Stellantis, 5 modelli a Saragozza entro il 2028: perché preferisce produrre in Spagna? Immagine tratta da media.stellantis.com

Stellantis, 5 modelli a Saragozza entro il 2028: perché preferisce produrre in Spagna?

Stellantis punta su Saragozza con 5 nuovi modelli entro il 2028, tra Peugeot, Opel e Leapmotor. Ecco perché la Spagna batte l'Italia sui costi

 

Stellantis punta su Saragozza con 5 nuovi modelli entro il 2028, tra Peugeot, Opel e Leapmotor. Ecco perché la Spagna batte l'Italia sui costi

21 Luglio 2026 - 13:10

Mentre il Piano Italia procede tra molte difficoltà, con alcuni stabilimenti che reclamano più modelli o ne richiedono di più popolari, la Spagna e in particolare la fabbrica di Figueruelas, vicino a Saragozza, si prepara a produrre cinque nuovi modelli Stellantis tra la fine del 2026 e la prima metà del 2028. Non soltanto le classiche Peugeot 208 e Opel Corsa, i cui nomi sono storicamente legati all’impianto spagnolo, ma cinque progetti strategici con tecnologie europee e anche cinesi, visto che ci saranno le nuove Leapmotor B10 e B05. Insomma, tanta carne al fuoco e un po’ di frustrazione per la scelta del Gruppo, che ancora una volta ha preferito la Spagna all’Italia (e alla Francia) per uno dei suoi programmi più ambiziosi. Ma perché Stellantis preferisce produrre in Spagna anziché in Italia? Le ragioni sono note e difficilmente sanabili.

I CINQUE PROGETTI PER LA SPINTA DI SARAGOZZA

La riconversione dello stabilimento aragonese si articola su un piano molto preciso. La prima ad arrivare sulle linee, entro fine 2026, sarà il SUV elettrico Leapmotor B10, assemblato inizialmente a un ritmo di circa 300 unità al giorno. L’integrazione di Leapmotor a Saragozza – con una società industriale dedicata con sede nel sito – consentirà a Stellantis di ottimizzare la logistica ed evitare le penalizzazioni dei dazi europei sulle importazioni dalla Cina.

Nel terzo trimestre 2027 seguirà la Leapmotor B05, una compatta elettrica di segmento C destinata a sfidare le rivali dirette del settore. Sull’altra linea produttiva farà il suo debutto la piattaforma STLA One con la nuova Peugeot e-208 nel 2027, caratterizzata da innovazioni come lo sterzo steer-by-wire e il comando Hypersquare. Nella prima metà del 2028 debutterà poi la nuova generazione di Opel Corsa, affiancata da un inedito C-SUV elettrico Opel sviluppato congiuntamente con Leapmotor (circa 50.000 unità l’anno), dove la piattaforma e l’elettronica cinesi si sposeranno con il design e la messa a punto europei.

I FATTORI COMPETITIVI DELLA SPAGNA

La predilezione di Stellantis per la penisola iberica rispetto ad altri siti risponde a precisi parametri economici e industriali. In primis, il costo dell’energia: grazie all’elevata penetrazione delle fonti rinnovabili (eolico e fotovoltaico), la Spagna garantisce alle aziende elettrivore tariffe industriali inferiori anche del 25-30% rispetto a quelle italiane. A questo si aggiunge un costo orario del lavoro nella manifattura più contenuto (circa 24-25 euro/ora in Spagna contro gli oltre 28-30 euro medi in Italia e quasi 40 in Francia) unitamente a una maggiore flessibilità contrattuale. Infine, la Spagna ha saputo intercettare i fondi europei con piani di sostegno mirati all’automotive (come i programmi PERTE VEC), creando un ecosistema favorevole che riduce l’incidenza dei costi fisso-variabili per vettura prodotta.

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L’ITALIA PUÒ COLMARE IL DIVARIO? SÌ, MA…

Per accorciare il divario dalla Spagna ed evitare che l’obiettivo di 1 milione di veicoli all’anno resti una pura chimera, l’Italia deve agire strutturalmente sul fattore produttivo. Non bastano gli incentivi all’acquisto, che spesso sostengono l’importazione di auto prodotte all’estero, ma servono politiche di incentivo all’offerta:

  • riduzione della componente fiscale e degli oneri di sistema sulle bollette energetiche per l’industria automobilistica e la relativa filiera;
  • semplificazione burocratica per l’ammodernamento degli impianti e lo sblocco dei progetti strategici legate alle batterie;
  • riduzione del cuneo fiscale sul lavoro per aumentare la competitività della manodopera senza penalizzare i salari reali.

Senza interventi su questi nodi strutturali (che ad esempio tengono ben lontane dal nostro Paese le emergenti Case auto cinesi, nonostante qualche approccio), la distanza con gli stabilimenti spagnoli è destinata ad amplificarsi, con il rischio di marginalizzare definitivamente la capacità produttiva italiana.

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