva: in particolare – oltre a razionalizzare modelli e capacità (si punta a ridurre la gamma attuale del 20%) – Nissan è chiamata ad accelerare nel campo dell’elettrificazione per recuperare terreno rispetto ai concorrenti. In questo senso la vendita della sede risulta tattica per liberare risorse, ma la trasformazione richiede interventi ben più profondi: dall’efficienza operativa alla qualità del prodotto, fino alla capacità di reagire a mercati in rapido cambiamento. Solo se riuscirà a centrare questi difficili obiettivi, Nissan avrà buone possibilità di uscire dal tunnel.

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