Ferrari e BMW come Tesla: più alluminio per meno costi e peso

Ferrari e BMW come Tesla: più alluminio per meno costi e peso

La corsa dell'alluminio sostituisce il rame: Ferrari e BMW seguono Tesla e la Cina per tagliare costi e peso dell'elettrificazione

 

La corsa dell'alluminio sostituisce il rame: Ferrari e BMW seguono Tesla e la Cina per tagliare costi e peso dell'elettrificazione

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30 Giugno 2026 - 11:21

Ferrari e BMW hanno rotto gli ultimi indugi, decidendo di ridisegnare i propri sistemi di cablaggio e di sostituire il tradizionale rame con il più economico e leggero alluminio: come Tesla, riferisce la Reuters. La transizione verso la mobilità elettrica e le brutali leggi del mercato delle materie prime stanno infatti imponendo una metamorfosi silenziosa quanto radicale sotto le carrozzerie delle vetture più desiderate al mondo.

FERRARI E BMW A TUTTO ALLUMINIO: ECCO I PREZZI

Nei primi mesi dell’anno, le quotazioni del rame sul London Metal Exchange (LME) sono schizzate a livelli record, sfiorando i 14.500 dollari per tonnellata, trainate dalla domanda insaziabile di infrastrutture per l’intelligenza artificiale e data center.

Al contrario, l’alluminio fluttua intorno ai 3.100 dollari per tonnellata. Il rapporto di prezzo tra i due metalli ha così toccato un picco storico di 4,67, polverizzando la già elevata media di gennaio (pari a 4,3) e superando ampiamente la soglia critica di 3,5 oltre la quale la sostituzione diventa non solo conveniente, ma economicamente imprescindibile.

QUESTIONE LEGGEREZZA

Per Maranello, tuttavia, la spinta non è soltanto finanziaria. In un’auto sportiva, ogni grammo è un nemico da combattere. L’alluminio è circa 3,3 volte più leggero del rame. Sostituendo i vecchi cavi nel modello ibrido 296 e introducendo i conduttori in alluminio sulla Luce, la prima vettura interamente elettrica della scuderia, gli ingegneri del Cavallino Rampante sono riusciti a ridurre il peso complessivo del cablaggio di una percentuale compresa tra il 15% e il 20%.

In un veicolo elettrico, dove l’ossessione principale è compensare la massa imponente dei pacchi batteria per estendere l’autonomia di guida, un simile risparmio sulla bilancia equivale a una vittoria in pista.

Ferrari e BMW come Tesla più alluminio per meno costi e peso

SFIDE INGEGNERISTICHE

BMW – che cerca soluzioni per tagliare sui costi – ha seguito un percorso analogo, capitalizzando anni di sperimentazioni iniziate già nel 2011 con la compatta Serie 1. Con il debutto della sesta generazione della tecnologia eDrive, la Casa di Monaco di Baviera ha esteso massicciamente l’uso di cavi in alluminio sia nei sistemi ad alta tensione che in quelli a bassa tensione dei propri modelli ibridi ed elettrici a batteria.

La scelta non è priva di sfide ingegneristiche: l’alluminio ha una conducibilità elettrica inferiore rispetto al rame e richiede sezioni trasversali più ampie per trasportare la stessa energia, oltre a presentare complessità maggiori nelle saldature e nei punti di contatto per evitare la corrosione.

Ciononostante, i progressi nella metallurgia e i software di progettazione avanzati hanno permesso di superare tali ostacoli, trasformando quello che era un ripiego economico in uno standard di alta ingegneria.

E STELLANTIS?

Anche Stellantis, il quarto produttore automobilistico al mondo, ha recentemente iniziato a sostituire i cablaggi in rame con quelli in alluminio, secondo una fonte del settore a conoscenza della questione. Ma il Gruppo per ora non commenta.

TRIBUTO A TESLA

Il cambio di rotta dei giganti europei rappresenta un tributo alla lungimiranza tecnica di Tesla. L’azienda di Elon Musk aveva già introdotto i cablaggi in alluminio sulla Model Y nel 2019, per poi replicare l’architettura sul Cybertruck, mentre i produttori cinesi di veicoli elettrici ne hanno fatto l’arma segreta per mantenere i prezzi di listino straordinariamente competitivi.

Oggi, la transizione non è più una prerogativa dei marchi di massa o delle start-up della Silicon Valley, ma un fenomeno strutturale che coinvolge anche i produttori della motorizzazione classica e del lusso.

Le implicazioni di questa svolta si riverberano ben oltre i cancelli delle fabbriche automobilistiche, minando le fondamenta delle tesi rialziste sui mercati finanziari. Molti analisti avevano previsto un super-ciclo per il rame basato proprio sul boom dei veicoli elettrici, stimando che un’auto a batteria necessitasse di una quantità di rame fino a quattro volte superiore rispetto a una a combustione interna.

Ma l’effetto sostituzione sta ridisegnando la curva della domanda globale. Se persino la Ferrari, il cui blasone si fonda sulle prestazioni pure e sul rifiuto di qualsiasi compromesso, decide che l’alluminio è il materiale del futuro, l’intera industria automobilistica è destinata a seguirla, lasciando il rame alle sole applicazioni dove è realmente insostituibile.

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